{"id":888,"date":"2009-08-18T23:27:38","date_gmt":"2009-08-18T22:27:38","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.wordpress.com\/?p=888"},"modified":"2009-08-18T23:27:38","modified_gmt":"2009-08-18T22:27:38","slug":"delacroix-naturaliter-cristiano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=888","title":{"rendered":"Delacroix, naturaliter cristiano"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un tratto comune in due libretti che ho letto quest\u2019estate. Sono\u00a0 <em>Mon Histoire<\/em>, raccolta un po\u2019 sconclusionata di testi di e su Monet, e <em>Verso l\u2019Immateriale dell\u2019arte<\/em>, di Yves Klein. Il tratto comune \u00e8 rappresentato dal comune amore per Eug\u00e8ne Delacroix. Un amore strano, perch\u00e9 a prima vista le relazioni sembrano inconsistenti. Eppure Delacroix ha questo potere, di essere un artista padre, sotto le cui ali ciascuno si sente libero e protetto. Bella, a proposito, la frase di D. che Klein cita nella sua conferenza alla Sorbona del 1959: \u00abGuai al quadro che non mostri niente aldil\u00e0 del finito! Il merito del quadro \u00e8 l\u2019indefinibile: ci\u00f2 che sfugge appunto alla precisione\u00bb.<\/p>\n<p><a rel=\"attachment wp-att-889\" href=\"http:\/\/robedachiodi.wordpress.com\/2009\/08\/18\/delacroix-naturaliter-cristiano\/attachment\/20061110164946\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-889\" title=\"20061110164946\" src=\"http:\/\/robedachiodi.files.wordpress.com\/2009\/08\/20061110164946.jpg?w=300\" alt=\"20061110164946\" width=\"300\" height=\"228\" \/><\/a>Ovviamente Delacroix ha attraversato anche la strada della vacanza. A Parigi, per due volte a messa Saint-Sulpice, mi sono ancora una volta lasciato agganciare dai due grandi affreschi del Delacroix estremo. C\u2019\u00e8 in lui una strana capacit\u00e0 di essere antico senza pregiudicare la propria modernit\u00e0. Di dipingere quadri sacri in assoluta naturalezza, senza imbarazzi e senza sentirsi un \u201cfossile\u201d. Non lo percepisci mai \u201cobbligato\u201d: lo slancio dell&#8217;angelo che punisce Eliodoro, o la grinta del Giacobbe che lotta con l&#8217;angelo sono figli di una passione per il mondo, per la vita, per la Chiesa. Nel visitare il suo atelier a Place Furstenberg (chi non sogna un atelier cos\u00ec?) si vede un quadro affascinante. Il soggetto \u00e8 di quelli che i pittori non dipingono pi\u00f9 da 300 anni: l\u2019<em>Educazione della Vergine<\/em>. La genesi del quadro \u00e8 emblematica, come racconta Delacroix in una lettera, scritta da Nohant dov\u2019era ospite di George Sand: \u00abHo visto rientrando dalla passeggiata un motivo superbo per un quadro, una scena che mi ha profondamente toccato. Era una contadina con la sua nipote. Ho potuto guardarle con agio, da dietro un cespuglio senza che lor mi vedessero. Tutt\u2019e due erano sedute su un tronco. La vecchia teneva una mano posata sulla spalla della bambina che imparava con attenzione la lezione di lettura\u00bb. Da quel \u201cmotif\u201d Delacroix trasse il quadro, agganciando lo squarcio di vita al soggetto sacro con assoluta naturalezza. Attorno c\u2019\u00e8 il consueto \u201cincendio\u201d di cieli e di alberi.<\/p>\n<p>Sempre all\u2019atelier si scopre un\u2019altra vicenda strana. Delacroix nel 1821 aveva dipinto un quadro che era stato commissionato a G\u00e9ricault, ma di fronte al quale G\u00e9ricault era rimasto paralizzato. Il tema era la <em>Devozione del Sacro ciore di Ges\u00f9 e di Maria<\/em>, destinato alla cattedrale di Nantes. La tela non venne ritenuta adatta e nel 1827 fu dirottata alla cattedrale di Ajaccio. Ma tutti credevano si trattasse di G\u00e9ricault, perch\u00e9 Delacroix non ne aveva preteso la paternit\u00e0. L\u2019opera \u00e8 ancora l\u00ec. Nell\u2019atelier se ne vede il bozzetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un tratto comune in due libretti che ho letto quest\u2019estate. Sono\u00a0 Mon Histoire, raccolta un po\u2019 sconclusionata di testi di e su Monet, e Verso l\u2019Immateriale dell\u2019arte, di Yves Klein. Il tratto comune \u00e8 rappresentato dal comune amore per Eug\u00e8ne Delacroix. Un amore strano, perch\u00e9 a prima vista le relazioni sembrano inconsistenti. 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