{"id":4593,"date":"2018-02-18T23:10:54","date_gmt":"2018-02-18T23:10:54","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=4593"},"modified":"2018-02-18T23:17:33","modified_gmt":"2018-02-18T23:17:33","slug":"fondazione-prada-una-mostra-che-lancia-un-nuovo-paradigma","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=4593","title":{"rendered":"Fondazione Prada, una mostra che lancia un nuovo paradigma"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Schermata-2018-02-19-alle-00.01.25.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Schermata-2018-02-19-alle-00.01.25-300x297.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"297\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4595\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Schermata-2018-02-19-alle-00.01.25-300x297.png 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Schermata-2018-02-19-alle-00.01.25-150x150.png 150w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Schermata-2018-02-19-alle-00.01.25.png 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00abMi sono tirato via come curatore. Il curatore di questa mostra \u00e8 la storia\u00bb. \u00c8 quanto mi dice Germano Celant, in un breve dialogo dopo aver visto la sua nuova mostra a Fondazione Prada, \u201dPost Zang Tumb Tuuum.\u00a0Art Life Politics: Italia 1918-1943\u201d. \u00c8 la chiave per capire questa operazione destinata, proprio per il metodo usato, a lasciare un segno profondo. Il metodo \u00e8 il cuore: vedere l\u2019arte italiana tra le due guerre come di volta in volta si present\u00f2. Dice Celant: \u00abL\u2019obiettivo \u00e8 stato quello di andare oltre l\u2019idealismo espositivo, dove le opere d\u2019arte, nei musei e nelle istituzioni, sono messe in scena in una situazione anonima e monocroma, generalmente su una superficie bianca, per riproporle in relazione a una testimonianza fotografica d\u2019epoca e nel loro spazio storico di comunicazione\u00bb.<br \/>\nIl risultato \u00e8 affascinante e insieme imponente, per dimensioni e anche per audacia del tentativo: entrare nel circuito allestito negli spazi di Fondazione Prada, \u00e8 come entrare nel tunnel del tempo. Di volta in volta piccole foto propongono un fatto espositivo o allestitivo che aveva segnato la storia di quegli anni, e poi ce lo si ritrova davanti in scala uno a uno, intarsiati, ogni volta da opere vere, che irrompono il grigio sgranato del fondo ricostruito. Non ci sono volutamente discorsi critici in questa mostra. L\u2019opera infatti \u00e8 trattata alla stregua delle centinaia di documenti che corredano le bacheche. La vediamo ogni volta ricollocata nel suo tempo, all\u2019interno di un flusso che riserva una quantit\u00e0 davvero straordinaria di sorprese.<br \/>\n\u00c8 una mostra immersiva, perch\u00e9 il visitatore \u00e8 risucchiato da questo flusso; \u00e8 catturato dentro un pendolo a tratti spiazzante, in cui vediamo l\u2019arte italiana oscillare senza troppe regole tra allineamento al regime e libert\u00e0, tra monumentalismo e razionalismo, tra intimismo ed enfasi pubblica. Tutte esperienze che accadevano in una contiguit\u00e0 spaziale e temporale.<br \/>\nLa mostra ci porta dentro quest\u2019Italia, strappando molte volte autentici sussulti di ammirazione (la parete che ricostruisce la Maison Rosenberg con i Gladiatori di De Chirico, per esempio; il Dinamismo di un calciatore, di Boccioni, uno dei quadri colossali dell\u2019intero 900, riproposto com\u2019era in casa Marinetti con la ceramica di Tullio d\u2019Albisola: ma si dovrebbero elencare decine di situazioni sorprendenti).<br \/>\nLa mostra si chiude con una grande tavolata imbandita di centinaia di libri, simobolo di un cantiere storico e critico da cui questa mostra ha attinto ma che questa mostra contribuisce certamente ad alimentare, oltre gli schemi consueti. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Morandi-2-1-896x640.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Morandi-2-1-896x640-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4596\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Morandi-2-1-896x640-300x214.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Morandi-2-1-896x640-768x549.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Morandi-2-1-896x640.jpg 896w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Schermata-2018-02-19-alle-00.01.39.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Schermata-2018-02-19-alle-00.01.39-300x175.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"175\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4594\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Schermata-2018-02-19-alle-00.01.39-300x175.png 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Schermata-2018-02-19-alle-00.01.39.png 691w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abMi sono tirato via come curatore. 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