{"id":4864,"date":"2019-08-22T10:47:32","date_gmt":"2019-08-22T10:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=4864"},"modified":"2019-08-22T10:48:07","modified_gmt":"2019-08-22T10:48:07","slug":"grosz-ritratto-di-herrmann-neisse-i-piani-oscuri-scolpiti-in-un-cranio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=4864","title":{"rendered":"Grosz, Ritratto di Herrmann-Neisse.                       I piani oscuri scolpiti in un cranio"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"586\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Germany-Mannheim-portrait-of-German-writer-Max-Hermann-Neisse.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4865\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Germany-Mannheim-portrait-of-German-writer-Max-Hermann-Neisse.jpg 600w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Germany-Mannheim-portrait-of-German-writer-Max-Hermann-Neisse-300x293.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Questo articolo \u00e8 uscito su Alias dell&#8217;11 agosto, all&#8217;interno di un numero interamente dedicato ai ritratti fatti a poeti. Io ho fatto il ritratto di Max Hermmann-Neisse di George Grosz.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto la testa. Anzi, per dirla tutta, il cranio. Un cranio avvolto in una pellicola di pelle tesa e sottile, che lascia trasparire vene e suture tra le ossa. \u00c8 incassato dentro un corpo sproporzionatamente piccolo e anche per questo ha un che di malinconico e di spietato nello stesso tempo. Siamo a Berlino, anno 1925. Nello studio di George Grosz (\u00abuna specie di caverna nei quartieri meridionali di Berlino\u00bb, lui stesso lo aveva definito) posa un amico strano, poeta, scrittore, drammaturgo, protagonista della vita dei cabaret. Si chiama Max Herrmann-Neisse, dove Neisse \u00e8 un\u2019aggiunta in omaggio alla cittadina dov\u2019era nato, allora in Prussia oggi in Polonia. A vederlo in questo ritratto quasi inghiottito dalla poltroncina coperta di un tessuto a fiori comunica un senso di sfinitezza rispetto alla vita: eppure era un uomo che non aveva ancora compiuto 40 anni, essendo nato nel 1886. La vita certo non era stata molto clemente con lui. Era affetto da iposomia; dopo aver perso il padre durante il grande conflitto mondiale aveva dovuto affrontare anche un\u2019altra ferita: il suicidio della madre che nel 1917 si era annegata nelle acque della Glatzer Neisse. Eppure le cronache berlinesi di quei folli anni venti lo registrano attivissimo, amico di Franz Jung, frequentatore di circoli socialisti e anarchici. Pubblica raccolte di poesie, pi\u00e8ce teatrali, tra le quali \u201cAlbine und Aujust\u201d che raccoglie grande consenso dalla critica. A dispetto dell\u2019amarezza che fa da sottofondo alla sua produzione poetica, era anche un uomo che nutriva fiducia nella funzione civile della cultura. Lo dimostra un bellissimo testo, scritto nel 1920 e pubblicato in una raccolta di saggi sulla funzione del teatro (devo la scoperta a Eleonora Fumagalli, che ha tradotto il testo). \u00c8 una difesa del ruolo del \u201cdramaturg\u201d, ridotto a suo dire in \u00abimpiegato di un teatro istituzionalizzato e commerciale che si arricchisce con i divertimenti e le allusioni erotiche\u00bb. Ed \u00e8 anche una sorta di autoritratto, perch\u00e9 traccia un profilo del ruolo a cui Herrmann-Niesse ambiva nella Berlino di quel tempo. \u00abNon c\u2019\u00e8 bisogno che il dramaturg sia un letterato\u00bb, scrive, \u00abma sarebbe meraviglioso se potesse essere un poeta. Oltre a ci\u00f2 il dramaturg deve avere la capacit\u00e0 d\u2019immaginazione del buon regista, che sa seguire mentalmente, come accade nella visione d\u2019un fatto tragico, un vitale processo di mosse e contromosse. Deve avere tratti comuni col musicista, che percepisce dalla musicalit\u00e0 di un testo teatrale la sua forza magica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"457\" height=\"570\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/129332550769048501_6e2f1e0a-eddf-4e09-bd51-9dd139de0691_221639_570.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4866\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/129332550769048501_6e2f1e0a-eddf-4e09-bd51-9dd139de0691_221639_570.jpeg 457w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/129332550769048501_6e2f1e0a-eddf-4e09-bd51-9dd139de0691_221639_570-241x300.jpeg 241w\" sizes=\"auto, (max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per vivere per\u00f2 Herrmann-Niesse\ndeve fare anche il manovale della cultura, correggendo bozze. Scrive testi per\ni cabaret berlinesi: \u00e8 in quei contesti, veri epicentri della vita berlinese,\nche potrebbe esser avvenuto l\u2019incontro con George Grosz. Nella sua \u201cAutobiografia\u201d\n(suggestiva ma non propriamente \u201cscientifica\u201d per il modo un po\u2019 sommario con\ncui sorvola su date e su tante situazioni) Grosz non fa cenno all\u2019amicizia con\nil poeta: eppure a nessun altro tocc\u00f2 la sorte di venire ritratto da lui due\nvolte, visto che Herrmann-Neisse pos\u00f2 sulla stessa poltroncina anche due anni\ndopo, nel 1927. Il quadro oggi \u00e8 conservato al Moma ed \u00e8 stato al centro di una\ncontroversia con gli eredi dell\u2019artista in quanto sarebbe tra le opere\nconfiscate dai nazisti nel 1933 al suo gallerista Alfred Flechtheim a Berlino. Oltre ai due quadri Grosz realizz\u00f2\nanche una serie di folgoranti disegni, tutti centrati sulla testa glabra e quasi\nscolpita nelle ossa dell\u2019amico poeta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 1925 \u00e8 un anno importante per\ngli artisti tedeschi: il 14 giugno a Mannheim si era aperta una mostra che\nsegnava la definitiva uscita dalla stagione anarco-dadaista, e una riposta\nfrontale al soggettivismo espressionista L\u2019aveva immaginata e organizzata\nGustav Hartlaub, direttore della locale Kunsthalle, coniando con il titolo\nanche il nome di una intensa e insieme crudele stagione artistica: \u201cDie Neue\nSachlichkeit\u201d, \u201cLa Nuova oggettivit\u00e0\u201d. \u00abPer me rimane fondamentale l\u2019oggetto:\nla forma deriva dall\u2019oggetto\u00bb, aveva scritto Otto Dix che gi\u00e0 tre anni prima\naveva dato il segnale della svolta con una delle sue opere pi\u00f9 importanti \u201cAlla\nbellezza\u201d. \u00c8 un linguaggio inedito, di \u201cuna stravolta classicit\u00e0\u201d, come ha\nscritto Elena Pontiggia; un linguaggio che recupera l\u2019antico mestiere pittorico\ndella tradizione, che intercetta visioni come quelle De Chirico e di Carr\u00e0 e le\ncala dentro l\u2019allucinata frenesia della Berlino degli anni 20. Anche Grosz\naveva maturato una svolta, sia nella vita che nel percorso artistico: nel 1920\nsi era sposato con Eva Peter ed era entrato nella scuderia di un attivissimo\ngallerista, Alfred Flechtheim, editore di un mensile che lo aveva visto collaboratore\nin prima linea. Era una sorta di ritorno all\u2019ordine che sanciva il distacco\ndall\u2019esperienza del dadaismo berlinese di stampo sarcastico e nichilista.\n<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"827\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/W1siZiIsIjEyMjEzNiJdLFsicCIsImNvbnZlcnQiLCItcmVzaXplIDIwMDB4MjAwMFx1MDAzZSJdXQ-827x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4867\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/W1siZiIsIjEyMjEzNiJdLFsicCIsImNvbnZlcnQiLCItcmVzaXplIDIwMDB4MjAwMFx1MDAzZSJdXQ-827x1024.jpg 827w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/W1siZiIsIjEyMjEzNiJdLFsicCIsImNvbnZlcnQiLCItcmVzaXplIDIwMDB4MjAwMFx1MDAzZSJdXQ-242x300.jpg 242w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/W1siZiIsIjEyMjEzNiJdLFsicCIsImNvbnZlcnQiLCItcmVzaXplIDIwMDB4MjAwMFx1MDAzZSJdXQ-768x950.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/W1siZiIsIjEyMjEzNiJdLFsicCIsImNvbnZlcnQiLCItcmVzaXplIDIwMDB4MjAwMFx1MDAzZSJdXQ.jpg 1616w\" sizes=\"auto, (max-width: 827px) 100vw, 827px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo modo Grosz si&nbsp; era fatto trovare alla chiamata di Hartlaub,\ncome pure il suo grande e scellerato amico Rudolph Schlichter. Alla mostra era\npresente con sette opere e tra queste c\u2019era proprio il Ritratto di Herrmann-Neisse,\nl\u2019unica datata 1925 (in un certo senso il ritratto non si sia mai mosso da l\u00ec\nvisto che oggi \u00e8 nelle raccolte della St\u00e4dtische Kunsthalle di Mannheim). Nel\nRitratto si cristallizza con la massima chiarezza quello che \u00e8 lo spirito della\nNuova Oggettivit\u00e0: una definizione inesorabile e raggelata delle cose, un\napriori negativo rispetto al mondo che inghiotte tutto, compreso ci\u00f2 che\nandrebbe catalogato come amicizia o complicit\u00e0 culturale. Del resto la poesia\ndi Hermann-Neisse in quegli anni non ha toni diversi; \u00e8 poesia lucida e senza\nscampo dove \u00abuomini sussurrano piani oscuri\u00bb e \u00abuno studente tiene una cagna in\ngrembo\u00bb sotto \u00abstelle che inciampano nella notte\u00bb e sotto una \u00abluna che pende,\nvuota e testarda\u00bb, come si legge in \u201cNacht im Stadtpark\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma Grosz e il suo amico poeta\ncondividono anche il fatto di avere una doppia anima. Il pittore in quegli anni\nraccoglie grande successio come disegnatore satirico, mentre Herrmann-Neisse si\nera affermato uno degli autori pi\u00f9 applauditi dei cabaret berlinesi, molto\napprezzato da una star quale la cantante Claire Waldoff. I cabaret in quegli\nanni erano spazi libertari e libertini che facevano della capitale una della capitale\ntedesca una delle citt\u00e0 pi\u00f9 vitali e pi\u00f9 stregate d\u2019Europa. \u00abUn Eldorado in\nfiamme\u00bb, la defin\u00ec il corrispondente del Chicago Daily News.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"818\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/W1siZiIsIjE1NzQ3MSJdLFsicCIsImNvbnZlcnQiLCItcmVzaXplIDIwMDB4MjAwMFx1MDAzZSJdXQ-1024x818.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4868\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/W1siZiIsIjE1NzQ3MSJdLFsicCIsImNvbnZlcnQiLCItcmVzaXplIDIwMDB4MjAwMFx1MDAzZSJdXQ-1024x818.jpg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/W1siZiIsIjE1NzQ3MSJdLFsicCIsImNvbnZlcnQiLCItcmVzaXplIDIwMDB4MjAwMFx1MDAzZSJdXQ-300x240.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/W1siZiIsIjE1NzQ3MSJdLFsicCIsImNvbnZlcnQiLCItcmVzaXplIDIwMDB4MjAwMFx1MDAzZSJdXQ-768x613.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/W1siZiIsIjE1NzQ3MSJdLFsicCIsImNvbnZlcnQiLCItcmVzaXplIDIwMDB4MjAwMFx1MDAzZSJdXQ.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Il secondo ritratto di Herrmann-Neisse conservato al Moma. Datato 1917<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era solo \u201cschiuma\u201d avrebbe\nammesso per\u00f2 Grosz nella sua \u201cAutobiografia\u201d. \u00abEravamo come barche al vento, con vele bianche, nere o rosse&#8230; Era un\nmondo del tutto negativo, con una gaia schiuma colorata in superficie, che\nmolti scambiavano per la vera, la felice Germania, prima dell\u2019eruzione dei\nnuovi barbari&#8230; Ma in realt\u00e0 non era altro che schiuma. Sotto l\u2019effimera,\nvivace superficie della sgargiante palude, allignava il fratricidio, la\ndiscordia totale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel 1925 la morte del\npresidente Friedrich Ebert aveva spalancato le porte del potere a Paul von\nHindenburg, un generale espressione del blocco dei partiti di destra. La\nGermania iniziava il suo scivolamento verso la tragica deriva del\nnazionalsocialismo: il Ritratto di Herrmann-Neisse realizzato in quegli stessi\nmesi \u00e8 come un sismografo di quello che stava maturando. \u00c8 un corpo senza vie\ndi fuga, assediato dalla storia, costretto ad assorbirne la radicale\nnegativit\u00e0. La grandezza di Grosz sta per\u00f2 nell\u2019essersi ricavato uno spiraglio\nrispetto alle formule raggelate della Nuova Oggettivit\u00e0, cos\u00ec da restituirci\nquella dimensione sottile e indimenticabile di malinconia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"230\" height=\"320\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Hermann-NeiC39Fe.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4870\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Hermann-NeiC39Fe.jpg 230w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Hermann-NeiC39Fe-216x300.jpg 216w\" sizes=\"auto, (max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><figcaption>Max Hermann-Neisse<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Herrmann-Neisse come Grosz e come\ntanti altri sarebbe stato costretto all\u2019esilio: part\u00ec nel 1933 dopo l\u2019incendio\ndel Reichstag. In realt\u00e0 gi\u00e0 otto anni prima, in quel 1925, si percepiva gi\u00e0 un\nuomo in esilio, schiacciato da un destino senza scampo. Sarebbe morto nel 1941\na Londra per un arresto cardiaco. Qualche anno prima aveva pubblicato la sua\nultima raccolta di poesie, \u201cUm uns die Fremde\u201d (\u201cIntorno a noi lo straniero). \u00abIl crepuscolo piega le sue ali, ci stiamo avvicinando\na una notte che potrebbe non finire mai\u00bb, erano i primi versi di uno dei\ncomponimenti, \u201cRequiem\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Grosz sarebbe andata assai diversamente. L\u2019esilio era la \u00abrealizzazione di un sogno, quello di seguire la strada del leggendario zio Hans\u00bb. Nel 1932 venne invitato a insegnare ad un corso estivo all\u2019Unione degli Studenti d\u2019arte. \u00abAmavo New York e forse New York amava me\u00bb, si legge nell\u2019\u201cAutobiografia\u201d. Addirittura, imitando lo zio che era diventato John, aveva aggiunta una \u201ce\u201d al suo nome inglesizzandolo: George Grosz e non pi\u00f9 Georg&#8230;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"864\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/default-864x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4869\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/default-864x1024.jpg 864w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/default-253x300.jpg 253w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/default-768x911.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/default.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 864px) 100vw, 864px\" \/><figcaption>Ludwig Meidner, Ritratto di Herrmann-Neisse, 1913, The Art Institute of Chicago<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8 uscito su Alias dell&#8217;11 agosto, all&#8217;interno di un numero interamente dedicato ai ritratti fatti a poeti. 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