{"id":3783,"date":"2015-03-08T08:45:41","date_gmt":"2015-03-08T08:45:41","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=3783"},"modified":"2015-03-08T08:45:41","modified_gmt":"2015-03-08T08:45:41","slug":"dedicato-a-mio-padre","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=3783","title":{"rendered":"Dedicato a mio padre"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_3784\" style=\"width: 208px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/image.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3784\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/image-198x300.jpg\" alt=\"Giovanni Serodine, Ritratto del padre\" width=\"198\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-3784\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/image-198x300.jpg 198w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/image-679x1024.jpg 679w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/image.jpg 1201w\" sizes=\"auto, (max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3784\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni Serodine, Ritratto del padre<\/p><\/div>\n<p>Parto da questo quadro, un capolavoro di Giovanni Serodine che dipinge un ritratto del padre. \u00c8 un quadro intimo, privato. Il contesto e l&#8217;impaginazione non hanno volutamente nulla di speciale. \u00c8 un&#8217;immagine in cui il figlio cerca di indagare, di capire, di scoprire. Non c&#8217;\u00e8 spazio per nessuna enfasi, semmai si respira un senso di affetto vero. \u00c8 un quadro che scruta con discrezione un doppio interno: l&#8217;ambiente e il lato interiore del padre. Il padre \u00e8 colto in una situazione abbastanza banale, che non teme di lasciar venire a galla anche una dimensione dimessa, pacificamente accettata. \u00c8 un padre senza imperativi. Pi\u00f9 propenso ad ascoltare che a dare ordini. Pensavo questo pensando a mio padre, Carlo, che ieri, 7 marzo 2015, se n&#8217;\u00e8 andato. Non ricordo momenti in cui ho sentito la sua presenza come qualcosa di forte, di deciso, di ingombrante rispetto alla mia vita. Come il padre di Serodine \u00e8 un tipo di padre che alza lo sguardo senza pensare di legare la libert\u00e0 del figlio. Ma alza lo sguardo. \u00c8 un padre che non va oltre a dei semplici accenni. A porre domande leggere. Non \u00e8 un padre forte. Non \u00e8 padre d&#8217;ordine. In un certo senso \u00e8 poco padre, secondo quell&#8217;accezione un po&#8217; granitica che per schematismo si assegna a quella parola.<br \/>\nMa guardando il quadro di Serodine capisco che quell&#8217;essere meno potentemente padre, lo fa essere pi\u00f9 profondamente padre. Mi chiedevo come poteva essere possibile una cosa che sembra essere contraddittoria. E allora ho aperto una pagina di quel genio nella comprensione dell&#8217;umano che \u00e8 stato don Giussani, e ho capito, che il padre non \u00e8 determinato dal suo carattere ma dalla fedelt\u00e0 alla sua funzione: \u00abessere il segno immediato del Mistero che ci ha fatti, il segno immediato di Dio, qualunque uomo sia stato &#8211; degno o non degno questo non c&#8217;entra, \u00e8 l&#8217;essere segno che c&#8217;entra\u00bb. \u00c8 questo che fa s\u00ec che tuo padre sia piantato dentro di te. Per Serodine \u00e8 andata cos\u00ec, perch\u00e9 cos\u00ec, e solo cos\u00ec si riesce a spiegare la verit\u00e0 e la profondit\u00e0 di quel quadro. Ma oggi scopro che cos\u00ec \u00e8 stato anche per me.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parto da questo quadro, un capolavoro di Giovanni Serodine che dipinge un ritratto del padre. \u00c8 un quadro intimo, privato. 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