{"id":4878,"date":"2019-11-03T22:41:25","date_gmt":"2019-11-03T22:41:25","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=4878"},"modified":"2019-11-03T22:41:25","modified_gmt":"2019-11-03T22:41:25","slug":"de-pisis-e-il-demone-delle-cose","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=4878","title":{"rendered":"De Pisis e il demone delle cose"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Recensione alla mostra di de Pisis al Museo del Novecento di Milano, pubblicata su Alias, 3 novembre 2019, con il titolo \u201cEccentrica grandezza di un dio minore\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"719\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/11.-natura-morta-marina-1024x719.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4879\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/11.-natura-morta-marina-1024x719.jpg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/11.-natura-morta-marina-300x211.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/11.-natura-morta-marina-768x539.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/11.-natura-morta-marina.jpg 2008w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Natura morta marina  (1929)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un enigma che riguarda Filippo de Pisis: com\u2019\u00e8 possibile che un artista profondo, anticipatore e meraviglioso come lui resti ancora relegato nell\u2019ambito dei maestri \u201cminori\u201d. Se lo chiedeva Giuliano Briganti 30 anni fa. \u00abMi domando\u00bb, scriveva il critico, \u00abperch\u00e9 de Pisis non goda in campo internazionale di una considerazione pari ai suoi grandissimi meriti\u00bb. Ce lo si chiede oggi dopo aver visto la mostra appena aperta al Museo del Novecento e che verr\u00e0 poi portata a Roma, a Palazzo Altemps nel 2020 (a cura di Pier Giovanni Castagnoli, fino al 1 marzo; catalogo Electa). \u00c8 una mostra importante e in qualche modo attesa, per la quale \u00e8 stata setacciata una sequenza di opere assolutamente \u201cconquistatrici\u201d: De Pisis ha infatti questa peculiarit\u00e0, di catturare al primo sguardo e poi di risucchiarci, stabilendo una relazione che diventa difficile rescindere: resta incollato alla retina, per il portato umano, lirico e psichico dei suoi lavori.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Milano ce ne si rende conto appena entrati in mostra, davanti alla \u201cNatura morta con marina\u201d, opera prima del 1916 di un de Pisis ventenne. \u00c8 gi\u00e0 un\u2019opera \u201ctotale\u201d, sognante, misteriosa ma anche carnale; in embrione si trovano tanti motivi\/ossessioni che mai l\u2019abbandoneranno, ma quello che pi\u00f9 colpisce \u00e8 la fulmineit\u00e0 della sua visione, unica, personale, da subito spavaldamente eccentrica. De Pisis a quel punto ha gi\u00e0 intrapreso \u00abil suo viaggio solitario alla scoperta del \u201cdemone di ogni cosa\u201d\u00bb (Giuliano Briganti). Occhieggia a qualche compagno di strada, come Giorgio De Chirico, di cui mette in scena, ruotandolo, la riproduzione di un suo capolavoro della stagione ferrarese (per altro esposto alla mostra nel contiguo Palazzo Reale), davanti a due pesci \u201csacri\u201d. Ma sostanzialmente, pur rapportandosi con tanti, non si accoda mai a nessuno, per una sorta di irriducibilit\u00e0 ad ogni \u201ccontenitore\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"659\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/10.-larcheologo-1024x659.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4880\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/10.-larcheologo-1024x659.jpg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/10.-larcheologo-300x193.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/10.-larcheologo-768x495.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/10.-larcheologo.jpg 1772w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>L&#8217;archeologo (1928)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello di de Pisis \u00e8, sempre secondo Corrado Levi, \u00abun esilio specifico\u00bb. Il senso di esilio \u00e8 evocato dalla linea dritta del mare che attraversa tante sue opere, gi\u00e0 a partire da quella Marina del 1916; una linea ineluttabile, a volte livida, lido per anime inquiete: pi\u00f9 che mare, un Acheronte&#8230; In quel quadro magnifico e immaginifico che \u00e8 \u201cL\u2019archeologo\u201d (1928) la spiaggia \u00e8 invasa da rovine antiche, improbabili nel loro gigantismo di cartapesta, inghiottite da un verde selvatico, mentre il protagonista vaga, piccolo e titubante. Un\u2019altra spiaggia \u00e8 invece terra di conquista della \u201cGrande conchiglia\u201d (1927): e come non riconoscere un\u2019impronta di Goya in quella forma si leva sulla punta, quasi una giostra imperiosa, sullo sfondo di un mare di inchiostro? Ogni volta basta togliersi le lenti che pretendono di richiudere la pittura di de Pisis dentro la formula accomodante del post impressionismo, per vederla esplodere nelle direzioni pi\u00f9 inattese. Come accade con \u201cLa bottiglia di champagne\u201d (1928), dove il vassoio sul quale \u00e8 stato allestito un rituale borghese, sembra inaspettatamente trasformarsi nel palco di un atto tragico. Del resto c\u2019era davvero stata una \u201cBottiglia tragica\u201d, dipinta l\u2019anno prima: una bottiglia di Medoc, che era stata usata come arma contundente in una rissa da cui de Pisis era uscito pesto.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"912\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/5.-i-pesci-sacri-1024x912.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4881\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/5.-i-pesci-sacri-1024x912.jpg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/5.-i-pesci-sacri-300x267.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/5.-i-pesci-sacri-768x684.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/5.-i-pesci-sacri.jpg 1772w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>I pasci sacri (1925)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E che dire di quei pesci, sacri o meno, creature inermi, striate di sangue, che tante volte si dispongono sul proscenio della tela, come se fosse stato destinato loro un altare? De Pisis, scrive di sentirsi attratto dal loro occhio sbarrato che \u00abrincrudisce di dentro il senso di vuoto, di eterno, di essere, di nulla, di infinito\u00bb: e cos\u00ec ci fornisce una chiave di lettura che dilata la sua pittura, in una direzione che, come aveva suggerito Giuseppe Raimondi, \u00e8 una direzione rimbaudiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi c\u2019\u00e8 spazio \u2013 e quanto spazio! &#8211; per i trasalimenti di tenerezza, come nell\u2019inarrivabile \u201cGladiolo fulminato\u201d (1930), dove il fiore al vertice sembra tramutarsi in carne a causa di un\u2019overdose di dolcezza e preannuncia i vortici rosa di De Kooning. Tenerezza naturalmente si spreca nei volti e nei corpi dei ragazzi desiderati e amati, che suggeriscono spesso a de Pisis una pittura pi\u00f9 leggera, quasi estemporanea come nel \u201cRitratto di Allegro\u201d (1940): i capelli si arricciano fino a farsi scrittura, le ombre rosa sul corpo hanno la consistenza impalpabile delle nuvole. E ritroviamo ancora un battito meraviglioso di tenerezza in una delle ultime opere, \u201cCielo a Villa Fiorita\u201d. Un quadro complesso e istintivo nello stesso tempo, dominato dall\u2019accensione della macchia rossa e arancio di un fiore tra rami che sembrano di spine: s\u2019affaccia su una finestra, che in realt\u00e0 \u00e8 un\u2019autocitazione, perch\u00e9 il paesaggio che vi si vede \u00e8 un paesaggio mentale, \u00e8 il ben noto sfondo, usato quasi di default, con la linea del mare che solca l\u2019orizzonte come se tracciasse il confine del destino. Improbabile da Villa Fiorita vedere un paesaggio cos\u00ec\u2026<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/14.-veduta-veneziana-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4882\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/14.-veduta-veneziana-768x1024.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/14.-veduta-veneziana-225x300.jpg 225w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/14.-veduta-veneziana.jpg 1772w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption>Veduta veneziana (1939)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A proposito di paesaggi, de Pisis arriva a stressarli fino a farne delle vere esperienze di allucinazione pittorica. In \u201cQuai de la Tournelle\u201d (1938), il vento agita e scompone tutte le forme, cos\u00ec l\u2019immagine si fa lei stessa tempesta; le pennellate inseguono a piccoli tocchi il caos incalzante, in un vortice di segni pi\u00f9 innamorati che impauriti. Potremmo pensare di essere sulle soglie dell\u2019informale, ma in de Pisis la pittura \u00e8 sempre felicemente gonfia di realt\u00e0 e nella realt\u00e0 ogni volta riapproda, pur contaminandola con sogni, con visioni, con ossessioni. Di sala in sala ci si rende conto di come la facilit\u00e0 (e felicit\u00e0) delle sue pennellate funzioni ogni volta come uno stupendo inganno ottico che vela, quasi per pudore, profondit\u00e0 e anche complessit\u00e0: ma poi ogni quadro di de Pisis si trasforma in un\u2019avventura visiva che non sente affatto il peso del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure de Pisis ancora deve fare i conti con quell\u2019enigma di cui si diceva. Deve fare i conti anche in questa mostra milanese con uno sguardo che resta riduttivo: \u00e8 emblematico il fatto che mentre la mostra di Giorgio De Chirico occupi in modo trionfale le sale grandi del piano nobile di Palazzo Reale, de Pisis sia invece a piano terra, costretto nella sequenza di sale piccole e un po\u2019 \u201croutiniers\u201d del Museo del Novecento: figlio di un dio minore. Ogni volta \u00e8 come se nei suoi confronti scattasse un riflesso condizionato per cui si finisce con il collocarlo tra le fila dei petits ma\u00eetres. Non \u00e8 certamente cos\u00ec e il tempo rema dalla sua parte, come dimostra ognuno dei quadri esposti a Milano. Forse \u00e8 arrivato il momento di realizzare quel progetto che Briganti aveva immaginato per portare de Pisis alla dimensione che gli spetta. Era l\u2019idea di una mostra a tre, \u201cGuardi, de Pisis, Cy Twombly\u201d, con il marchesino al centro di una linea ideale, dove la lingua della pittura riesce ad essere corsiva e insieme epocale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"905\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/18.-grande-natura-morta-1024x905.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4883\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/18.-grande-natura-morta-1024x905.jpg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/18.-grande-natura-morta-300x265.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/18.-grande-natura-morta-768x679.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Grande natura morta (1944)<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione alla mostra di de Pisis al Museo del Novecento di Milano, pubblicata su Alias, 3 novembre 2019, con il titolo \u201cEccentrica grandezza di un dio minore\u201d. 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