{"id":5405,"date":"2025-06-18T08:44:48","date_gmt":"2025-06-18T08:44:48","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=5405"},"modified":"2025-06-18T08:54:04","modified_gmt":"2025-06-18T08:54:04","slug":"caravaggio-e-linermita-di-cristo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=5405","title":{"rendered":"Caravaggio e l&#8217;inermit\u00e0 di Cristo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-18-alle-10.42.11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"667\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-18-alle-10.42.11-1024x667.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5406\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-18-alle-10.42.11-1024x667.jpg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-18-alle-10.42.11-300x195.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-18-alle-10.42.11-768x500.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-18-alle-10.42.11-1536x1000.jpg 1536w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-18-alle-10.42.11.jpg 1588w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Le mani di Cristo nella \u201cCattura\u201d di Dublino<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di Caravaggio si sa sempre di pi\u00f9. La mostra organizzata a Roma in coincidenza con il Giubileo 2025 \u00e8 frutto di studi e di nuove scoperte che pezzo per pezzo aggiornano e completano l\u2019immagine e la storia del grande pittore. In particolare oggi sappiamo moltissimo, grazie agli studi di Cristina Terzaghi, dei suoi primi mesi romani (per Caravaggio i tempi sono sempre brevi: contano i mesi e le settimane, non gli anni\u2026). Sappiamo che arriv\u00f2 nella capitale gi\u00e0 formato come artista a 24 anni e che aveva frequentato in modo frenetico e compulsivo le botteghe disposte lungo via della Scrofa per guadagnarsi da vivere. Poi quando si era messo in proprio usava nella maggior casi se stesso come modello e si era dotato di un \u201cprocuratore\u201d, il suo amico Prospero Orsi, per vendere i quadri. Sono poi tante altre le situazioni della sua vita su cui gli studi hanno gettato una luce sempre pi\u00f9 chiara e affidabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 tuttavia un aspetto che resta e rester\u00e0 avvolto dal mistero. Dal profilo e dalla biografia di Caravaggio sappiamo che era persona certamente rissosa, dal profilo morale discutibile, impulsivo, violento. Probabilmente aveva dovuto allontanarsi da Milano per un delitto commesso. E un altro delitto nel 1606 lo aveva costretto a lasciare Roma per evitare la condanna alla pena capitale. Se oggi sappiamo tanto di lui \u00e8 anche in ragione dei tanti verbali giudiziari che lo vedono protagonista o testimone di fattacci. Anche l\u2019aspetto fisico metteva un po\u2019 di paura: i biografi ci dicono che girasse sempre con la spada a fianco, vestito di nero e la barba mal curata. Un personaggio del tipo che se lo incroci passi dall\u2019altra parte della strada\u2026 Ebbene questo personaggio cos\u00ec irrevocabilmente tratteggiato da chi lo ha conosciuto \u00e8 lo stesso che con tanti suoi quadri ci mette davanti ad un corto circuito del tutto imprevedibile e per il quale \u00e8 presuntuoso cercare spiegazioni. Mi riferisco alla modalit\u00e0 con cui rappresenta la figura di Cristo: in mostra ne abbiamo almeno quattro testimonianze, tutte allineate sullo stesso tenore. Mi riferisco alla Cena in Emmaus di Brera, alla Cattura arrivata da Dublino, all\u2019Ecce Homo recentemente ritrovato e, soprattutto, alla Flagellazione di Napoli. In tutte queste opere ci troviamo davanti ad una unica, costante modulazione nella rappresentare Cristo. \u00c8 un Cristo colto nella sua inermit\u00e0 e arrendevolezza. Cio\u00e8 in un atteggiamento che era del tutto estraneo al profilo di Caravaggio come persona. Nessun pittore ha mai restituito in modo cos\u00ec profondo, verosimile e commovente questo modo di porsi di Cristo rispetto ai suoi interlocutori e in particolare rispetto a chi lo stava aggredendo. Bastano alcuni dettagli: nella Cattura alle mani dei soldati che lo artigliano lui risponde con la remissivit\u00e0 dolcissima delle sue mani allacciate con le dita incrociate. Nella Flagellazione, davanti alla violenza volgare con cui gli sgherri intervengono sul suo corpo, risponde chinando il capo in un gesto di abbandono e di assoluta mansuetudine. Come Caravaggio era arrivato, partendo da uno status personale opposto, a intercettare in modo cos\u00ec inappellabile questo atteggiamento di Cristo? \u00c8 uno iato inatteso che si spalanca nella sua pittura. Come a ribadire che non ci sono condizioni morali o intellettuali che impediscano di trovarsi prescelti a capire l\u2019umanit\u00e0 Cristo come non era mai accaduto nella storia della pittura.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Caravaggio si sa sempre di pi\u00f9. La mostra organizzata a Roma in coincidenza con il Giubileo 2025 \u00e8 frutto di studi e di nuove scoperte che pezzo per pezzo aggiornano e completano l\u2019immagine e la storia del grande pittore. 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