{"id":4106,"date":"2016-05-18T21:03:18","date_gmt":"2016-05-18T21:03:18","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=4106"},"modified":"2016-05-19T05:11:15","modified_gmt":"2016-05-19T05:11:15","slug":"boccioni-tutto-avanti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=4106","title":{"rendered":"Boccioni, tutto avanti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image-4.jpg\" rel=\"attachment wp-att-4109\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image-4-300x180.jpg\" alt=\"image\" width=\"300\" height=\"180\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4109\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image-4-300x180.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image-4-768x461.jpg 768w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image-4.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Visita guidata alla mostra d\u00ec Boccioni. Una mostra purtroppo condizionata dal peso davvero scriteriato assegnato al cosiddetto atlante, raccolta di immagini che Boccioni ha assemblato grazie ai materiali forniti quasi sempre dall&#8217;amico Chiattone. Materiali modesti, a cui si vuole attribuire a forza un ruolo che non hanno nella storia di Boccioni. Tant&#8217;\u00e8 che il cosiddetto atlante viene sospeso alla vigilia della stagione pi\u00f9 grande. Se era importante questo volersi riferite al passato, non si capisce perch\u00e9 nel momento cruciale se ne stacchi. C&#8217;\u00e8 da pensare che fosse pi\u00f9 che altro una zavorra. Pi\u00f9 semplice supporre che la sua importanza fosse molto relativa.<br \/>\nDetto questo veder Boccioni \u00e8 spunto per mettere a fuoco quel suo modo di dar corpo ad un&#8217;esperienza di avanguardia. Un <strong>aspetto chiave \u00e8 il dinamismo esterno-interno. Cio\u00e8 l&#8217;invasione di uno spazio dentro l&#8217;altro<\/strong>.\u00c8 questa spinta generativa che crea la sensazione di un movimento continuo di scambio, di flussi di energia. In particolare \u00e8 il &#8220;fuori&#8221; che destabilizza la composizione e costringe ad equilibri sempre pi\u00f9 avanzati. La citt\u00e0 che sale, l&#8217;irrompere delle strade: Boccioni \u00e8 pittore che si sporge al balcone, sempre. Ma stare al balcone, significa che alle spalle c&#8217;\u00e8 una casa, un &#8220;luogo&#8221; domestico che convive con l&#8217;oltranzismo proprio di ogni avventura d&#8217;avanguardia. A presidiare questo spazio domestico e a far insieme da cucitura con l&#8217;irrompere del nuovo c&#8217;\u00e8 la figura della madre, Cecilia Forlani. Figura chiave (ricorre in ben 62 opere boccioniane) che sarebbe stato interessante indagare assai pi\u00f9 che non l&#8217;atlante.<br \/>\nQuella di Boccioni \u00e8 una via italiana all&#8217;avanguardia: salta via dal passato, terremota le immagini, restando dentro una sfera affettiva costante. \u00c8<strong> una convivenza affascinante e in apparenza inspiegabile di due antropologie che ovunque, altrove, sarebbero state in conflitto.<\/p>\n<p>La<\/strong> percezione del dinamismo delle cose porta Boccioni a non farsi bastare pi\u00f9 la pittura. In Elasticit\u00e0, 1912, si percepisce che i muscoli in tensione del cavallo esigono qualcosa che la pittura non riesce pi\u00f9 a garantire. Cos\u00ec si spiega la necessit\u00e0 di sperimentare la scultura, in quello straordinario momento creativo del 1914. Passaggio chiave dovuto  all&#8217;irruzione piena di energia delle sculture polimorfe. Veri ibridi che la postuma versione in bronzo, solo pallidamente restituisce. La scultura di Boccioni, assai meno patinata e ordinata di come noi l&#8217;abbiamo metabolizzata, \u00e8 energia che si condensa in forme esplose, senza mai solidificarsi davvero. Sono corpi scheggiati dal mutarsi continuo degli equilibri.<br \/>\nL&#8217;esperienza della scultura sembra cos\u00ec dare lo slancio per mettere a punto il momento perfetto della sua storia: quello della serie straordinaria delle carte custodite al Castello Sforzesco e donate sin dal 1916 dalla madre. Una <strong>sequenza che compone uno dei pi\u00f9 begli insiemi dell&#8217;arte del 900 e che da sola merita la visita alla mostra. <\/strong>Sono fogli in cui spinte e armonia si tengono in meraviglioso equilibrio. Il dinamismo passa da un foglio all&#8217;altro, come se fossero reciprocamente necessari. Sono disegni che corrono lungo i muri, che quasi si inseguono, si rincorrono l&#8217;un l&#8217;altro. Frame di un film, la cui storia viene scritta senza copione, perch\u00e9 \u00e8 storia aperta. Un divenire. Si registra sempre la tensione tra la necessit\u00e0 di darsi una misura, senza ridurre la libert\u00e0. Qui Boccioni ha il passo del classico, che per\u00f2 non ha affatto bisogno di guardare indietro perch\u00e9 \u00e8 tutto risucchiato in avanti. Molto avanti.<\/p>\n<p>Come dimostra questa sua straordinaria intuizione cos\u00ec avanti con i tempi: \u00abVerr\u00e0 un tempo in cui il quadro non baster\u00e0 pi\u00f9. La sua immobilit\u00e0 sar\u00e0 un arcaismo col movimento vertiginoso della vita umana. L&#8217;occhio dell&#8217;uomo percepir\u00e0 i colori come sentimenti in s\u00e9. I colori moltiplicati non avranno bisogno di forme per essere compresi e le opere pittoriche saranno vorticose composizioni musicali di enormi gas colorati, che sulla scena d&#8217;un libero orizzonte commuoveranno ed elettrizzeranno l&#8217;anima complessa d&#8217;una folla che non possiamo ancora concepire\u00bb.<\/p>\n<p>Nella immagine in alto: Cavaliere + case, 1914 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Visita guidata alla mostra d\u00ec Boccioni. Una mostra purtroppo condizionata dal peso davvero scriteriato assegnato al cosiddetto atlante, raccolta di immagini che Boccioni ha assemblato grazie ai materiali forniti quasi sempre dall&#8217;amico Chiattone. Materiali modesti, a cui si vuole attribuire a forza un ruolo che non hanno nella storia di Boccioni. 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