{"id":5345,"date":"2022-04-23T11:06:36","date_gmt":"2022-04-23T11:06:36","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=5345"},"modified":"2022-04-23T11:06:36","modified_gmt":"2022-04-23T11:06:36","slug":"fabio-mauri-a-occhi-sbarrati-davanti-allapocalisse","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=5345","title":{"rendered":"Fabio Mauri, a occhi sbarrati davanti all&#8217;Apocalisse"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Fabio Mauri \u00e8 un artista che amava sempre procedere sottotraccia. Negli anni 80 aveva lavorato attorno ad una serie di carte che ha lasciato \u201csenza titolo\u201d ma che palesemente rappresentano una riflessione a partire dall\u2019Apocalisse. Sono carte a tecnica mista di straordinaria bellezza, quasi dei fogli segreti, nati da un sostrato sofisticato di pensiero. Usciti dai cassetti dello Studio Fabio Mauri, l\u2019archivio che gestisce intelligentemente la sua eredit\u00e0, hanno permesso la realizzazione di una mostra, che come spiega la curatrice Francesca Alfano Miglietti \u00e8 la sua \u00abprima grande mostra di disegni\u2026 opere che si lasciano spiare nel loro\u00a0<em>farsi<\/em>\u00bb (<em>Fabio Mauri. Opere dall\u2019Apocalisse<\/em>, Galleria Viasaterna, Milano, fino al 1 aprile). <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I lavori di Mauri, per loro natura, sollecitano sempre domande: scaturiscono da percorsi di coscienza assolutamente personali, ma sfociano ogni volta su un orizzonte pubblico, come lui stesso aveva spiegato in un\u2019intervista del 2007 a Stefano Chiodi, pubblicata su\u00a0<em>Doppiozero<\/em>: \u00abL\u2019arte che faccio \u00e8 frutto di elaborazioni di coscienza, sono operazioni pubbliche ma fortemente individuali, quasi private. Diventano politiche nella lunga durata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche nel caso di questa serie di disegni, le domande possono essere molteplici. Ad esempio, da dove \u00e8 scaturita la necessit\u00e0 di questo confronto con il testo pi\u00f9 enigmatico della Bibbia? Va precisato che si tratta di un confronto linguisticamente strutturato. Nei fogli gli echi delle parole di San Giovanni risuonano nella forma di spezzoni di oggetti, le trombe in particolare, ma soprattutto nella dimensione spaziale che evoca un dopo-storia, un mondo sul ciglio di una rivelazione finale. L\u2019intensit\u00e0 della luce di questi disegni \u00e8 un altro fattore che richiama l\u2019intensit\u00e0 folgorante e senza appello delle parole del testo biblico. Mauri non agisce per suggestioni, ma accetta di farsi permeare da questa febbre visiva, senza mai smarrire il controllo del suo lavoro. Se il dettato di partenza pu\u00f2 apparire enigmatico, il suo intento \u00e8 sempre quello di approdare ad una esplicitezza, ad un\u2019evidenza. \u00abProcedere a occhi sbarrati in una sorta di luce anzich\u00e9 di buio \u00e8 il mio personale&nbsp;<em>Not Afraid of the Dark<\/em>\u00bb, diceva di s\u00e9. Sono perci\u00f2 disegni che deflagrano davanti ai nostri occhi con i loro colori e le loro forme; disegni visionari ma mai cifrati, segnati da una chiarezza di senso che non lascia mai nulla nell\u2019indeterminatezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da dove dunque scaturisce la necessit\u00e0 di questo confronto con l\u2019Apocalisse? Certamente il ciclo \u00e8 parte della riflessione sulla storia, portata avanti in tutta la sua opera. \u00c8 un\u2019indagine sul destino e sul mondo (\u00abL\u2019arte che si politicizza in realt\u00e0 \u00e8 l\u2019arte che approfondisce la coscienza e la conoscenza del mondo\u00bb, sosteneva). Il ciclo di carte ripropone anche l\u2019importanza che la riflessione religiosa ha sempre avuto nella sua vita e nel suo lavoro, pur restando, come nel suo stile, sottotraccia; una riflessione tanto pi\u00f9 profonda quanto meno veniva proclamata. Se ne pu\u00f2 trovare l\u2019origine nell\u2019esperienza giovanile a Civitavecchia, nel Villaggio dei Ragazzi, dove con un sacerdote si era preso cura per otto anni di ragazzi rimasti orfani per la guerra, facendo l\u2019istruttore. Con loro aveva mantenuto i contatti, come ha testimoniato il fratello Achille, chiamandoli sempre i suoi \u201cfratellastri\u201d. \u00ab<em>Cosa ti \u00e8 rimasto di quell\u2019esperienza?\u00bb,<\/em>&nbsp;gli aveva chiesto Chiodi nell\u2019intervista del 2007. \u00abLa fede. Io ormai so che Dio c\u2019\u00e8\u00bb, era stata la sua risposta, dove \u00e8 significativo il persistere del tempo verbale al presente. Era stato importante per lui anche il rapporto con padre Davide Turoldo, di cui aveva illustrato nel 1948 un libro di poesie, \u201cIo non ho mani\u201d. Personalmente ho il ricordo di un meraviglioso disegno con \u201cCristo in bicicletta\u201d, verosimilmente di quello stesso periodo, visto alla retrospettiva milanese di Palazzo Reale del 2012. Erano gli anni in cui un altro grande amico di padre Davide, Giovanni Testori, concepiva il suo racconto d\u2019esordio, \u201cIl Dio di Roserio\u201d, ancora un \u201cdio\u201d in bicicletta\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Risale invece agli anni \u201980 \u201cDio in scena\u201d, la performance-conferenza tenuta a Milano alla Galleria Marconi, nella quale&nbsp;Mauri aveva condensato, come sua abitudine, gesto, pensiero, scrittura e visione, non senza una punta di ironia. In quell\u2019occasione il suo obiettivo era anche quello di capire se \u00aba Dio piace l\u2019arte moderna e se per caso gli era piaciuto quello che faccio io\u00bb. La risposta \u201ctrovata\u201d era aperta a pi\u00f9 possibilit\u00e0: \u00abA Dio piaceva Picasso. Certe cose che ho fatto forse gli sono piaciute\u2026\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pu\u00f2 stabilire anche un raccordo tra il ciclo dell\u2019Apocalisse e una delle sequenze che pi\u00f9 hanno segnato il suo percorso, le serie \u201cEnd\u201d, avviata nel 1966 e replicata fino alla sua morte.&nbsp;Mauri ha preso in prestito il linguaggio del cinema per catturare quel momento finale a cui aggrapparsi prima che lo schermo diventi nero. Come ha ricordato Ivan Barlafante, suo assistente e oggi tra i promotori dello Studio Fabio Mauri, l\u2019ultima versione di questa lunga serie era stata realizzata nella casa dell\u2019artista, poco prima che morisse. L\u2019aveva voluta incisa nel cemento, tanto che per l\u2019occasione era stato necessario proteggere dalla polvere i libri e gli arredi con teloni di plastica. Lo stesso Mauri aveva osservato il lavoro sbucando da un foro fatto in quei teloni\u2026 \u201cThe End\u201d rappresenta un modo di mettersi come sempre su una linea di confine e forse di agganciare l\u2019inesprimibile, l\u2019altrove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ciclo esposto a Milano fino ad ora era sempre rimasto nel cassetto. Eppure alcune delle carte erano state incorniciate da Mauri stesso, con una scelta calcolata circa le misure e il colore del passepartout. \u00c8 difficile pensare che lui potesse realizzare opere destinate a restare confinate in un ambito privato: il rapporto con il mondo \u00e8 un fattore costante e anche portante della sua riflessione artistica. Questo non toglie che, come sottolinea Francesca Alfano Miglietti nel testo scritto per la mostra, in Mauri \u00abil disegno sembri fungere da metodo di ricerca e parallelamente da zona franca della visionariet\u00e0\u00bb. C\u2019\u00e8 quindi una differenza tra l\u2019artista delle installazioni e delle performance e quello delle opere su carta, ed \u00e8 una differenza che ha una sua ragion d\u2019essere, come evidenzia la curatrice: infatti \u00ab\u00e8 proprio questa dualit\u00e0, ancora una volta, ad evidenziare l\u2019attitudine di Mauri a non irreggimentarsi in nulla di dogmatico e di definitivo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certamente oggi \u00e8 difficile non mettere in relazione questa serie di disegni di Mauri con quanto sta accadendo nel mondo. Qualunque forma prenda, la sua arte finisce con l\u2019incrociare la storia, con le sue tragiche costanti. Ogni lavoro funziona in particolare come presa di coscienza rispetto al demone dell\u2019ideologia totalitaria, \u00abquel modo in cui l\u2019uomo pone attorno a s\u00e9 una serie di campi minati, per interdire l\u2019accesso al resto del mondo\u00bb. Anche se i disegni dell\u2019Apocalisse rappresentano uno sporgersi sul dopo-storia, la scena resta sempre ingombra delle rovine della storia. A questo proposito, la mostra presenta anche un\u2019altra serie di disegni folgoranti, quella degli \u201cScorticati\u201d. Sono disegni, riferibili sempre agli anni \u201980, realizzati con colori fluo. L\u2019aspetto abbagliante va in contrasto con il soggetto, evidenziato dal titolo del ciclo: volti spettrali, che sembrano trafitti e quasi arsi da radiazioni. Mauri fa memoria delle immagini dei genocidi novecenteschi, ma come sempre il suo sguardo non si chiude sul passato e continua con piena evidenza a interpellare il presente. Come lui diceva, opere che \u00abdiventano politiche nella lunga durata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-1-1024x724.jpeg\" alt=\"\" data-id=\"5346\" data-full-url=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-1.jpeg\" data-link=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?attachment_id=5346\" class=\"wp-image-5346\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-1-1024x724.jpeg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-1-300x212.jpeg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-1-768x543.jpeg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/image-1.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fabio Mauri \u00e8 un artista che amava sempre procedere sottotraccia. 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