{"id":4710,"date":"2018-07-09T16:17:08","date_gmt":"2018-07-09T16:17:08","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=4710"},"modified":"2018-07-09T16:22:30","modified_gmt":"2018-07-09T16:22:30","slug":"piccoli-il-tabernacolo-rosso-di-cavernago","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=4710","title":{"rendered":"Piccoli, il tabernacolo rosso di Cavernago"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Tabernacolo.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Tabernacolo-300x226.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"226\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4711\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Tabernacolo-300x226.jpeg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Tabernacolo-768x578.jpeg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Tabernacolo-1024x771.jpeg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 apparso sull&#8217;Eco di Bergamo del 2 luglio.<\/em><\/p>\n<p>Appena si varca la soglia della nuovissima chiesa dedicata ai Santi Giovanni Battista e  Marco a Cavernago l\u2019occhio cade subito in quel punto: il tabernacolo. Nell\u2019edificio progettato dall\u2019architetto Paolo Belloni, luminoso e molto accogliente per la sua spaziosit\u00e0, si avverte decisamente il richiamo di quel centro. Merito dell\u2019intesa perfetta tra progettista e l\u2019artista chiamato a realizzare anche altri interventi nella chiesa, nel segno di un\u2019unit\u00e0 espressiva che d\u00e0 ordine a questo edificio. L\u2019artista \u00e8 Riccardo Piccoli, non nuovo ad interventi a servizio degli edifici religiosi (qualche anno fa aveva realizzato Via Crucis e immagine di Maria per una chiesa in Equador, a Portovejo, ricorrendo a materiali poveri e con un percorso molto partecipato). A Cavernago Piccoli ha realizzato la Via Crucis, l\u2019immagine per l\u2019altare dedicato a Maria, e il grande cielo stellato sopra la vasca battesimale. E poi ha affrontato il tema complesso e delicato del tabernacolo. Un tema non semplice, perch\u00e9 spesso negli ultimi anni abbiamo assistito tante volte ad un nascondimento del Santissimo, per ragioni di sicurezza e magari per garantire spazi di preghiera pi\u00f9 intimi  nelle cosiddette cappelle feriali. Il problema che i progettisti devono ogni volta affrontare \u00e8 sempre quello di escogitare una centralit\u00e0 del tabernacolo, evitando ogni effetto enfatico. Spesso per\u00f2 si finisce per\u00f2 con il proporre soluzioni in cui il tabernacolo viene quasi mimetizzato nella struttura. Sono lontani i tempi in cui San Carlo aveva ribaltato tante chiese del territorio milanese e bergamasco, proprio per innalzare e rendere pi\u00f9 visibile il luogo dove si custodiva il Santissimo (basti pensare alla straordinaria soluzione messa a punto per il Duomo di Milano e poi replicata un secolo dopo al santuario di Caravaggio da Filippo Juvarra).<br \/>\nA Cavernago il progettista aveva immaginato un tabernacolo inserito nella struttura; ed \u00e8 in quello spazio predefinito che Gianriccardo Piccoli \u00e8 intervenuto con una soluzione tanto semplice e leggera, quanto affascinante. Una garza dipinta di rosso avvolge il vetro che protegge il vano incassato nella muratura dietro l\u2019altare. Un led interno permette un effetto di piena trasparenza: si vede cos\u00ec il calice disegnato in vetro dallo stesso artista e la ciotola per la distribuzione dell\u2019Eucaristia. Il rosso, che rimanda alla luce dei lumini che in tante chiese ancora segnalano la presenza dell\u2019ostia consacrata nel tabernacolo, \u00e8 anche un colore simbolicamente pregno di echi: richiama il fatto che l\u00ec non sono custoditi simboli, ma il corpo reale di Cristo. \u00c8 un rosso intenso, che attira e insieme richiama il passaggio attraverso una ferita; un rosso che scopre e nello stesso vela e protegge. Un punto pulsante dentro l\u2019architettura; un cuore che richiama l\u2019evidenza di un Qualcuno presente.  <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Battistero.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Battistero-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4712\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Battistero-200x300.jpg 200w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Battistero-768x1154.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Battistero-681x1024.jpg 681w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Anche nel resto della chiesa Piccoli sa mettere in campo questa sua grammatica visiva chiara e sempre piena di pudore. \u00c8 un approccio al sacro senza enfasi, ma capace di grande forza evocativa, come nel caso della parete dipinta di blu, che domina il battistero. Con materiali ultra poveri Piccoli ha ricostruito le 12 costellazioni: sono bottiglie \u201cmurate\u201d che spuntano solo con le rispettive imboccature; le bottiglie sono raggiunte all\u2019interno dal terminale luminoso di fibre ottiche che innervano la costellazione e accendono cos\u00ec quel cielo. Sotto, su una grande superficie bianca, verranno scritti i nomi che l\u00ec ricevono il battesimo. Nella Via Crucis invece le garze tornano in un gioco di sovrapposizioni: sui volti di persone normali si stende una garza con disegnati i volti di Cristo, immaginati per le situazioni delle singole stazioni. Anche in questo caso Piccoli ha escogitato un dispositivo che parla al cuore delle persone con semplicit\u00e0 e immediatezza. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/r_MMZ7596.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/r_MMZ7596-300x167.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4713\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/r_MMZ7596-300x167.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/r_MMZ7596-768x427.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/r_MMZ7596-1024x569.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Unknown.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Unknown-225x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4715\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Unknown-225x300.jpeg 225w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Unknown-768x1024.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8 apparso sull&#8217;Eco di Bergamo del 2 luglio. 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