Robe da chiodi

Archive for the ‘Allora & Calzadilla’ tag

Biennale 2015. Vademecum per una Biennale da non perdere

leave a comment

Il primo segno di questa Biennale sono le voci. Come la voce che ti accoglie sin dal prologo dove all’ingresso del padiglione centrale ai Giardini è stato “installato” Fabio Mauri. È la voce di Pasolini (che compare in una foto su tela con Mauri stesso) che legge La Guinea. Voce sottile, tagliente, pudicamente ultimativa. Voce che propone il primo confronto con la storia:
«L’Europa è così piccola, non poggia
che sulla ragione dell’uomo, e conduce
una vita fatta per sé, per l’abitudine,
per le sue classicità sparute».

foto(4)
Seguono poi le voci ininterrotte che popolano l’Arena, spazio centrale progettato da David Adjaye, vero fulcro di questa Biennale, dove sotto la regia di Isaac Julien si procede alla lettura del Capitale di Marx, ma dove s’alternano tante altre voci, a tenere sempre pieni e soprattutto vivi questi spazi.
È una Biennale forte questa di Okwui Enwezor. Una Biennale senza fronzoli, che pone la questione del futuro affrontando i nodi irrisolti del passato, dei tanti passati del mondo. La Biennale non va mai approcciata con l’idea di capire tutto: è un’esperienza un po’ immersiva, in cui bisogna lasciarsi anche un po’ andare. Le resistenze preventive vanno lasciate da parte.
Alla Biennale bisogna sempre mettere in conto di vedere cose belle e cose meno belle. Un po’ di “paccottiglia” finisce sempre, inevitabilmente, nel pacchetto… Ma questa Biennale ha una regia forte, mossa da una vera urgenza intellettuale, che tiene su anche le cose più deboli, e che alla fine lascia un segno. Colpisce, emoziona, propone affondi inattesi e difficilmente dimenticabili.
Anche all’Arsenale Enwezor ha chiesto e cercato molte voci dal vivo. Durante la giornata si palesavano i cantanti di Allora & Calzadilla, che intonavano “ a cappella” un oratorio che Jone Coleman ha costruito su uno spartito della Creazione di Haydn. Bellissimo. C’erano le voci, strepitose del video di Sonya Boyce, inglese, che con Exquisite Cacophony propone una performance con due vocalist che dialogano a ritmo di scatt jazz, con un affondo sociale di sapore dadaista. Altro sonoro che incrocia contemporaneità e passato è quello di Theaster Gates, artista di Chicago, che all’Arsenale ha portato un po’ di resti della chiesa abbandonata di St.Laurence, nei sobborghi poveri di Chicago. C’è la parte fatta con le tegole del tetto, ci sono frammenti d’organo, la statua in cemento di san Lorenzo, una campana: e nel video, tra i ruderi della chiesa, uno spiritual viene accompagnato da assi altri resti usati come strumenti musicali (una performance fatta anche dal vivo in giro per Venezia). Un’installazione bellissima, in stile papa Francesco (tiolo: Gone are Days of Shelter and Martyr). Anche uno schiaffo ad una chiesa americana che si è preoccupata solo di valori morali e di ricchi…
Commovente il video double face di Steve McQueen, con la storia dell’amico pescatore di Grenada, ucciso per aver scoperto un deposito di droga su una spiaggia. Su una faccia c’è lui che naviga felice; sull’altra ci sono gli amici che lo raccontano mentre gli costruiscono la tomba (e accarezzano la croce, sulla tomba…).
Poi c’è lo stupendo cantiere di Oscar Murillo, colombiano, che con Frequencies, dal 2013 porta tele in scuole di mezzo mondo, perché gli studenti vi dipingano la loro quotidianità. Alla Biennale sono disposte in ordine sparso su una decina di tavoli con tracciate sopra le relative carte geografiche. Le si aprono e le si maneggiano.
C’è anche chi dipinge, come Gedi Sibony, newyorkese, che lavora su fogli di alluminio presi da depositi di camion abbandonati. Dipinge e restituisce inatteso splendore a quegli oggetti perduti. Sono dipinte le preziose mappe dei profughi della vietnamita Tiffany Chung. E sono ovviamente dipinte le otto immense tavole di Georg Baselitz: autoritratti nudi, di cinque metri, che richiamano l’idea di un brutale punto zero da cui deve ripartire la civiltà.
Una Biennale viva, con pochi intellettualismi, a tasso zero di esoterismo.

Written by gfrangi

Agosto 10th, 2015 at 10:37 am