{"id":3995,"date":"2015-12-26T11:17:16","date_gmt":"2015-12-26T11:17:16","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=3995"},"modified":"2016-03-01T18:11:09","modified_gmt":"2016-03-01T18:11:09","slug":"natale-con-kandiskij","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=3995","title":{"rendered":"Natale con Kandinskij"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/image.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/image-243x300.jpg\" alt=\"image\" width=\"243\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3998\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/image-243x300.jpg 243w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/image.jpg 506w\" sizes=\"auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una linea che precipita in un punto. Un segno grafico perfetto, un equilibrio impeccabile. Wassily Kandiskij, &#8220;Free curve to the point, accomanying sound of geometric curves&#8221; inchiostro su carta, 1925. Indubbiamente una meraviglia, che non finisci di guardare, a dispetto dell&#8217;essenzialit\u00e0. Me si pu\u00f2 festeggiare il Natale davanti ad un&#8217;immagine (scelta da Cl come immagine del Natale 2915) cos\u00ec apparentemente muta? Il Natale \u00e8 la festa pi\u00f9 semplice che ci sia: un bambino che nasce, povero e di fatto profugo. Nasce nonostante tutto. \u00c8 semplice rappresentarlo, ci si pu\u00f2 sbizzarrire in varianti, ma alla fine la storia \u00e8 quella. E cos\u00ec \u00e8 stato per secoli. La ripetizione \u00e8 parte della commozione con cui gli uomini hanno vissuto e fatto memoria di quel fatto. Ma la ripetizione si \u00e8 per secoli innescata su una capacit\u00e0 di fondo di &#8220;reinventare&#8221; la forma della narrazione di quel fatto. Di farla salire nel tempo, di portarla al qui ed ora senza tradirne il cuore. Senza questa capacit\u00e0 di reinvenzione quell&#8217;immagine resta relegata al buon folklore. Bello, popolare, commovente, ma marginale. Ora, da quanto tempo l&#8217;arte non sa reinventare, nel senso di farne forma cosciente al passo con il presente, quell&#8217;immagine? Tanto, tanto tempo. Nel 900, che pur non ha dimenticato il soggetto religioso e cristiano, i casi si misurano sulle dita di una o forse due mani. \u00c8 comunque se qualche residuo resta \u00e8 nella forma del Madonna con il Bambino, non del presepe e della nascita. La narrazione del fatto si \u00e8 eclissata. Perch\u00e9? Forse perch\u00e9 \u00e8 venuta meno la coscienza universale della portata di quel fatto? Forse si \u00e8 rotto il filo di coscienza che lega il fatto accaduto all&#8217;attimo presente? O forse \u00e8 soprattutto una incapacit\u00e0 di lettura da parte nostra? Uno schematismo che ci tiene prigionieri di una buona e bella tradizione, fatta di immagini tenere e reiterate? Forse il segno del Natale oggi pu\u00f2 essere colto fuori dalla mera rappresentazione, in forma di domanda, di attesa. In forma di un tracciato che \u00e8 riflessione sul destino (sottolineo che nel titolo la curva \u00e8 definita &#8220;libera&#8221;: un&#8217;attrattiva che non limita la libert\u00e0). Pu\u00f2 essere riassunto nella nudit\u00e0 della sua dinamica. Magari inconsapevolmente. Senza che chi l&#8217;ha messo su carta abbia pianificato nulla, perch\u00e9 l&#8217;arte, come quel bambino, alle fine \u00e8 una sorpresa di Dio. Del resto anche i pastori non avevano pianificato nulla. Per\u00f2 erano stati liberi di cercare&#8230; <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una linea che precipita in un punto. Un segno grafico perfetto, un equilibrio impeccabile. 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