{"id":820,"date":"2009-06-30T22:57:06","date_gmt":"2009-06-30T21:57:06","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.wordpress.com\/?p=820"},"modified":"2009-06-30T22:57:06","modified_gmt":"2009-06-30T21:57:06","slug":"lio-di-caravaggio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=820","title":{"rendered":"L&#039;io di Caravaggio"},"content":{"rendered":"<p><em>Conversazione su Caravaggio al Teatro I a Milano, nell&#8217;ambito del ciclo Ex Cathedra. Per tema di partenza una domanda: perch\u00e9 Caravaggio mette ogni volta in fila migliaia di persone? La stessa domanda che aveva dettato a Longhi il bellissimo <\/em>Consuntivo<em> scritto su Paragone all\u2019indomani del travolgente successo della mostra del 1951. E che aveva indotto a Andr\u00e9 Berne-Joffroy a scrivere quel magnifico libro enciclopedico che \u00e8 il <\/em>Dossier Caravage<em>.<br \/>\nPer rispondere alla domanda ho passato in rassegna gli otto quadri in C. si \u00e8 dipinto. Perch\u00e9 la tesi che volevo verificare \u00e8 questa: il successo di C. oggi c\u2019entra con la modalit\u00e0 con cui il suo \u201cio\u201d entra dentro le sue opere?<\/em> <em>Ecco alcuni appunti conclusivi. Un grazie a Cristina Terzaghi per l&#8217;aiuto fornito.\u00a0 Perdonate la lunghezza del post.<\/em><\/p>\n<p><a rel=\"attachment wp-att-821\" href=\"http:\/\/robedachiodi.wordpress.com\/2009\/06\/30\/lio-di-caravaggio\/carav-09\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-821\" title=\"carav-09\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/carav-09.jpg?w=300\" alt=\"carav-09\" width=\"300\" height=\"242\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/carav-09.jpg 661w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/carav-09-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Caravaggio opera un taglio bruciante con il passato che aveva idealizzato l\u2019io creatore dell\u2019artista e lo aveva portato su una ribalta metastorica (<em>La Scuola di Atene<\/em> di Raffaello ne \u00e8 l\u2019emblema). Caravaggio scaraventa l\u2019io, il suo io dentro il presente. Lui \u00e8 contemporaneo a quel che accade e nello stesso tempo fa s\u00ec che quel che accade (e che lui racconta nei suoi quadri) diventi contemporaneo al tempo di ogni uomo. Non c\u2019\u00e8 rievocazione ma realt\u00e0 fattuale, sempre. Sulla scena di questa realt\u00e0 colta nell\u2019atto del suo compiersi, l\u2019io \u00e8 necessariamente presente, perch\u00e9 il quadro stesso testimonia che lui \u00e8 l\u00ec. \u00c8 come un fotografo: magari non lo vedi, ma se ha scattato quella foto, va da s\u00e9 che fosse testimone e protagonista di quell\u2019attimo di storia. Caravaggio consegna a chi guarda questa certezza, che folgora anche lo sguardo degli uomini d\u2019oggi. Quello che vedete \u00e8 tutto vero: le cose sono andate cos\u00ec. \u00c8 tale la sua energia nel rendere tutto presente a se stesso, che anche chi guarda alla fine la sente presente a se stesso, alla sua vita di quell\u2019istante. (Nell&#8217;immagine, l&#8217;autoritratto incluso nella <em>Resurrezione di Lazzaro<\/em>)<\/p>\n<p><strong>Il presente \u00e8 anche energia in azione. <\/strong>Cio\u00e8 \u00e8 tempo che ci scorre davanti agli occhi. Caravaggio ha questa grande genialit\u00e0 cinematografica. I suoi quadri sanno essere sequenze di attimi presenti. Uno inghiotte l\u2019altro, con la velocit\u00e0 preciptosa della realt\u00e0. Non sono un fotogramma solo, sono pi\u00f9 fotogrammi che scorrono orizzontalmente come quelli di una pellicola. Il presente se fosse concepito come attimo assoluto, sarebbe irreale. Invece \u00e8 attimo che corre per lasciare posto all\u2019attimo successivo. Caravaggio ha colto questa caratteristica pressante ma insieme fuggente del presente. \u00c8 un presente che corre, che scorre veloce, che racconta sequenze. \u00ab\u00c8 un fenomeno non facilmente spiegabile questa passione popolare per Caravaggio. Ci va gente che che non \u00e8 mai stata in un museo che non \u00e8 mai entrata a Brera. Sar\u00e0 che certe sue cose hanno l\u2019evidenza di un film in technicolor\u00bb, scrive Giorgio Galansino a\u00a0 Andr\u00e9 Berne-Joffroy. Il suo essere cos\u00ec espressamente cinematografico lo fa essere contemporaneo: \u00e8 allineato con la grammatica visiva del nostro tempo.<\/p>\n<p><strong>Come possiamo definire fenomenologicamente l&#8217;io di Caravaggio?<\/strong> \u00c8 un io certamente inquieto. \u201cstravagante\u201d \u00e8 l\u2019aggettivo che ricorre pi\u00f9 di frequente nei suoi primi biografi. \u00abCon il cervello stravolto\u00bb, lo definisce il Susinno suo biografo siciliano. E completa \u00abpi\u00f9 agitato che non \u00e8 il mare di Messina colle sue precipitose correnti che or salgono, or scendono\u00bb. Federico Borromeo che pur era stato un suo collezionista avendogli comperato la <em>Canestra<\/em> dell\u2019Ambrosiana, in un suo libro <em>De dilectu ingeniorum<\/em> scrive: \u00abConobbi nei miei d\u00ec in Roma un dipintore il quale era di sozzi costumi, et andava sempre mai coi panni stracciati, e lordi a maraviglia, e si vivea del continuo tra garzoni delle cucine e li S.ri della corte. Questo dipintore non fece mai altro che buono fosse nella sua arte, salvo il rappresentare li tavernieri, et i giocatori, overe le cingare che guardano la mano, overo i baronci, et i fachini et li sgraziati, che si dormivano la notte per le piazze; et era il pi\u00f9 contento huomo del mondo, quando havea dipinto un hosteria, et col\u00e0entro chi mangiasse et bevesse. Questo procedeva dei suoi costumi, i quali erano simiglianti ai suoi lavori\u00bb.<br \/>\n\u00c8 un io violento, a volte intrattabile. Ora, se questo \u00e8 il profilo psicologico e caratteriale di Caravaggio, viene da porsi una domanda: com\u2019\u00e8 possibile che date queste caratteristiche riesca a mantenere uno sguardo cos\u00ec preciso, credibile, assolutamente esatto, a volte addirittura tenero sulla realt\u00e0? Com\u2019\u00e8 che a un cervello tanto stravagante riesca di essere tenacemente lucido nell\u2019aderire al piano delle cose?<br \/>\nCaravaggio \u00e8 il pittore meno ambiguo della storia, dichiara tutto, si mette a nudo.\u00a0 \u00c8 il pittore che inventa il buio, ma non \u00e8 un buio che nasconde nulla. Si vede sempre tutto.\u00a0 Non credo che ci siano formule che spieghino questa dicotomia e come Caravaggio riesca a risolverla. \u00c8 cosa che appartiene al mistero, sia artistico che umano che lo riguarda. L\u2019unica cosa che possiamo dire che quello di Caravaggio \u00e8 un io che si lascia investire pienamente dalla realt\u00e0. Non aggiungerei altro.<\/p>\n<p><strong>Ma c\u2019\u00e8 un altro punto di mistero che chi \u00e8 credente non pu\u00f2 non affrontare. <\/strong>Provo a dirlo. C. \u00e8 il pittore dei peccati mortali, come lui stesso si dichiara. \u00c8 pervicace nel reiterare i suoi comportamenti scellerati. \u00c8 spavaldo, sicuro della propria grandezza.<br \/>\nPer dirla tutta ha una moralit\u00e0 assolutamente discutibile. Com\u2019\u00e8 possibile che da una persona cos\u00ec vengano le immagini pi\u00f9 assolutamente aderenti alla realt\u00e0 del fatto cristiano, \u00e8 appunto un mistero?\u00a0 Di grandi geni capaci di capolavori pur nella vita depravata \u00e8 piena la storia. Di grandi geni depravati capaci di essere testimoni del fatto cristiano come Caravaggio non ce ne sono. Che sia questa un\u2019altra delle ragioni del suo colpire anche l\u2019uomo d\u2019oggi, spesso del tutto ignaro del senso \u201ciconografico\u201d e morale dei fatti che lui racconti, ma che resta colpito dall\u2019umano che li pervade. Porta davanti ai nostri occhi quel che ognuno inconsapevolmente desidera per la propria vita, senza nessuna connotazione d\u2019ordine morale, senza richieste di precondizioni.<br \/>\nDovessi dirlo con una formula, non porta certezze, porta evidenze. Come quelle del suo Tommaso che mette le mani nel costato di Cristo. O come quella dell\u2019apostolo di Emmaus che spalanca stupito le braccia davanti a qualcosa di assolutamente inatteso che fa palpitare il cuore. Difficile pensare che non sia tutto vero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conversazione su Caravaggio al Teatro I a Milano, nell&#8217;ambito del ciclo Ex Cathedra. Per tema di partenza una domanda: perch\u00e9 Caravaggio mette ogni volta in fila migliaia di persone? 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