Robe da chiodi

La Sagrada Família, con punto interrogativo

5 comments

sagrada-familia-barcelona3Finire o non finire la Sagrada Família di Gaudì? La Spagna, dopo un  appello lanciato da 400 personalità, torna a dividersi. Proviamo a ragionare.

Le ragioni del sì: il popolo la vuole finita; le cattedrali sono sempre state dei cantieri interminabili, portati avanti per generazioni; mai nessun progetto è stato fedele alla lettera ai disegni originali; l’unità formale della Sagrada è comunque garantita dall’intuizione fantasmagorica del suo creatore; non terminarla comporta che la Sagrada non diventi un luogo pienamente di culto e quindi sia ridotta a mero santuario della curiosità; la Sagrada è uno di quei misteriosi “giganti” spuntati senza ragioni apparenti a rendere ultimamente visibile la fede in stagioni di oscurità.

Le ragioni del no: inutile erigere cattedrali per poi trovarsele vuote causa devastante secolarizzazione; il cantiere così come viene condotto è una caricatura di quella che era l’idea originaria di Gaudì; la parte nuova della Sagrada ha sempre più l’aria di un prefabbricato; ciò che nella mente creativa di Gaudì era intrico di mistero, rischia di ridursi a esoterismo spicciolo; la grandezza della Sagrada consiste nella sua drammatica incompiutezza; la cattedrale di Gaudì è un’opera moderna e quindi frutto di un genio tutto individuale: inutile inventarsi la retorica neo medioevale del cantiere corale. (C’è chi dice: anche la cupola di San Pietro venne progettata da Michelangelo ma finita da Giacomo Della Porta, con relativo ritocco dell’idea del genio. Ma il paragone non tiene: là Michelangelo aveva dettato un “verbo” implacabile, capace di plasmare il cervello e la visione di chiunque veniva dopo di lui. Qui Gaudì è un grande isolato. Un genio assolutamente eccentrico rispetto al corso della storia. Nel 1929, appena tre anni dopo la sua morte, a Barcellona, Mies Van der Rohe costruiva il Padiglione tedesco, l’architettura più radicalmente antitetica a Gaudì che si potesse immaginare).

Timidamente: io oso stare dalla parte del no.

Written by giuseppefrangi

17 Dicembre, 2008 at 12:52 am

5 Responses to 'La Sagrada Família, con punto interrogativo'

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  1. Concordo per il no… Forse perchè amo da quando ero bambina quel genio visionario di Gaudì e mi sembra che qualsiasi cosa stoni accanto alle sue architetture fantastiche!

    Serena

    17 Dic 08 at 12:57 pm

  2. Io invece, forse ancora più timidamente, oso stare dalla parte del si. Senza l’esperienza visibile della bellezza, e di una bellezza compiuta, la secolarizzazione sarebbe ancora peggiore di quanto è adesso.

    Giovanni

    1 Gen 10 at 5:04 pm

  3. gent.mo, La invito a rinnovare la visita al padiglione tedesco. è vero. è antitetica al genio di gaudì. ma provi ad immaginare la tradizione filosofica tedesca nelle trame delle pareti di Mies. e guardi quei distacchi fra i piani entro cui si apre l’esterno. non Le pare che apra una razionalità essenziale e funzionale, all’imprevedibile realtà esterna?
    @paolomancio su twitter.

    paolo mancini

    24 Lug 12 at 3:29 pm

  4. Molto bella questa puntualizzazione, grazie. Il mio in realtà era una riflessione che si limitava ad un’analisi formale.

    gfrangi

    24 Lug 12 at 5:50 pm

  5. anch’io sto dalla parte del no: allo stato attuale ciascuno a suo modo, mettendo in atto un approccio gestaltico, può guardare la Sagrada Familia ed immaginarsela finita, compiendo attivamente un iter mentale che va ben oltre l’esperienza puramente percettiva, unico modo possibile per capire l’infinita evoluzione della fede religiosa di un genio esaltato ed isolato che continuamente verifica e modifica la propria opera. Quel genio, anche se fosse vissuto oltre ogni limite umano, probabilmente non avrebbe mai completato la sua cattedrale, continuamente sospinto oltre i limiti del suo stesso progetto da un febbrile desiderio di sperimentare, cercare, inventare nuove vie, trovando nel non-finito la scelta volontaria e consapevole per esprimere il non-detto o non dicibile, il non-visto o non visibile, ponendo domande, sollecitando risposte.
    http://www.artonweb.it/architettura/articolo9.htm

    vilma torselli

    27 Ago 12 at 1:41 pm

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