{"id":3739,"date":"2015-01-26T12:39:31","date_gmt":"2015-01-26T12:39:31","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=3739"},"modified":"2015-01-26T14:54:03","modified_gmt":"2015-01-26T14:54:03","slug":"wenders-il-sole-sopra-ground-zero","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=3739","title":{"rendered":"Wenders, il sole sopra Ground Zero"},"content":{"rendered":"<p>La bella mostra <strong>con <a href=\"http:\/\/www.wimwendersvillapanza.it\/la-mostra.html\" target=\"_blank\">le foto di Wim Wenders<\/a> curata da Anna Bernardini a Villa Panza<\/strong> ha il suo apice nella scuderia piccola, dove sono \u201craccolte&#8221; le foto scattate Ground Zero. Sono immagini che tolgono il respiro, ma che insieme al senso di disastro riescono a comunicare una inspeigabile dimensione di speranza. Le parole di Wenders nell&#8217;intervista pubblicata in catalogo spiegano, con molta umilt\u00e0, l&#8217;origine di questa speranza. <\/p>\n<p><em>Domanda: Dopo l&#8217;attentato alle Twin Towers sei  andato a fotografare Ground Zero, apoteosi di qualsiasi maceria e archeologia, relitto di un millennio appena cominciato, simbolo per eccellenza della conclusione di un\u2019intera epoca. Perch\u00e9 hai scelto di utilizzare la fotografia per documentare la fine di molte cose? Credi che sia questa la natura (o il destino) di questo mezzo? Immortalare? <\/em><\/p>\n<p>Wwnders: Direi diversamente: <em>testimoniare<\/em> il tempo. Forse \u00e8 la stessa cosa&#8230; Ma c&#8217;era qualcos&#8217;altro in quel desiderio di fotografare Ground Zero. Una sensazione di impotenza. Tutti avevamo visto le torri cadere, aggrappati ai televisori senza riuscire a credere ai nostri occhi. In realt\u00e0, dopo qualche giorno, desiderai di non aver mai visto nulla di simile! <strong>Avrei voluto cancellare quelle immagini. Ma non potevo. Nessuno poteva. <\/strong>Avevano letteralmente invaso la nostra coscienza. Per quanto mi riguarda, avevo gli incubi e mi svegliavo madido di sudore freddo. Mi sentivo come se avessi preso un brutto virus da cui non riuscivo a guarire. Cos\u00ec andai a New York, convinto che avrei potuto curare questa malattia solo vedendo le cose con i miei occhi. All\u2019epoca, nessuno poteva pi\u00f9 accedere a Ground Zero. L&#8217;intera zona era off-limits per i fotografi.<strong> Il sindaco di New York aveva autorizzato un solo fotografo, Joel Meyerowitz, <\/strong>a recarsi sul posto in veste di testimone ufficiale, e Joel ci andava ogni giorno. Essere presente e seguire i lavori era per lui un preciso dovere. Joel fu molto generoso e un giorno mi port\u00f2 con s\u00e9. Fece una fotocopia del suo permesso in cui mi inser\u00ec come suo \u201cassistente\u201d. Andammo a Ground Zero il mattino presto e ci restammo diverse ore. Joel conosceva ogni vigile del fuoco per nome. Ce n\u2019erano molti che lavoravano l\u00ec, spalando macerie e soprattutto cercando resti umani. Era un enorme cimitero. Al centro, il terreno fumava ancora. <strong>C&#8217;era un odore terribile, pungente. Tutti lavoravano in silenzio, con il viso coperto da una maschera.<\/strong> C&#8217;era una sensazione di grande dolore e di serenit\u00e0. Ogni tanto si sentiva un segnale, una sirena che annunciava il ritrovamento di qualcosa da parte di una delle tante squadre. La gente si toglieva il cappello e c\u2019era un momento di silenzio assoluto, poi tutti si rimettevano al lavoro in quell\u2019inferno. Enormi camion spruzzavano acqua per evitare che la polvere si alzasse e volasse ovunque. Joel e io continuavamo a fotografare anche nel silenzio, senza scambiarci parola. Avevo portato la mia macchina fotografica panoramica, per essere in grado di cogliere l&#8217;ampiezza del luogo, e la natura stessa delle foto che scattavamo ci costringeva a rivolgere lo sguardo soprattutto verso il basso. <strong>All\u2019improvviso vidi una luce diversa splendere attraverso la polvere e il fumo. Sollevai lo sguardo e mi resi conto che il riflesso del sole aveva immerso per qualche istante Ground Zero in una luce accecante.<\/strong> Era ancora mattina, e fino a quel momento i grattacieli intorno avevano impedito ai raggi del sole di illuminare direttamente lo spazio rado di Ground Zero. Ma adesso gli edifici circostanti contribuivano a deviare la luce. <strong>Anche gli operai lo notarono. Vidi Joel guardare su, incredulo, borbottando di non aver mai visto nulla di simile in tutti i suoi giorni \u201cdi servizio\u201d.<\/strong> Non dur\u00f2 a lungo, e il sole scomparve di nuovo. Ma in quei momenti, nelle poche foto scattate con quella luce, mi sembr\u00f2 di essere il testimone di un messaggio che il luogo stesso ci consegnava. Era un messaggio di pace. Quel luogo aveva visto un orrore indicibile. <strong>Ma ora, per un attimo, mostrava un lampo di bellezza surreale che voleva dire: \u201cIl tempo guarir\u00e0 le ferite! Questo luogo guarir\u00e0! Questo paese guarir\u00e0! Ma tutto ci\u00f2 non deve essere la causa di altri morti! Non lasciamo che questo diventi motivo di ulteriori orrori&#8230;\u201d.<\/strong> Questo \u00e8 ci\u00f2 che ho capito mentre scattavo le mie foto in quegli attimi beati. E s\u00ec, spero di aver immortalato quel messaggio. Anche se in seguito la politica non ha seguito questa strada, provocando la delusione e lo sgomento di molti. La politica ha deciso di iniziare una \u201cguerra contro il terrorismo\u201d, una combinazione assurda di parole, tanto per cominciare. <strong>Quella politica non ha fatto altro che ingrandire il danno compiuto.<\/strong> Per una scheggia di tempo, per un brevissimo intervallo, c&#8217;era stata una diversa opportunit\u00e0, una possibilit\u00e0 di pace e solidariet\u00e0 sul nostro pianeta. La gente di tutto il mondo, indipendentemente dalla razza, dalla nazionalit\u00e0 o dalla religione, si era ribellata contro l&#8217;atto compiuto a Ground Zero. C\u2019erano funzioni e cerimonie celebrate da tutte le grandi religioni del mondo, unite. Era un\u2019esplosione di desiderio di pace! Ma la politica americana ha frainteso tragicamente la situazione, e si \u00e8 imbarcata in una assurda vendetta, invadendo un paese che non aveva niente a che fare con l&#8217;attacco a Ground Zero, e giustificando le proprie azioni illecite con bugie e motivi fasulli.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8932.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8932-300x200.jpg\" alt=\"_TEN8932\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3742\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8932-300x200.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8932-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8974.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8974-300x222.jpg\" alt=\"_TEN8974\" width=\"300\" height=\"222\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3743\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8974-300x222.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8974-1024x760.jpg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8974.jpg 1907w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8978.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8978-300x215.jpg\" alt=\"_TEN8978\" width=\"300\" height=\"215\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3744\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8978-300x215.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8978-1024x734.jpg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/TEN8978.jpg 1975w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La bella mostra con le foto di Wim Wenders curata da Anna Bernardini a Villa Panza ha il suo apice nella scuderia piccola, dove sono \u201craccolte&#8221; le foto scattate Ground Zero. 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