{"id":5348,"date":"2022-04-23T11:11:12","date_gmt":"2022-04-23T11:11:12","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=5348"},"modified":"2022-04-23T11:12:05","modified_gmt":"2022-04-23T11:12:05","slug":"letizia-e-battaglia-di-nome-di-fatto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=5348","title":{"rendered":"Letizia e Battaglia, di nome  di fatto"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nell\u2019ossimoro del suo nome c\u2019\u00e8 tutto il destino e tutto il fascino di Letizia Battaglia. Nella vita \u00e8 stata una magnifica combattente, ma affamata di bellezza e di felicit\u00e0. \u00abLe mie foto non esaltano il male, lo raccontano attraverso la bellezza. Per me la disperazione \u00e8 bellezza, la sconfitta \u00e8 bellezza, la cattiva sorte \u00e8 bellezza\u00bb, diceva di s\u00e9 e del proprio lavoro.\u00a0Letizia Battaglia se n\u2019\u00e8 andata a 87 anni, e il vuoto che lascia \u00e8 un vuoto davvero grande, e non solo per il mondo della fotografia. Definirla fotografa infatti \u00e8 paradossalmente riduttivo, perch\u00e9 la fotografia era per lei un mezzo, mai un fine.\u00a0\u00a0<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 capitato che abbia fatto per molti anni la fotografa e che fare la fotografa mi piaccia tanto, ma sicuramente potrei rinunciare a farlo per andarmene davanti al mare e vivere senza pi\u00f9 fare niente\u00bb, aveva dichiarato nella magnifica monografia-confessione scritta da Giovanna Calvenzi e pubblicata nel 2010 per Bruno Mondadori. In realt\u00e0 Battaglia \u00e8 stata una grande fotografa, capace di fissare con le sue immagini una stagione drammatica e la vita di un\u2019intera citt\u00e0. Aveva iniziato un po\u2019 per caso, quando gi\u00e0 aveva alle spalle un matrimonio che l\u2019aveva delusa e tre figlie. Per questo aveva lasciato Palermo per Milano, alla ricerca di un modo per ricominciare. La macchina fotografica \u00e8 stato lo strumento che l\u2019aveva rimessa in movimento. Nel 1974 era tornata a Palermo, per avviare insieme a Franco Zecchin, l\u2019agenzia Informazione fotografica, lavorando per l\u2019Ora, quel piccolo quotidiano, coraggioso come lei, in prima linea nella lotta alla mafia. \u00c8 per l\u2019Ora che Battaglia ha documentato una stagione sanguinosa di Palermo. Tra le tante fotografie di quegli anni, una parla di lei pi\u00f9 di tutte le altre: \u00e8 quella scattata il 6 gennaio 1980, giorno dell\u2019omicidio di Piersanti Mattarella. Lei era per caso nei paraggi con Zecchin e la figlia. Corse dove c\u2019era il capannello delle persone, si affacci\u00f2 al finestrino dell\u2019auto: davanti a lei Sergio, l\u2019attuale presidente della Repubblica, reggeva il corpo del fratello ucciso. Scatt\u00f2 la foto in un secondo, \u201c\u00e0 la sauvette\u201d, come insegnava Cartier Bresson, \u201cin fretta e furia\u201d. \u00abIn realt\u00e0 non lo so cosa facevo. Facevo quello che dovevo fare\u00bb, aveva confessato anni dopo in un\u2019intervista rilasciata ad\u00a0Angela Mainiti\u00f9\u00a0per Il Manifesto. E poi in poche righe aveva stupendamente sintetizzato il suo modo \u201cmorale\u201d di porsi in queste situazioni: \u00abChe cos\u2019\u00e8 il supporto di un fotografo?\u00a0\u00c8 quello che lui sa della vita, dell\u2019arte, quello che ha visto, studiato, meditato. In quel secondo converge tutto, il tuo amore, il tuo odio, la tua rabbia, il tuo rispetto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono fotografie che Letizia Battaglia si \u00e8 portata sempre dietro come delle ferite. Aveva anche ipotizzato di distruggerle, poi se le era appese in casa per cercare di metabolizzarle, infine le aveva rifotografate sovrapponendo immagini di donne e di vita. \u00c8 una relazione con il proprio lavoro che evidenzia la sua libert\u00e0. \u00abSono persona, non fotografa\u00bb, ripeteva. Come persona non le interessava la bellezza delle immagini, ma la bellezza della vita. Per questo non risparmiava frecciate a grandi autori secondo lei a rischio di estetismo, come Mapplethorpe o Salgado. Diane Airbus e soprattutto Koudelka erano invece i suoi riferimenti, o maestri \u201cinvolontari\u201d. Con il grande fotografo boemo aveva fatto tanti viaggi, sempre in camper, dalla Turchia fino al Nord Europa. Soprattutto Koudelka, come pure Ferdinando Scianna, era diventato una presenza famigliare all\u2019Agenzia Informazione Fotografica, poi diventato Laboratorio IF, perch\u00e9 Battaglia e Zecchin ne avevano voluto fare una vera e propria scuola, un\u2019esperienza che fosse didattica ma che spingesse ad andare sempre in prima linea. Con la stessa generosit\u00e0 e passione nel 2017 si era buttata nell\u2019avventura del Centro internazionale della fotografia al Cantiere della Zisa a Palermo, un progetto tanto ambizioso quanto faticoso, un sogno come tanti suoi sogni marcati da ferite (\u201cSulle ferite dei suoi sogni\u201d \u00e8 non a caso il titolo del libro con Giovanna Calvenzi). Letizia Battaglia lascia un grande vuoto perch\u00e9 ci mancher\u00e0 quel suo impeto d\u2019amore verso la vita, che l\u2019ha fatta essere pienamente donna, amica di tanti, attivista, mamma e persino bisnonna, come orgogliosamente sottolineava. E naturalmente l\u2019ha fatta essere anche grande fotografa. A questo proposito, se interpellata rispetto a quel che sta accadendo nel mondo, avrebbe ribadito di non essere capace di fotografare la guerra, \u00abperch\u00e9 per me \u00e8 indispensabile l\u2019amore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Pubblicato su Il Manifesto, 14 aprile 2022<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"679\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-2-1024x679.jpeg\" alt=\"\" data-id=\"5349\" data-full-url=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-2.jpeg\" data-link=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?attachment_id=5349\" class=\"wp-image-5349\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-2-1024x679.jpeg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-2-300x199.jpeg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-2-768x509.jpeg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-2-1536x1018.jpeg 1536w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-2.jpeg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ossimoro del suo nome c\u2019\u00e8 tutto il destino e tutto il fascino di Letizia Battaglia. 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