{"id":4997,"date":"2020-07-03T18:03:56","date_gmt":"2020-07-03T18:03:56","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=4997"},"modified":"2020-07-03T18:05:10","modified_gmt":"2020-07-03T18:05:10","slug":"guarda-chi-cera-al-matrimonio-futurista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=4997","title":{"rendered":"Guarda chi c&#8217;era al matrimonio futurista"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"728\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Severini-01-1024x728.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4998\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Severini-01-1024x728.jpg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Severini-01-300x213.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Severini-01-768x546.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Severini-01-1536x1092.jpg 1536w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Severini-01-2048x1457.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Livio Mannocci, Gino e Jeanne<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u00abIl Quartiere Latino, sul quale si era spalmato il consueto languore delle lunghe vacanze \u00e8 tornato oggi alla vita e alla sua vivacit\u00e0: al Municipio del 14esimo arrondissement il Futuro e il Presente si univano nelle persone del signor Gino Severini e Jeanne Fort. Lo sposo \u00e8 il pittore futurista, la sposa \u00e8 la figlia di Paul Fort, il Principe dei Poeti\u00bb. <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec riportava una delle tante cronache dedicate ad un matrimonio che aveva incuriosito ed eccitato Parigi: era il 28 agosto 1913 e come sottolineava il giornalista inglese del \u201cNorthern Advocate\u201d, la platea degli invitati evocava simbolicamente altri possibili matrimoni: quello tra Italia e Francia e soprattutto quello tra cubisti e futuristi. In effetti Severini, innamoratissimo della sua Jeanne, aveva organizzato tutto mettendo a punto una strategia ben calibrata. Innanzitutto aveva neutralizzato l\u2019offensiva di Umberto Boccioni, autore di un telegramma dai toni minatori, firmato anche da Carr\u00e0, Russolo e Marinetti. \u00abSe persisti a sposarti ti ritireremo la nostra solidariet\u00e0\u00bb, era il messaggio. Ma Severini aveva abilmente convinto Marinetti a essere addirittura da testimone, facendogli sapere che l\u2019altro testimone sarebbe stato Apollinaire. A marzo di quello stesso 1913 Apollinaire aveva accettato di scrivere un Manifesto dell\u2019Antitradizione Futurista. \u00abIl manifesto \u00e8 importantissimo\u00bb, scriveva lo stesso Marinetti ad un riluttante Ardengo Soffici. Pi\u00f9 del contenuto contava il peso politico dell\u2019intellettuale francese, che si offriva in questo modo di proporre un ponte tra cubismo e futurismo. Il tentativo non era destinato a fare grande strada, ma Marinetti si sent\u00ec obbligato ad accogliere l\u2019opportunit\u00e0 offertagli da Severini. Arriv\u00f2 a Parigi a bordo di una bella automobile bianca che prest\u00f2 agli sposi nel giorno delle nozze. Del resto era stato proprio il padre del futurismo a causare l\u2019incontro tra Severini e la sua futura moglie, portando l\u2019amico artista nel 1911 al Closerie de Lilas, il caff\u00e8 dei poeti simbolisti a Montparnasse dove teneva banco Paul Fort. Jeanne era sempre presente a questi appuntamenti anche se non aveva ancora 15 anni. Cos\u00ec tra lei e Gino era scattato presto il colpo di fulmine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"737\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Severini-04-1024x737.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4999\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Severini-04-1024x737.jpg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Severini-04-300x216.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Severini-04-768x552.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Severini-04-1536x1105.jpg 1536w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Severini-04.jpg 1760w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Livio Mannocci, Gino e Jeanne<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di questo suo matrimonio d\u2019amore e anche di convenienza, Severini ha raccontato diffusamente nella sua autobiografia \u201cLa vita di un pittore\u201d, pubblicata nel 1946. Ed \u00e8 da l\u00ec che Lino Mannocci, artista toscano, da tanti anni di stanza a Londra, ha preso il la per un percorso intelligente e curioso. Prima una mostra al Museo del Novecento di Firenze a cura di Sergio Risaliti, esponendo una serie di quadri-cartolina dedicati a sposi e invitati a quel matrimonio. Poi un libro in cui Mannocci passa in rassegna i protagonisti di quella giornata festosa, provando anche a ricostruire \u201cla scena\u201c dei possibili dialoghi (Lino Mannocci, \u201cScene da un matrimonio futurista\u201d, Affinit\u00e0 elettive, 220 pag, 20 euro). \u00c8 un libro dal sapore evocativo che insegue la strana umanit\u00e0 convocata per quella festa e se ne lascia conquistare: le immagini con le opere di Mannocci accompagnano i singoli incontri, come esercizi di memoria, affettuosa ed insieme ancora eccitata dall\u2019evento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-medium\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"208\" height=\"300\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Jacob-dipinge-1-208x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5001\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Jacob-dipinge-1-208x300.jpg 208w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Jacob-dipinge-1-709x1024.jpg 709w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Jacob-dipinge-1-768x1109.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Jacob-dipinge-1-1064x1536.jpg 1064w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Jacob-dipinge-1-1419x2048.jpg 1419w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Jacob-dipinge-1-scaled.jpg 1773w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><figcaption>Livio Mannocci, Jacob dipinge<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche i testimoni della sposa, \u00ababbagliante di giovent\u00f9 e di grazia\u00bb (Severini), erano stati frutto di una scelta ben calibrata. Il primo era Alfred Vallet, fondatore del \u201cMercure de France\u201d, l\u2019altro Stuart Merril un poeta americano molto stimato da Mallarm\u00e9. Proprio quest\u2019ultimo si trov\u00f2 certamente al centro di una discussione che aveva infiammato la festa. Poche settimane prima infatti Apollinaire aveva pubblicato sul \u201cMercure de France\u201d una bizzarra ricostruzione del funerale di Walt Whitman, decisamente offensiva. Merril, che viveva nel mito di Whitman, aveva inviato una lettera di protesta al giornale. L\u2019incontro al matrimonio futurista fu occasione per un chiarimento, tra i protagonisti della polemica davanti a Vallet, direttore del \u201cMercure\u201d. Apollinaire, con assoluta nonchalance, poche settimane dopo pubblic\u00f2 una rettifica in cui ammetteva che il suo articolo era frutto di una confidenza fattagli da Blaise Cendrars, senza nessun altro riscontro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Indiscusso animatore della festa era stato Max Jacob. Con Paul Fort \u00abrivaleggiava nei \u201cjeux des mots\u201d, in aneddoti scherzosi, in ogni specie di trovate, una pi\u00f9 divertente dell\u2019altra\u00bb, ricorda Severini. Lui cos\u00ec riflessivo, era sempre disposto a perdonare gli accessi dell\u2019amico Jacob che durante la festa si era reso protagonista di una delle sue bravate. Dopo aver messo al centro del tavolo una copia in gesso in miniatura della \u201cVittoria di Samotracia\u201d, regalo di un artigiano italiano, l\u2019aveva fracassata a colpi di bottiglia al grido di \u00abin una tale assemblea di futuristi questa vecchia statua \u00e8 un non senso\u00bb. Severini la prese a male, ma poi perdon\u00f2 l\u2019amico e invit\u00f2 tutti a continuare a divertirsi. \u00abJacob ogni volta mi abbagliava con la sua cultura e la sua vivissima immaginazione\u00bb, confessa nella sua autobiografia. Sulla festa aleggiava il fantasma di Picasso, grande amico di Jacob (due anni dopo gli avrebbe fatto da padrino, in occasione della conversione di Max al cattolicesimo). Tra gli invitati c\u2019era Andr\u00e9 Salmon, poeta e amico di Pablo fin dai tempi del Bateau Lavoir. Tra i meriti di Salmon quello di aver convinto Picasso ad esporre finalmente in pubblico la grande tela che da anni teneva girata nello studio, con la scusa che spaventava chi entrava: erano \u201cLes Demoiselles d\u2019Avignon\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Impossibile non notare tra i tavolini del Caf\u00e9 Voltaire dove si era tenuta la festa, un personaggio come Rachilde Emery, moglie di Alfred Vallet. Bisessuale e iconoclasta, aveva ottenuto per prima dalle autorit\u00e0 francesi il permesso di potersi presentare in pubblico vestita da uomo. Nel 1884 aveva pubblicato un romanzo, \u201cMonsieur V\u00e9nus\u201c, che era stato sequestrato e che le aveva causato una condanna a due anni di reclusione&nbsp;&nbsp;a 2mila franchi di multa. \u00abDominava tutte le conversazioni con la sua \u201cverve\u201d indiavolata\u00bb, ricorda Severini. Eppure \u201cmademoiselle Baudelaire\u201d, come era stata ribattezzata da Maurice Barr\u00e9s, aveva ceduto alla corte ostinata e paziente di Alfred Vallet, un uomo dal carattere opposto al suo. Si erano sposati e insieme avevano fondato il \u201cMercure de France\u201d, la rivista letteraria pi\u00f9 autorevole nella Parigi di quegli anni. Durante la festa Rachilde fu molto colpita dalle canzoni di uno degli invitati. Si chiamava Francis Carco, ed era scrittore. Lo volle conoscere. Scopr\u00ec che un anno prima aveva mandato un suo romanzo al \u201cMercure\u201d senza ricevere risposta. Pochi mesi dopo \u201cJesus la caille\u201d, questo il titolo, era nelle librerie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L&#8217;articolo \u00e8 uscito su Alias del 21 giugno 2020 con il titolo \u201cLivio Mannocci e i confetto dell&#8217;avanguardia&#8221;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl Quartiere Latino, sul quale si era spalmato il consueto languore delle lunghe vacanze \u00e8 tornato oggi alla vita e alla sua vivacit\u00e0: al Municipio del 14esimo arrondissement il Futuro e il Presente si univano nelle persone del signor Gino Severini e Jeanne Fort. 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