Robe da chiodi

Ettore Sottsass su Enzo Mari

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«Che l’Enzo Mari tra tutti quelli che fanno questo buffo, ambiguo, incerto e scivoloso mestiere che oggi si chiama “design”, sia uno che insegue con più disperazione e accanimento il sogno di sottrarlo (questo mestiere) al suo peccato originale, di riscattarlo dalla corruzione, di metterlo in qualche modo a disposizione della storia malinconica della gente che cammina per le strade piuttosto che a disposizione delle presunzioni stizzose delle aristocrazie al potere, questo si sa; lo sappiamo benissimo e proprio per questo – se posso dirlo qui – gli vogliamo bene: per questa sua impaurita dolcezza per la quale, se si mette a fare qualche cosa, lo fa sperando di riempire in qualche modo qualcuno di quei vuoti, orribili, neri come buchi di peste, che si vedono e non si vedono (ma che ci sono) sotto la finta pelle perfetta di questo ansante corpo della “civiltà avanzata”».

Tratto dal catalogo della mostra di Enzo Mari alla Triennale di Milano

Written by gfrangi

29 Gennaio, 2021 at 9:02 am

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