Robe da chiodi

Hello Chicago

2 comments

lobbyHa iniziato così il suo discorso l’altra notte ( la sua notte) Obama. «Hello Chicago». Bello slancio, dedicato a una città magnifica e dura, spazzata dal vento (windy city) e abbarbicata al suo loop, il treno che sferraglia ad altezza camera da letto nel cuore della città. Chicago ha qualcosa di impresentabile, di irrimediabilmente banditesco. Poi è capace di sorprendere con perle di purezza inarrivabile. Due su tutte, per me: i Lake shore drive apartments di Mies Van der Rohe, architettura di trasparenza perfetta affacciata sul “mar” Michigan (nella foto). E la Dimanche à la Grande Jatte di Seurat, nel museo che a me è sempre sembrato uno dei più bei e sintetici musei del mondo. Chicago mi piace perché ha qualcosa di Milano. Una città in cui nessuno vorrebbe stare, ma in cui finiscono per arrivare tutti. Non città da vetrina, ma città di sostanza. Città piatte, più forti dei miasmi con cui sono costrette a coesitere. A quando qualcuno che lanci un “hello Milano”? (Nel senso di un qualcuno che s’inchini alla città mostrando un attaccamento così sobrio e così commosso)

Written by giuseppefrangi

7 Novembre, 2008 at 2:39 pm

2 Responses to 'Hello Chicago'

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  1. Ho vissuto quasi un mese a Chicago, ma mi è bastato per desiderare di viverci, altroché! Città tanto composta e ordinata quanto imprevedibile man mano la scopri. Aggiungo una perla: Oak Park, sobborgo-museo con decine di case costruite da Wright.

    Giacomo Cesana

    10 Nov 08 at 11:36 am

  2. In effetti Oak-Park non l’avevo visto nel viaggio a Chicago. Bisogna tornare

    giuseppefrangi

    10 Nov 08 at 12:13 pm

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