{"id":846,"date":"2009-07-13T21:37:14","date_gmt":"2009-07-13T20:37:14","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.wordpress.com\/?p=846"},"modified":"2009-07-13T21:37:14","modified_gmt":"2009-07-13T20:37:14","slug":"pietro-toesca-la-fotografia-come-capacita-di-sguardo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=846","title":{"rendered":"Pietro Toesca, la fotografia come capacit\u00e0 di sguardo"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-847\" href=\"http:\/\/robedachiodi.wordpress.com\/2009\/07\/13\/pietro-toesca-la-fotografia-come-capacita-di-sguardo\/attachment\/8861300170\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-847\" title=\"8861300170\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/8861300170.jpg\" alt=\"8861300170\" width=\"173\" height=\"203\" \/><\/a>A leggere e sfogliare il libro appena uscito <em>Pietro Toesca e la fotografia<\/em> (Skira, 40euro) si capisce quanto sia decisiva la capacit\u00e0 di sguardo. Toesca \u00e8 stato uno dei maggiori storici dell\u2019arte italiani. Con lui a Torino si laure\u00f2 nel 1911 Roberto Longhi. \u00c8 autore di un libro che Longhi stesso avea definito \u00abil pi\u00f9 gran libro apparso in Italia negli ultimi 50 anni\u00bb. <em>La pittura e la miniatura in Lombardia<\/em> era uscito sempre in quel 1911 (io l&#8217;ho letto nell\u2019edizione Einaudi, copertina grigia. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 sul mercato). Toesca \u00e8 uno dei primi storici ad accorgersi della funzione fondamentale della fotografia, sia a livello didattico (allestiva delle dispense di sole immagini per permettere agli studenti di seguire i suoi corsi: nel libro due serie di quelle immagini sono state affiancate dagli appunti del corso ritrovati negli archivi); sia a livello di ricezione dell\u2019opera. La fotografia non \u00e8 uno strumento oggettivo e Toesca ne era perfettamente consapevole. Forzando la mano di un fotografo d\u2019eccezione come l\u2019architetto Giuseppe Pagano riesce a farci sobbalzare davanti alla <em>Piet\u00e0 Palestrina<\/em> che oggi nessuno assegna pi\u00f9 a Michelangelo. \u00c8 la forza dello zoom, dei tagli delle immagini, delle luci che rendono drammaticamente pulsante la pietra. Le incertezze dell\u2019insieme cos\u00ec vengono sopraffatte dall\u2019energia dei particolari.<br \/>\nLe campagne fotografiche dirette da Toesca sono guidate da una regia precisa e coerente che guidano dentro le immagini: cos\u00ec quelle di Assisi, dove il nome di Giotto sembra balzar fuori a caratteri cubitali nella chiarezza formale e spaziale dei tagli. Oppure quelle del battistero di Castiglione Olona dove Masolino \u00e8 indagato anche laddove la salsedine sembra mangiarsi tutto; o quelle di Civate che anche editorialmente rappresentarono un capolavoro.<br \/>\nIl tutto \u00e8 spiegabile solo con quella capacit\u00e0 di sguardo che \u00e8 di pochi; e che soprattuo pochi sanno fissare e rimbalzare ai nostri sguardi. Da Toesca discende il <em>Piero<\/em> di Longhi (1926) che sceglie un linguaggio delle immagini sulla stessa falsariga. E, aggiungiamo noi, anche il Testori del <em>Gran Teatro Montano<\/em> (non per un caso uscito da Feltrinelli, editore popolare, perch\u00e9 la capacit\u00e0 di sguardo ha questo pregio: parla a tutti, non solo agli specialisti).<\/p>\n<p>Domanda: l&#8217;immagine usata per la copertina venne scattata da Giraudon negli anni 30. Un&#8217;immagine che palna sul capolavorodi Michelangelo senza gonfiarlo di retorica. \u00c8 un&#8217;immagine che aderisce alla pietra, che \u00e8 un punto di vista ma non falsa l&#8217;oggetto, ma te lo fa conoscere, te lo fa \u201cvedere\u201d. Chi sa fotografare oggi cos\u00ec lo Schiavo morente?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A leggere e sfogliare il libro appena uscito Pietro Toesca e la fotografia (Skira, 40euro) si capisce quanto sia decisiva la capacit\u00e0 di sguardo. Toesca \u00e8 stato uno dei maggiori storici dell\u2019arte italiani. 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