{"id":4824,"date":"2019-02-05T22:21:19","date_gmt":"2019-02-05T22:21:19","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=4824"},"modified":"2019-02-05T22:24:42","modified_gmt":"2019-02-05T22:24:42","slug":"leoncillo-la-scultura-questa-saliva-mia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=4824","title":{"rendered":"Leoncillo, la scultura \u00abquesta saliva mia\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><em>Recensione alla mostra di Leoncillo Leonardi vista alla Galleria dello Scudo di Verona. Uscita su Alias, 3 febbraio 2019. Le foto della mostra sono di Agostino Osio &#8211; Alto Piano<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6220.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6220-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4826\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6220-300x169.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6220-768x432.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6220-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>\u00abAll\u2019improvviso io mi sentii, come un vecchio ragno, <\/strong>la necessit\u00e0 di fare una tela traendo dal dentro di me stesso questa saliva mia, fatta del mio corpo presente, esaurendomi in questo atto sicuro, sicuro come gli atti elementari della vita\u00bb. \u00c8 una delle prime pagine del Piccolo Diario di Leoncillo, datata 1957. Per l\u2019artista spoletino \u00e8 un momento chiave di presa di coscienza e di distacco anche radicale dal proprio recente passato: \u00abNel 1957 mi cascarono addosso i miei ultimi dieci anni e io ne restai sconvolto, del tutto smarrito\u00bb, scrive in un\u2019altra pagina di quel meraviglioso testo, dove le parole sembrano correlarsi in modo sempre stringente al farsi della sua \u201cnuova\u201d scultura. Come sottolinea Enrico Mascelloni, uno dei pi\u00f9 profondi conoscitori della sua opera, \u00abLeoncillo mette in campo dal 1958 una tra le pi\u00f9 vertiginose esperienze dell\u2019arte dei suoi anni: recuperare la ragione profonda della forma, e persino le forme sue, quelle che aveva modellato sin dagli anni trenta, procedendo alla loro radicale negazione\u00bb. <\/p>\n<p>\u00c8<strong> una doppia occasione quella che riporta l\u2019attenzione su Leoncillo.<\/strong> Da una parte Skira ha pubblicato il Piccolo Diario, con riproduzione in fac simile dei fogli dattiloscritti volanti che lo compongono oltre alla loro trascrizione. Dall\u2019altra la Galleria dello Scudo a Verona propone una selezione, curata dallo stesso Enrico Mascelloni, di 16 lavori dell\u2019ultima stagione dello scultore, avviata proprio a partire da quella \u201cradicale negazione\u201d della propria storia. Una selezione ampia e molto rappresentativa, se si pensa che il catalogo degli ultimi 10 anni di Leoncillo, contando le sculture di ogni dimensione, non supera le 150 opere. Tra queste i grandi lavori, cio\u00e8 quelli che lo hanno reso celebre, non sono pi\u00f9 di 40: oltre un terzo sono dunque raccolti negli spazi della galleria veronese.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6226.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6226-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4827\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6226-300x169.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6226-768x432.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6226-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>La rottura di Leoncillo con il suo passato si consuma attorno alla realizzazione dell\u2019ultima opera pubblica,<\/strong> il \u201cMonumento ai Caduti\u201d oggi sul lungomare di Albisola. \u00c8 in quella situazione che l\u2019artista avverte tutta l\u2019inadeguatezza formale di un lavoro nato da un\u2019idea (un\u2019idea culturale e politica che Leoncillo aveva pur sempre fatta sua, essendo comunista convinto). \u00abAvevo pensato al fregio dei caduti come un bel teatrino, ogni morto con la sua posa diversa, \u201ccomposta\u201d come le altre. A poco a poco i fondi mi vennero avanti, i morti mi affondarono tra i detriti, le oscurit\u00e0, le fratture del terreno\u2026 Ero io stesso quei morti\u00bb, scrive nel foglio 19 del suo Piccolo Diario. \u00c8 una confessione che fotografa la transizione, quasi lo scivolamento ineluttabile da una scultura di contenuto, ad una radicalmente autobiografica: \u00abLo scrupolo mio pi\u00f9 forte \u00e8 quello della verit\u00e0, voglio dire la verit\u00e0 ed oggi non vedo altro modo di dirla in modo sicuro che quello autobiografico: offrire semplicemente la propria testimonianza\u00bb (Piccolo Diario, foglio 24). In questo modo Leoncillo affrontava di petto il problema drammatico messo sul tavolo da Arturo Martini nel 1945 con le sue celebri riflessioni sulla scultura come \u201clingua morta\u201d: curioso il fatto che anche Martini si fosse affidato alla metafora di un insetto. \u00abL\u2019artista\u00bb, aveva scritto, \u00ab\u00e8 come il baco da seta che nello spurgo trova la sua trasparenza\u00bb.  Leoncillo, come detto, si affida invece alla metafora del ragno, che \u00abtrae la sua tela dal dentro\u00bb di se stesso. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6232.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6232-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4828\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6232-300x200.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6232-768x512.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6232-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Nel Piccolo Diario questo concetto \u00e8 ribadito in continuazione, con straordinaria autoconsapevolezza.<\/strong> Leoncillo parla dell\u2019arte come di \u00abun\u2019espressione che nasce da una necessit\u00e0 interna\u00bb; di una volont\u00e0 di \u00abesprimere la contraddittoriet\u00e0 dei miei sentimenti, andarci lentamente dentro per trovarne il nucleo profondo\u00bb. Racconta di un\u2019esigenza di \u00abdire semplicemente le cose mie. Come gli ubbriaconi che di notte ti vogliono dire i loro fatti. Come chi \u00e8 innamorato e racconta anche ci\u00f2 che non dovrebbe. Come chi ha avuto un gran dolore, una gran perdita, che di notte al buio nel letto ripete ancora certe parole a voce alta e poi le parole diventano fuori di lui nel silenzio della notte ormai un\u2019altra cosa\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Riportata all\u2019osso di questa esigenza elementare, la scultura torna cos\u00ec a vivere,<\/strong> in quanto forma che nasce da \u00abatti che traducono il nostro essere\u00bb; \u00e8 \u00absentimento che prende immagine\u00bb.  Per questo Leoncillo senza nessuna retorica pu\u00f2 arrivare ad affermare che \u00abla creta \u00e8 come carne mia\u00bb; o, con ancor pi\u00f9 chiarezza, che \u00abla creta diviene materia nostra per gli atti che compiamo su di essa e con essa, atti che nascono da una reazione del nostro essere\u00bb. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6250.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6250-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4829\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6250-300x169.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6250-768x432.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6250-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nA<strong>ttraverso le parole eccoci dunque arrivare sul corpo e nel corpo della scultura \u201cnuova\u201d di Leoncillo. <\/strong>La prima constatazione da cui non si sfugge \u00e8 che siamo davanti a forme mutilate. Il taglio \u00e8 il segno pi\u00f9 incontrovertibile di queste ripetute mutilazioni. Tagli secchi, quasi che una lama di ghigliottina fosse calata sulla creta. \u00c8 lo stesso gesto che aveva segnato l\u2019arte di Lucio Fontana, ma se in quel caso il taglio era rimasto dentro una dimensione aniconica, qui accade l\u2019opposto. L\u2019atto che amputa la materia, in realt\u00e0 finisce con l\u2019aprirla come un forcipe, che libera forme di inedita potenza. Sono forme ricondotte ad un\u2019elementarit\u00e0 ancestrale ma sempre decifrabili, che siano corpi, o zolle arroventate o coaguli di incubi. Il taglio di Leoncillo \u00e8 un\u2019operazione che ferendo con precisa determinazione la creta, in realt\u00e0 immette vita attraverso un corto circuito espressivo che dopo oltre 50 anni non ha perso un briciolo di forza e di suggestione. Il taglio ha poi un altro valore: \u00e8 infatti un gesto fondamentalmente meccanico, che recidendo la materia recide anche qualsiasi rischio di cedimento ad un soggettivismo plastico. Al contrario, come ha sottolineato giustamente Mascelloni, \u00e8 la Storia con la sua implacabile oggettivit\u00e0 a rientrare in campo \u00abin un corpo a corpo portato alle estreme conseguenze\u00bb. \u00c8 infatti proprio la Storia \u00abinaggirabile e tirannica\u00bb a sottoporre a costante pressione, dentro uno spazio claustrofobico, le forme dell\u2019ultimo Leoncillo. <\/p>\n<p><strong>Ma Leoncillo ogni volta dimostra di saper rompere l\u2019assedio e di dar luogo a geniali palingenesi. <\/strong>Lo si vede nelle proiezioni verticali dei suoi San Sebastiani, che si alzano trainando verso l\u2019alto la loro massa di monoliti tormentati. Si appoggiano su sottili basi di legno dal sapore instabile che lo scultore ha congegnato per rafforzare la dimensione \u201canti monumentale\u201d. Il bianco degli smalti ci parlano poi di una luce che si incrosta, di uno splendore che si fa largo da sotto la pelle della materia. In mostra a Verona un cannocchiale visivo collega i due San Sebastiani datati 1962, con \u201cTempo ferito\u201d dell\u2019anno successivo, uno degli esiti pi\u00f9 alti di Leoncillo: qui davvero il taglio sembra liberare il tumulto della Storia, che come un magma rosso divarica la massa nera, facendola balzare verso l\u2019alto, anche a dispetto del suo peso.<\/p>\n<p>S<strong>e la verticalit\u00e0 \u00e8 la dimensione a lui pi\u00f9 congeniale, <\/strong>quella che meglio esprime la solitudine radicale del suo fare, Leoncillo sorprende nel momento in cui sceglie la soluzione ardita e opposta di una scultura tutta orizzontale. \u00c8 il caso stupefacente di \u201cVento Rosso\u201d del 1958, opera \u201csdraiata\u201d e appoggiata a livello terra su una lastra di lavagna dove la creta ribolle, con quei neri cupi e quei rossi brace. \u00c8 un\u2019intuizione con la quale Leoncillo sembra precorrere addirittura soluzioni proprie della \u201cland art\u201d. Anche se la sua orizzontalit\u00e0 non ha nulla di distensivo e pacificante, ma assomiglia a quella del soldato che striscia nella sua trincea. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6275.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6275-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4830\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6275-300x200.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6275-768x512.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/X9A6275-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione alla mostra di Leoncillo Leonardi vista alla Galleria dello Scudo di Verona. 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