{"id":3107,"date":"2013-08-16T09:37:55","date_gmt":"2013-08-16T09:37:55","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=3107"},"modified":"2013-08-16T10:03:34","modified_gmt":"2013-08-16T10:03:34","slug":"toccata-e-fuga-nellitalia-bollente3-piero-ubiquo-a-perugia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=3107","title":{"rendered":"Toccata e fuga nell&#8217;Italia bollente\/3. Piero ubiquo a Perugia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mercoled\u00ec 7 siamo a Perugia. Temperatura oscillante tra i 38 e i 40 gradi<\/strong>.<br \/>\nLa mattinata \u00e8 per la Galleria Nazionale: \u00e8 un godere vedere un museo tenuto cos\u00ec bene, con un allestimento ben pausato che sa sfrutta al meglio i meravigliosi ambienti in cui \u00e8 ospitato. Il Palazzo dei Priori \u00e8 un capolavoro <strong>in cui si respira quella misteriosa e meravigliosa transizione che fa uscire l&#8217;Italia dal gotico e la consegna al primo Rinascimento<\/strong>. Unico neo della Galleria sono le didascalie, in corpo davvero troppo piccolo. In compenso le schedone che accompagnano le sale, spiegando volta per volta il senso, sono molto ben fatte e meriterebbero di essere messe anche sul sito, che invece, come in tutti i grandi musei italiani, \u00e8 asfittico e sostanzialmente inutile.<br \/>\nMeraviglioso il salone iniziale, con il 200 perugino, con i resti della Fontana di Arnolfo da una parte e alcuni pezzi di quella di Giovanni Pisano dall&#8217;altro lato. <strong>Ma \u00e8 proprio quel tema della transizione il mood della Galleria<\/strong>. Che raggiunge il suo apice nelle due sale con i polittici di Beato Angelico e di Piero Della Francesca. Dell&#8217;Angelico commuove quel trasformarsi del fondo oro, in sedile, ovviamente d&#8217;oro, per i santi. L&#8217;astrazione codificata che non tiene pi\u00f9 alla spinta di ci\u00f2 che il pittore davvero vede. Nello schedone si racconta anche quel che contiene il libro ostentato da San Domenico con dedica alla committente bibliofila.<br \/>\nOvviamente ben pi\u00f9 genialmente choccante \u00e8 il polittico di Piero, che nella parte centrale mantiene, pur se con continue fratture linguistiche lo schema del polittico, mentre in alto irrompe con qualcosa di inaudito, come l&#8217;Annunciazione improvvisamente a cielo aperto, con una prospettiva profonda e di un&#8217;esattezza che toglie il respiro (l'&#8221;arma assoluta&#8221; di Piero l&#8217;aveva definita Kenneth Clark), e che si chiude con quell&#8217;arco sigillato da una chiusura marmorizzata a simbolizzare l&#8217;avvenuta incarnazione.<br \/>\n<strong>Ma sono le forzature del polittico i particolari che pi\u00f9 stregano: le<\/strong> aureole come dischi volanti, oggetti gi\u00e0 da fantascienza, schegge arrivate da un&#8217;ipermodernit\u00e0, in cui si specchiano le capigliature dei santi, compresa la tonsura di Sant&#8217;Antonio e San Francesco. Lo specchiamento invece risparmia il Bambino, la cui aureola \u00e8 segnata dai raggi rossi di una croce. Ardito, e quasi provocatorio, l&#8217;inserimento dell&#8217;absidiola della Vergine nello spazio trapuntato del fondo oro; vagamente irrisorio lo sfondamento del basamento del trono, per pochi centimetri, nei su pannelli laterali. E si potrebbe continuare. Piero ti soggioga con la sua capacit\u00e0 di controllo e di transizioni continue che dovrebbero produrre contraddizioni e invece in lui approdano sempre ad unitariet\u00e0.  Dolcezza e arditezza; passato e futuro, tutti sotto lo stesso cielo.<\/p>\n<p><em>Visti a Perugia: Basilica di San Pietro; San Bernardino; Duomo; Collegio del Cambio con piccola mostra su Sassoferrato; affresco giovanile di Raffaello<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 7 siamo a Perugia. Temperatura oscillante tra i 38 e i 40 gradi. 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