{"id":3941,"date":"2015-10-02T16:02:16","date_gmt":"2015-10-02T16:02:16","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=3941"},"modified":"2015-10-02T16:02:33","modified_gmt":"2015-10-02T16:02:33","slug":"ragazzi-cose-arte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=3941","title":{"rendered":"Ragazzi, cos&#8217;\u00e8 arte?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Domanda: qual \u00e8 il criterio per dire cos\u2019\u00e8 arte e cosa no?<\/strong><br \/>\n\u00c8 iniziato cos\u00ec, con una domanda a bruciapelo come questa, il dialogo con i ragazzi delle cinque classi dell\u2019artistico del Sacro Cuore, a Chioggia, dove erano in (intelligente) vacanza studio perch\u00e9 hanno visto la Biennale.<br \/>\n\u00c8 un dialogo che mi colpisce, perch\u00e9 si coglie tanta passione, tanta intelligenza e tanta apertura anche a ci\u00f2 che non viene immediatamente capito.<br \/>\nLa domanda un po\u2019 spaventa, perch\u00e9 sembra ingenua, sembra chiedere uno schema in cui adagiarsi, in realt\u00e0 colgo un desiderio esattamente opposto. \u00c8 il desiderio di non farsi sfuggire qualcosa di prezioso, di non riuscire ad intercettare il senso di forme impreviste.<\/p>\n<p><strong>Non ci son formule per rispondere. C\u2019\u00e8 un\u2019esperienza da costruire, in cui oggettivit\u00e0 e sguardo soggettivo si trovino sempre in scambi, in movimento.<\/strong> L\u2019oggettivit\u00e0 \u00e8 sempre un fattore di osservazione e di conoscenza. La soggettivit\u00e0 \u00e8 lo sguardo, la storia personale. L\u2019opera d\u2019arte infatti non \u00e8 l\u2019oggetto in s\u00e9 ma l&#8217;intensit\u00e0 della relazione che determina. Non \u00e8 un\u2019astrazione che esiste indipendentemente da chi la guarda. E il guardarla implica pazienza, curiosit\u00e0, consapevolezza che non c\u2019\u00e8 un punto di arrivo nella comprensione. <strong>Ci sono emozionanti salti in profondit\u00e0, in un percorso di scoperte continue, perch\u00e9 dati oggettivi si aggiungono e sguardi mai uguali si posano.<\/strong><br \/>\nTra i dati oggettivi c\u2019\u00e8 anche lo sguardo degli altri: quello che gli altri hanno riconosciuto in quell\u2019opera; c\u2019\u00e8 quello che quell\u2019opera ha disseminato nella loro sensibilit\u00e0. \u00c8 sempre la curiosit\u00e0 che muove a fare domande, a capire perch\u00e9 un\u2019opera sta lasciando un segno, anche se a prima vista non accende il nostro interesse.<br \/>\nIl giudizio estetico matura e si consolida dentro questo percorso che fa dialogare <strong>l\u2019istintivit\u00e0 (inevitabile, non va castrata, bisogna per\u00f2 indurla a lottare)<\/strong> con tutti questi elementi che costituiscono il \u201cmondo\u201d di quell\u2019opera.<br \/>\nCosa si scopre alla fine (che fine non \u00e8 mai) di questo percorso? Che l\u2019arte \u00e8 una dimensione indagata da sempre, calata nel corpo del tempo presente e perci\u00f2 espressa, incarnata dentro una forma sempre necessariamente nuova. <strong>L\u2019arte \u00e8 ogni volta una scommessa su questa forma, che non ha obblighi se non quella di costituirsi in forma e di non essere una forma che gi\u00e0 \u00e8 stata.<\/strong> L\u2019arte \u00e8 sempre un rischio, perch\u00e9 il terreno su cui si inoltra \u00e8 per destino inesplorato.<br \/>\nPS: mi verrebbe da dire che queste forme hanno dentro un\u2019anima. So che la formulazione \u00e8 tremendamente banale. Ma come altro rendere l\u2019idea che all\u2019inizio di tutto c\u2019\u00e8 un fattore da cui si genera tutto? E questo fattore <strong>non \u00e8 altro che la \u201csensibilit\u00e0\u201d, dono specialissimo e imprevedibile nei suoi sviluppi,<\/strong> che il padreterno ha fatto quel tipo d\u2019uomo che chiamiamo artista.<br \/>\n(Yves Klein aveva molto chiara l\u2019oggettivit\u00e0 di questa condizione, al punto che per farsi capire, una decise di vendere solo un po\u2019 di sensibilit\u00e0 a peso: l\u2019arte era l\u00ec\u2026)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domanda: qual \u00e8 il criterio per dire cos\u2019\u00e8 arte e cosa no? \u00c8 iniziato cos\u00ec, con una domanda a bruciapelo come questa, il dialogo con i ragazzi delle cinque classi dell\u2019artistico del Sacro Cuore, a Chioggia, dove erano in (intelligente) vacanza studio perch\u00e9 hanno visto la Biennale. \u00c8 un dialogo che mi colpisce, perch\u00e9 si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[539],"class_list":["post-3941","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pensieri","tag-yves-klein"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3941","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3941"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3941\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3943,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3941\/revisions\/3943"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}