{"id":3299,"date":"2014-01-14T22:10:33","date_gmt":"2014-01-14T22:10:33","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=3299"},"modified":"2014-01-14T22:13:39","modified_gmt":"2014-01-14T22:13:39","slug":"il-cristo-rotante-di-antonello","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=3299","title":{"rendered":"Il Cristo rotante di Antonello"},"content":{"rendered":"<p><em>Questo pensiero sul Salvator Mundi di Antonello l&#8217;ho scritto per la rubrica Riquadri che tengo sul bel sito <a href=\"http:\/\/www.piccolenote.it\/\" target=\"_blank\">Piccole note<\/a>. La ripropongo anche qui, un po&#8217; a bilancio di una mostra che non dimenticher\u00f2 facilmente.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_3302\" style=\"width: 255px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/838px-Antonello_da_Messina_062.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3302\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/838px-Antonello_da_Messina_062-245x300.jpg\" alt=\"Le mani del Salvator Mundi di Antonello. Si scorge il pentimento con la rotazione delle dita.\" width=\"245\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-3302\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/838px-Antonello_da_Messina_062-245x300.jpg 245w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/838px-Antonello_da_Messina_062.jpg 838w\" sizes=\"auto, (max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3302\" class=\"wp-caption-text\">Le mani del Salvator Mundi di Antonello. Si scorge il pentimento con la rotazione delle dita.<\/p><\/div>\n<p>Ora che si \u00e8 chiusa la mostra su Antonello al Mart (la pi\u00f9 bella del 2013, non solo a parer mio), \u00e8 importante tornare su un quadro eccezionale che era esposto. \u00c8<strong> il Salvator Mundi, arrivato dalla National Gallery di Londra.<\/strong> \u00c8 un quadro chiave, firmato e datato 1465, non solo della storia di Antonello, ma anche della storia della pittura e in un certo senso della \u201cnostra\u201d storia. Il quadro \u00e8 piccolo, in obbedienza a quella committenza nuova (la \u201cgens nova\u201d: mercanti, borghesi\u2026) che Antonello aveva intercettato e che richiedeva opere a funzione devozionale per ambienti privati. <strong>\u00c8 un\u2019opera che applica per\u00f2 un canone antico: il volto di Cristo benedicente, ha la ieraticit\u00e0 di un\u2019icona.<\/strong> Ha uno sguardo fisso verso di noi, uno sguardo non consumato n\u00e9 consumabile dal tempo. Per quanto la forma del volto sia pienamente compiuta e non solo stilizzata come accade nelle icone, riesce a trasmetter quella dimensione che, nella forma umana, lascia trapelare un\u2019impronta del divino. Il <em>Salvator Mundi<\/em> \u00e8 in atteggiamento benedicente, un po\u2019 come gli antichi Cristi Pantocratori delle absidi medievali. Le due mani spuntano da quel piccolo davanzale in primo piano, che ci d\u00e0 una sensazione di un \u201cda sotto in su\u201d, in contrasto con la frontalit\u00e0 chiara del volto.<strong> Ma \u00e8 proprio questa semplice correzione nella costruzione del quadro, che innesca una sorta di accensione.<\/strong> In pi\u00f9 c\u2019\u00e8 da osservare un particolare chiave: Antonello corregge in corsa la mano benedicente, che in una prima versione era messa pi\u00f9 di traverso e che invece nella versione definitiva ruota in posizione frontale, imponendosi cos\u00ec di realizzare uno scorcio della massima difficolt\u00e0. <strong>Ma questa rotazione \u00e8 come una leva che spacca e apre lo spazio. Alle due dimensioni della tavola ne aggiunge una terza, che \u00e8 quella che non va verso il fondo, ma viene verso dove noi siamo.<\/strong><br \/>\nAntonello mettendo in campo le innovazioni della nuova pittura italiana capace di aprire profondit\u00e0 e volumi, <strong>ne fa uno strumento per creare una contiguit\u00e0 tra lo spazio dove Cristo \u00e8 e quello dove noi siamo.<\/strong> Dieci anni dopo avrebbe fatto la stessa cosa con la mano allungata della sua meravigliosa <em>Annunciata<\/em>. Ma qui c\u2019\u00e8 lo stupore della prima volta. <strong>E anche la sensazione di un\u2019audacia messa in campo.<\/strong> \u00c8 questo che d\u00e0 un\u2019elettricit\u00e0 e una vibrazione cos\u00ec contemporanea, a questa icona cos\u00ec disciplinatamente antica. (Non \u00e8 un caso che Romeo Castellucci l\u2019avesse scelta, riprodotta su scala enorme, come sfondo del spettacolo tanto stupidamente discusso ma tanto vero, Sul concetto di volto del figlio di Dio).<\/p>\n<p>Dove porti la strada avviata con la rotazione delle dita benedicenti, lo si vede nel <em>Cristo alla colonna<\/em> del Louvre, pure presente in mostra. L\u00ec la rotazione \u00e8 di tutti i volumi; <strong>\u00e8 una torsione che non provoca nessuna distorsione delle forme, e che racconta uno stato vertiginoso del dolore<\/strong> che non si esprime con lacerazioni ma con una spasmodica compostezza compositiva. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo pensiero sul Salvator Mundi di Antonello l&#8217;ho scritto per la rubrica Riquadri che tengo sul bel sito Piccole note. La ripropongo anche qui, un po&#8217; a bilancio di una mostra che non dimenticher\u00f2 facilmente. 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