{"id":5426,"date":"2026-04-16T08:59:49","date_gmt":"2026-04-16T08:59:49","guid":{"rendered":"https:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=5426"},"modified":"2026-04-16T09:00:17","modified_gmt":"2026-04-16T09:00:17","slug":"cezanne-e-la-resurrezione-dei-corpi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=5426","title":{"rendered":"C\u00e9zanne e la resurrezione dei corpi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/IMG_0170-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/IMG_0170-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5427\" style=\"width:377px;height:auto\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/IMG_0170-768x1024.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/IMG_0170-225x300.jpg 225w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/IMG_0170-1152x1536.jpg 1152w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/IMG_0170-1536x2048.jpg 1536w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/IMG_0170-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Al cuore della mostra che la Fondazione Beyeler ha dedicato all\u2019ultima stagione di Paul C\u00e9zanne (1885-1906)<\/strong> c\u2019\u00e8 una sala tutta dedicata ad un soggetto a cui il grande artista aveva riservato tantissimo lavoro. \u00c8 il tema dei \u201cBagnanti\u201d, su cui aveva cominciato a operare fin dal 1875, come riflessione del rapporto tra il corpo umano e il contesto della natura creata. Arrivati in quella sala, avendo lo sguardo ammaliato dalla sequenza degli azzurri, dei verdi e dell\u2019ocra dei corpi, colori che legano un quadro all\u2019altro, scatta inevitabilmente una domanda: cosa cercava davvero C\u00e9zanne insistendo con tanta ostinazione e tenacia su questo soggetto? Generalmente, seguendo una lettura scolastica, si d\u00e0 la risposta che C\u00e9zanne in questo modo tentasse di svolgere in chiave completamente moderna un tema che aveva visto impegnati tanti grandi artisti del passato. Affrontare il nudo costituiva ben pi\u00f9 che un esercizio di accademia; aveva rappresentato per gli artisti una modalit\u00e0 di esplorazione del mistero e della bellezza del corpo umano. C\u00e9zanne era mosso certamente da una stessa aspirazione, ma con quell\u2019innesto delle figure nel felice plein air dei contesti naturali (in genere paesaggi di fiume) ci suggerisce dell\u2019altro. Tra i quadri arrivati a Basilea c\u2019\u00e8 una delle versioni pi\u00f9 importanti e celebri di questo ciclo, quella del Mus\u00e9e d\u2019Orsay a Parigi; in questa tela i corpi hanno un\u2019impronta quasi masaccesca. Sulla destra si vede un bagnante di schiena che alza le braccia verso il cielo in un gesto che possiamo immaginare di risveglio o di stupore. In un\u2019altra tela, ugualmente stupenda ma stilisticamente molto differente, i corpi dei bagnanti si alzano in piedi come se fossero aspirati da un\u2019energia inattesa. E qui C\u00e9zanne invece che a Masaccio sembra far memoria di El Greco, ma anche del Signorelli degli affreschi di Orvieto. Questi riferimenti ci danno una chiave per ipotizzare che cosa davvero cercasse il grande artista di Aix in questi quadri che andavano ben oltre l\u2019orizzonte dell\u2019impressionismo. I bagnanti di C\u00e9zanne vivono di una luce riflessa, che \u00e8 quella propria dei corpi risorti: la sua \u00e8 una versione in chiave moderna (e quindi plausibile ai nostri occhi) del risveglio alla fine dei tempi. La posizione morale di C\u00e9zanne garantisce sempre una coscienza del limite e quindi dell\u2019impossibilit\u00e0 di arrivare ad un punto di rappresentazione definitivo. Mette sulla tela qualcosa di intravvisto, \u00e8 un percorso di avvicinamento che gli richiedeva tenacia e pazienza, moltiplicando cos\u00ec le opere con questo stesso soggetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Non \u00e8 un azzardo riconoscere in questa serie dei Bagnanti una ragione di fondo come quella che si \u00e8 detta. <\/strong>Tutta l\u2019opera di C\u00e9zanne, in particolare in quest\u2019ultima stagione della sua vita, \u00e8 permeata da un respiro biblico; \u00e8 una dimensione che ci investe nel percorso di questa mostra di Basilea, che ha le caratteristiche di una scelta essenziale ma inappuntabile di opere: sono 58 quadri ai quali si aggiungono, nell\u2019ultima meravigliosa sala, 51 acquerelli. L\u2019allestimento \u00e8 pensato per nodi tematici ed iconografici. Prendiamo il caso della sala dedicata ai ritratti, dove \u00e8 esposto quello celebre fatto al suo gallerista Ambroise Vollard, che aveva richiesto una quantit\u00e0 inimmaginabile di sedute. Su una parete sono allineati gli ultimi ritratti fatti al suo fedelissimo giardiniere Vallier, uomo semplice di cui non ci \u00e8 pervenuto neppure il nome. Sono i primi ed unici che C\u00e9zanne realizza all\u2019aperto, sulla terrazza del suo studio di Les Lauves: anche qui si ripropone una sorta di alleanza creaturale tra la figura umana e la natura: i colori delle scarpe sfumano in quelli della vegetazione e i pantaloni chiari sembrano riflesso dell\u2019azzurro del cielo mediterraneo. Vallier \u00e8 seduto su una vecchia sedia con le gambe accavallate e il viso in ombra\u00a0\u00a0sotto il grande cappello da contadino; \u00e8 figura paziente, immerso in un tempo che \u00e8 un tempo lungo e non effimero. Sembra una reincarnazione di Abramo appostato fuori dalla tenda nel querceto di Mamre, in attesa della visita dei tre forestieri.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Se si passa nella grande sala dove sono radunate le vedute della montagna-culto di C\u00e9zanne, la Sainte-Victoire <\/strong>che si innalzava alle spalle di Aix en Provence, ci troviamo davanti ad una sequenza che testimonia per metafora la creazione del mondo. Sulla prima parete sono allineate delle vedute dominate dal chiarore del bianco, con linee appena tracciate in particolare con l\u2019azzurro, su tele a volte lasciate in gran parte grezze. Sono opere che trasmettono la commozione per un qualcosa che appare imponendosi sul nulla e lievita davanti ai nostri occhi con leggerezza e con grazia.\u00a0\u00a0Sulla parete a fianco invece c\u2019\u00e8 il seguito o meglio il completamento di quella nascita, un seguito che contempla lo scuotimento, l\u2019avanzare dell\u2019ombra, l\u2019emersione potente e convulsa della natura: insomma il dramma connesso con la creazione. C\u00e9zanne con la sua pittura non interpreta, ma si comporta come un sismografo (\u00abNon ci si deve perdere in speculazioni impalpabili\u00bb, aveva scritto all\u2019amico Emile Bernard); registra e organizza le sue sensazioni vere e profonde davanti a questi diversi stati del creato. E con la pittura ce le restituisce accompagnandoci quasi in un viaggio nella culla del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019ultima sala \u00e8 lo scrigno degli acquarelli.<\/strong> Qui ritroviamo quasi tutti i soggetti incontrati in mostra, in una versione pi\u00f9 fragile e transitoria, come se le immagini, grazie a quelle inarrivabili trasparenze di cui C\u00e9zanne era capace, fossero ogni volta sul punto di sciogliersi in lacrime di commozione e di gratitudine.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per tornare al paradigma biblico, in una celebre lettera inviata sempre a Bernard nel 1904 delineava, con una sintesi diventata anche \u201cscolasticamente\u201d celebre<\/strong>, la sua filosofia della pittura: \u00abBisogna trattare la natura attraverso il cilindro, la sfera, il cono, il tutto messo in prospettiva, in modo che ogni parte di un oggetto, di un piano, sia diretta verso un punto centrale\u00bb. Ci\u00f2 sta a indicare come alla radice del creato ci sia un principio di ordine e non di caos. Poi la lettera si completava cos\u00ec: \u00abLe linee parallele all\u2019orizzonte esprimono la larghezza, che \u00e8 un aspetto della natura, o se preferite dello spettacolo che il\u00a0<em>Pater Omnipotens Aeterne\u00a0<\/em>(sic)<em>\u00a0<\/em>\u00a0<em>Deus<\/em>\u00a0dispiega davanti ai vostri occhi\u00bb.\u00a0Restituire un riflesso di quello spettacolo \u00e8 stato, come lui stesso ha scritto, \u00ablo scopo che ho tanto cercato e inseguito cos\u00ec a lungo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Pubblicato su L&#8217;Osservatore romano, 14 aprile 2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al cuore della mostra che la Fondazione Beyeler ha dedicato all\u2019ultima stagione di Paul C\u00e9zanne (1885-1906) c\u2019\u00e8 una sala tutta dedicata ad un soggetto a cui il grande artista aveva riservato tantissimo lavoro. \u00c8 il tema dei \u201cBagnanti\u201d, su cui aveva cominciato a operare fin dal 1875, come riflessione del rapporto tra il corpo umano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[1404,111],"class_list":["post-5426","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-mostre","tag-beyeler","tag-cezanne"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5426","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5426"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5426\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5429,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5426\/revisions\/5429"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5426"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5426"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5426"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}