{"id":3224,"date":"2013-11-30T10:43:35","date_gmt":"2013-11-30T10:43:35","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=3224"},"modified":"2013-12-01T14:33:46","modified_gmt":"2013-12-01T14:33:46","slug":"aldo-rossi-e-i-segreti-del-gallaratese","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=3224","title":{"rendered":"Aldo Rossi e i segreti del Gallaratese"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_3230\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/photo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3230\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/photo-300x224.jpg\" alt=\"Da sinistra, Luca Andreoni, Antonio Ottomanelli, Marco Introini. 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Seminascosto, Massimo Ferrari<\/p><\/div>\n<p>Assiepati nel freddo freddissimo di Casa Testori (allacciamento per il nuovo riscaldamento in arrivo a giorni), una trentina di ragazzi l\u2019altra sera hanno dialogato per oltre due ore <strong>con i fotografi che hanno lavorato <a href=\"http:\/\/www.associazionetestori.it\/news.php?idn=1113\" target=\"_blank\">alla mostra di Claudia Tinazzi<\/a> sul senso dell\u2019abitare in Aldo Rossi.<\/strong> Guidava il professor Massimo Ferrari, era presente il professor Giulio Barazzetta. E c\u2019erano tre dei quattro fotografi protagonisti: Andreoni, Ottomanelli e Introini. Il tema era quello del fotografare l\u2019architettura, e non si \u00e8 mai scappati via<strong> da quel luogo carico di bellezza, storia e anche un po\u2019 di mistero che la stecca di Aldo Rossi al Gallaratese.<\/strong> Il tema costante \u00e8 la soggettivit\u00e0 di chi fotografa anche oggetti \u201cminerali\u201d come delle costruzioni architettoniche. Una soggettivit\u00e0 che diventa decisiva davanti ad una costruzione come quella di Aldo Rossi che continua ad avvolgere con il suo fascino chi la frequenta.<br \/>\n<strong>Tre cose mi sono annotato.<\/strong><br \/>\nUna doppia sottolineatura storica fatta da Barazzetta. In un dialogo Aymonino, l&#8217;architetto che ha progettato l&#8217;altro edificio del Gallaratese,<strong> gli aveva rivelato che l\u2019assegnazione della stecca a Rossi era avvenuta quasi per disperazione.<\/strong> Affrontare quella \u201cspada\u201d di 185 metri era un sfida che nessuno aveva voglia n\u00e9 forza di affrontare. Straordinario quindi che Rossi abbia assunto quell\u2019incarico a scelte gi\u00e0 fatte. <strong>Cio\u00e8 si sia dato il compito di redimere un\u2019idea irredimibile.<\/strong><br \/>\nQuando l\u2019edificio fin\u00ec fu occupato: quindi immaginiamoci l\u2019inizio di quella storia che precipita subito nel cuore della storia di quegli anni. Barazzetta lo ricorda sotto assedio, con polizia fuori e occupanti che se ne erano impadroniti. <strong>Intanto nel 1971 Rossi veniva sospeso dall\u2019universit\u00e0. Insomma un vero inizio da battaglia. <\/strong>\u00c8 bene ricordarselo, anche oggi, per avere una percezione pi\u00f9 profonda e completa di cosa sia questo edificio.<br \/>\nSeconda notazione: <strong>Rossi continu\u00f2 a \u201cportarsi\u201c il Gallaratese con s\u00e9.<\/strong> I disegni e i quadri appesi a Casa Testori sono tutti successivi al cantiere. Vuol dire che l\u2019idea continuava a camminare, come se fosse un orizzonte a cui guardare pi\u00f9 che un traguardo messo in curriculum. \u00c8 quest\u2019ansia di Rossi che affascina e anche commuove. L\u2019ansia di approdare ad un edificio che aiutasse la fatica del vivere, che desse respiro ad aspettative e desideri di chi lo abita. <strong>Un\u2019ansia per una casa davvero pacificante: un ossimoro che dice tanto di Rossi.<\/strong><br \/>\nTerza notazione. Le foto del Gallaratese che vediamo sono sempre relative al luogo topico, il grande spazio aperto del piano terra, con la sequenza perfetta di pilastri e colonne, con la luce che scava geometrie meravigliose.<strong> E i piani superiori? Non si possono fotografare. Un\u2019associazione degli inquilini si \u00e8 data questa regola.<\/strong> E i fotografi raccontano di averli visti, ma senza poter scattare nulla. Strana ma molto \u201crossiana\u201d questa scelta. \u00c8 qualcosa che custodisce nel profondo quella dicotomia concettuale che sta alla base del Gallaratese. Pubblico in senso totale sotto. Privato in senso vero sopra. Il sogno di Rossi era proprio questo, cercare una convivenza tra i due poli senza che nessuno ne risultasse sacrificato. Chi ci abita ha preso sul serio questo suo sogno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assiepati nel freddo freddissimo di Casa Testori (allacciamento per il nuovo riscaldamento in arrivo a giorni), una trentina di ragazzi l\u2019altra sera hanno dialogato per oltre due ore con i fotografi che hanno lavorato alla mostra di Claudia Tinazzi sul senso dell\u2019abitare in Aldo Rossi. 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