{"id":5230,"date":"2021-06-06T18:54:47","date_gmt":"2021-06-06T18:54:47","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=5230"},"modified":"2021-06-06T18:56:01","modified_gmt":"2021-06-06T18:56:01","slug":"un-decalogo-imprendibile-come-la-realta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=5230","title":{"rendered":"Il Decalogo di Kieslowski, imprendibile come la realt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">\u00c8 un\u2019occasione da non perdere quella di poter vedere o rivedere tutti i dieci episodi del Decalogo, il capolavoro che Krzystof Kieslowski aveva girato per la televisione polacca nel 1988 (sono tutti sulla piattaforma di Amazon Prime). Quel ciclo aveva rappresentato una sorta di rivoluzione, perch\u00e9 aveva portato la qualit\u00e0 pi\u00f9 alta del cinema in un prodotto televisivo. <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di allora c\u2019erano state altre serie come \u201cBerliner Alexanderplatz\u201d di Rainer Fassbinder e \u201cHeimat\u201d di Edgar Reitz, girate per la tv tedesca. Poco dopo sarebbe arrivato David Lynch con il suo \u201cTwin Peaks\u201d. Tutte produzioni per il piccolo schermo che hanno documentato, forse meglio e pi\u00f9 del \u201cgrande\u201d cinema, alcune situazioni cruciali della fine secolo, riuscendo a raggiungere platee larghissime di pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cDecalogo\u201d si rif\u00e0 ai Dieci comandamenti, anche se nei titoli non vengono mai esplicitati, perch\u00e9 sono richiamati semplicemente con il numero rispettivo. Va anche detto che si tratta di un\u2019opera a quattro mani, in quanto concepita insieme a Krzystof&nbsp;Piesiewicz, avvocato polacco e difensore di molti oppositori del regime e coautore delle straordinarie sceneggiature. Siamo nella Polonia comunista, in una Varsavia cupa e sfiancata. Gli episodi, che non superano mai l\u2019ora, sono ambientati tra i casermoni del condominio Stowski, luogo di destino dell\u2019umanit\u00e0 che \u201cpopola\u201d i dieci episodi del Decalogo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il genio del duo Kieslowski- Piesiewicz riesce per\u00f2 a spaccare questi scenari cos\u00ec asfittici e a fare irrompere nello spazio di quelle stanze, di quelle scale intagliate nel cemento, di quei vialetti senza un filo d\u2019erba, gli imprevedibili colpi di coda della vita. Kieslowski, sequenza dopo sequenza, smantella l\u2019idea che i comandamenti possano essere recepiti come precetti che tagliano la realt\u00e0 in due (chi li rispetta e chi no). Non ne smantella certo le verit\u00e0; piuttosto smantella la pretesa di chi presume di essere titolare di quelle verit\u00e0. Il Decalogo \u00e8 l\u2019opposto di un cinema a tesi: gli episodi non si chiudono mai con delle risposte, ma lasciando sempre delle domande aperte. Ogni volta, all\u2019inizio, a livello superficiale si pu\u00f2 cogliere una violazione formale del precetto biblico, ma poi con l\u2019avanzare della storia quella prima sensazione \u00e8 messa in discussione, a volte persino ribaltata. Quella prima \u201ccolpa\u201d viene invariabilmente affiancata da colpe di altri che non la cancellano ma la proteggono da condanne troppo facili da parte di chi sta guardando il film. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come nel grande cinema, le storie del \u201cDecalogo\u201d sfuggono da ogni prospettiva per noi prevedibile e a volte auspicabile; si complicano di imprevisti che non erano stati messi nel conto. Cambiano le carte in tavola di chi pensa moralisticamente di aver trovato una quadra. Difficile stabilire chi sia nel giusto o nell\u2019errore, come accade nell\u2019episodio avvincente e meraviglioso dedicato al \u201csantificare le feste\u201d. Anche in quel caso \u00e8 difficile tagliare la realt\u00e0 in due, seppur ci si trovi di fronte ad una violazione e ad un\u2019offesa da parte del marito traditore che sembra inaccettabile. Cos\u00ec alla fine di ogni episodio Kieslowski si affida ad uno sguardo; uno sguardo di piet\u00e0, di perdono o di dolore; uno sguardo che non risolve la realt\u00e0, ma l\u2019abbraccia in tutte le sue pieghe inesplicabili. E la libera dalla violenza subdola del moralismo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che accade a noi spettatori guardando il Decalogo \u00e8 stato detto come meglio non si potrebbe da Stanley Kubrick.\u00abSono sempre rest\u00eco a sottolineare una caratteristica specifica del lavoro di un grande regista, perch\u00e9 ci\u00f2 tende inevitabilmente a semplificarne e sminuirne il lavoro. Ma riguardo a questa sceneggiatura di Krzysztof Kie\u015blowski e del suo coautore, Krzysztof Piesiewicz, non dovrebbe essere fuori luogo osservare che essi hanno la rarissima capacit\u00e0 di&nbsp;drammatizzare&nbsp;le loro idee piuttosto che raccontarle solamente. Esemplificando i concetti attraverso l&#8217;azione drammatica della storia essi acquisiscono il potere aggiuntivo di permettere al pubblico di scoprire quello che sta realmente accadendo piuttosto che semplicemente raccontarglielo. Lo fanno con tale abbagliante abilit\u00e0, che non riesci a percepire il sopraggiungere dei concetti narrativi e a materializzarli prima che questi non abbiano gi\u00e0 raggiunto da tempo il profondo del tuo cuore\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un\u2019occasione da non perdere quella di poter vedere o rivedere tutti i dieci episodi del Decalogo, il capolavoro che Krzystof Kieslowski aveva girato per la televisione polacca nel 1988 (sono tutti sulla piattaforma di Amazon Prime). 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