{"id":3384,"date":"2014-03-24T13:13:18","date_gmt":"2014-03-24T13:13:18","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=3384"},"modified":"2014-03-24T16:08:52","modified_gmt":"2014-03-24T16:08:52","slug":"un-pomeriggio-con-matisse","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=3384","title":{"rendered":"Un pomeriggio con Matisse"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Vence_Pag59.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Vence_Pag59-216x300.jpg\" alt=\"Vence_Pag59\" width=\"216\" height=\"300\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3388\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Vence_Pag59-216x300.jpg 216w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Vence_Pag59-740x1024.jpg 740w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Vence_Pag59.jpg 2017w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 voglia di capire e di scoprire.<strong> Il workshop dedicato all\u2019ultimo Matisse proposto sabato 22 a Casa Testori \u00e8 funzionato per un doppio motivo:<\/strong> perch\u00e9 il contenuto degli interventi \u00e8 stato alto e non scontato; in secondo luogo, perch\u00e9 la sala era piena, e questa non \u00e8 affatto una cosa scontata, in un sabato pomeriggio di primavera e con anche una quota prevista per partecipare.<br \/>\n<strong>Quindi innazitutto un grazie a tutti quelli che hanno reso possibile<\/strong> da una parte e dall\u2019altra del tavolo la realizzaione di questo workshop.<br \/>\nSintetizzo per chi non c\u2019era alcuni dei temi emersi.<strong> Ha inziato il pomeriggio Davide Dall\u2019Ombra, facendo riscoprire quel contatto tra Matisse e il giovane Testori.<\/strong> Era il 1943 e l\u2019allora ventenne Testori cur\u00f2 un libro sui disegni di Matisse. Un libro anticipatore perch\u00e9 era il secondo uscito in Italia dedicato al maestro francese, e poi perch\u00e9 metteva subtio a tema la centralit\u00e0 del disegno nel percorso di Matisse. Da segnarsi anche i titoli di alcuni interventi di T. sul Corriere e sul Sabato, negli anni 80: <strong>\u201cIl re della luce\u201d;  \u201cMatisse una croce in Paradiso\u201d.<\/strong><br \/>\nSono titoli che hanno dato lo spunto a <strong>Marco Meneguzzo per supportare il suo ragionamento affascinante in cui ha cercato di cogliere quella sottile eterogeneit\u00e0 di Matisse rispetto alle grandi famiglie dell\u2019arte del 900.<\/strong> Un punto chiave, perch\u00e9 questa etereogenit\u00e0 \u00e8 la componente che permette a Matisse di essere cos\u00ec straordinariamente libero rispetto ai passaggi obbligati della storia dell\u2019arte novecentesca. Composizione e decorazione sono due categorie in cui questa libert\u00e0 si gioca, senza nessuno timore di veder ridimensionato l\u2019esito finale. Matisse, ha spiegato Meneguzzo, \u00e8 un artista imprendibile se osservato con categorie scolastiche; \u00e8 uno assolutamente moderno, ma non \u201ccollocabile\u201d in nessuna famiglia della modernit\u00e0. Inevitabile l\u2019aggancio con quei titoli testoriani: \u00e8 uno che ha avuto la grazia di vedere la pace dopo il dramma, come dimostrano i suoi crocifissi.<br \/>\nTerzo passaggio del pomeriggio<strong>, una conversazione con Basilio Rodella sulla campagna fotografica realizzata per il libro sulla cappella di Vence appena pubblicato da Jaca Book.<\/strong> Una campagna che esalta lo spazio come un tutt\u2019uno, realizzata senza il ricorso a luci aritificiali, per cui la luce, voluta da Matisse, quella filtrata dalle straordinarie vetrate che cambia in ogni istante, torna a riempire di s\u00e8 lo spazio, a far vibrare le piastrelle bianche dei tre grandi riquadri disegnati da Matisse. <strong>\u00abVoglio rendere evidente agli altri l\u2019intenerimento del mio cuore\u00bb, aveva scritto Matisse alla neo suora Jacques-Marie nel 1945.<\/strong> Non c\u2019\u00e8 didascalia migliore per il \u201cfiore\u201d di Vence (\u201cfleur\u201d lo definiva Matisse, sapendo che in francese anche \u201cfleurt\u201d ha lo stesso suono). Il grande pittore innamorato, forse di una ragazza diventata suora, della natura, del mondo, di Dio\u2026 (la foto sopra fa parte del libro: \u00e8 la stupenda porta del confessionale, in legno intagliato a giorno)<br \/>\n<strong>Ha chiuso il pomeriggio la bellissima e sorprendente carrellata di Marco Casentini<\/strong> che ha dimostrato quanto Matisse abbia contaminato l\u2019arte contemporanea. Siamo tutti figli della Finestra a Cailloure (1918) o della grande Danza dipinta per la Barnes collection di Filadelfia, ha dimostrato Casentino, mostrando anche alla fine anche suoi ultimi lavori. Linee continue, colori piatti, figure interrotte, forme concrete e astratte insieme: nessuno come Matisse ha aperto (o reso liberi) tanti orizzonti.<br \/>\n<strong>Ma il viaggio continua: <a href=\"http:\/\/www.associazionetestori.it\/news.php?idn=1149\" target=\"_blank\">prossimo appuntamento il 12 aprile<\/a> per vedere insieme  la mostra di Ferrara.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 voglia di capire e di scoprire. 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