{"id":2968,"date":"2013-03-12T09:29:04","date_gmt":"2013-03-12T09:29:04","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=2968"},"modified":"2013-03-12T10:53:13","modified_gmt":"2013-03-12T10:53:13","slug":"le-bombe-di-tiziano-alle-scuderie-del-quirinale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=2968","title":{"rendered":"Le bombe di Tiziano alle Scuderie del Quirinale"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2972\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Ranuccio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2972\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Ranuccio-300x161.jpg\" alt=\"\" title=\"Ranuccio\" width=\"300\" height=\"161\" class=\"size-medium wp-image-2972\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Ranuccio-300x161.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Ranuccio-1024x550.jpg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Ranuccio.jpg 1106w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2972\" class=\"wp-caption-text\">Tiziano, Ritratto di Ranuccio Farnese (particolare)<\/p><\/div>\n<p><em>(Questa quasi recensione \u00e8 stata scritta per il Sussidiario e pubblicata l&#8217;11 marzo)<\/em><br \/>\nNon ho ben chiaro il senso della mostra di Tiziano appena aperta alle Scuderie del Quirinale, perch\u00e9 non so cosa aggiunga alla conoscenza del genio della pittura veneziano (non ho ancora avuto modo di leggere il catalogo Silvana). Quel che so, avendola visitata gioved\u00ec 7, \u00e8 questo: \u00e8 davvero difficile trovarsi davanti ad un artista altrettanto capace di farti perdere a ripetizione la testa. Quella di Tiziano \u00e8 una sorta di stato assoluto della pittura, uno stato assoluto che si ripropone con una frequenza impressionante, anche nelle sale delle Scuderie, dove, per i vincoli di altezza che condizionano ogni volta le mostre, i capolavori sono disseminati in una sorta di disordine sparso. Anche perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una prevalenza fortunata di opere della maturit\u00e0 e vecchiaia di Tiziano. Vecchiaia che non ce n&#8217;\u00e8 stata una pari&#8230;<br \/>\nEcco dunque che cosa vi aspetta una volta varcate le soglie delle Scuderie.<\/p>\n<p><strong>Prima sala.<\/strong><br \/>\nDi fronte all\u2019ingresso l\u2019immenso <em>Martirio di San Lorenzo<\/em> (intorno al 1554, dalla chiesa dei Gesuiti, Venezia) reduce dal restauro. Cronologicamente si inizia dalla piena maturit\u00e0 di Tiziano ( nato nel 1490). Ma che importa\u2026 Un ingorgo drammatico, con il rosso della brace che sembra pittura che brucia, e i lampi d\u2019argento sugli elmi della soldataglia. L\u2019immenso fondo \u00e8 una Roma spettrale, popolata dall\u2019ignavia e dai fantasmi. Sulla destra, l\u2019<em>Autoritratto<\/em> ad anni 77 del Prado, 1567.<\/p>\n<p><strong>Seconda sala. <\/strong><br \/>\nSi precipita mezzo secolo indietro. Mi resta negli occhi la piccola <em>Madonna<\/em> dell\u2019Accademia Carrara, con quel paesaggio per met\u00e0 fradicio di verde e per l\u2019altra met\u00e0 fradicio di blu cielo. Fradicio di una dolomitica nostalgia.<br \/>\n(qui c\u2019\u00e8 anche la Pala per Aloisio Gozzi da Ancona). <\/p>\n<p><strong>Terza sala.<\/strong><br \/>\nLa Pala Vaticana proveniente da San Nicol\u00f2 a Venezia. Sei santi che sembrano intrappolati dal muro grigio di un\u2019abside diroccata. Fanno comunque quel che gli pare: Antonio ci d\u00e0 addirittura le spalle per guardare all\u2019ins\u00f9 la Madonna che sembra rovesciare su di loro il Bambino. Il senso della suprema stato di libert\u00e0 della pittura.<\/p>\n<p><strong>Quarta sala.<\/strong><br \/>\nBotta e risposta tra il <em>Cristo Crocefisso<\/em> (1555) dell\u2019Escorial (raro vederlo) e la <em>Crocifissione<\/em> (1558) di Ancona. Nel primo un senso di impressionante solitudine, con le figurine in basso che un po\u2019 vigliaccamente lasciano la scena. Nel secondo il San Domenico abbarbicato alla Croce, e la Madonna con il volto  letteralmente affondato nel dolore. Pazzesco il cielo, che lascia intravedere squarci di blu giorno, ma sul quale \u00e8 calata una tenebra d\u2019inchiostro.<\/p>\n<p><strong>Quinta sala.<\/strong><br \/>\nDa tenersi forti. La <em>Deposizione del Prado<\/em> (1559)  a destra, l\u2019<em>Annunciazione<\/em> di San Salvador (1564) al centro. Nella Deposizione il blu del manto della Madonna sembra bucare non solo la tela ma il mondo. La Maddalena invece \u00e8 quintessenza di affezione: vola, sospinta da un amore, sulle ali di un abito bianco. Leggera lei, tanto \u00e8 greve il compito di Nicodemo\/Tiziano che regge il corpo a peso morto di Cristo. L&#8217;Annunciazione \u00e8 un vertice. La vediamo dal basso dei gradini che salgono alla camera di Maria, vin la fuga delle mattonelle che sono all&#8217;altezza del nostro occhio. Sulla destra, nell&#8217;angolo, un vaso di vetro dipinto trasparente senza una sbavatura: vi si vede riflessa un finestra, quella dello studio di Tiziano? L&#8217;effetto \u00e8 che sia un vaso con fiori di un giallo fiammeggiante. Ma \u00e8 un magistrale inganno ottico. Il giallo \u00e8 dei riccioli del leggio di Maria, bombardati dai bagliori dell&#8217;apparizione.<\/p>\n<p><strong>Primo piano, sesta sala.<\/strong><br \/>\nUn assolo del ritratto di Paolo III senza camauro (1543). Meglio non fissarlo troppo. Cinque secoli dopo ha ancora uno sguardo che ti inchioda.<\/p>\n<p><strong>Settima sala.<\/strong><br \/>\nInizia la teoria dei ritratti, con un altro riavvolgimento cronologico. <em>L\u2019uomo con il guanto<\/em> (1523) va da s\u00e9: eleganza allo stato pi\u00f9 puro, bellezza, senso di superiorit\u00e0 non supponente, sguardo di un&#8217;intelligenza quieta. Poi il guanto, vero epicentro di una tela che resta magra e supremamente sobria. Il guanto, l\u00ec per dimostrare quanto possa essere suprema la pittura.<\/p>\n<p><strong>Ottava sala.<\/strong><br \/>\nAvanti con i ritratti con il grande Carlo V con il cane. Ma pi\u00f9 impietoso \u00e8 quello del doge Francesco Venier (1554), con i capillari sottopelle sul punto di scoppiare, e la laguna fosca di sciagure in quella stretta fetta di sfondo. Ma il pi\u00f9 energico della sala \u00e8 il dodicenne Ranuccio Farnese (1542, arrivato da Washington), nipote di Papa Paolo III. Altro capolavoro di forza dispiegata con assoluta suplesse. Il ragazzino sta gi\u00e0 perfettamente nei suoi panni, in tutta sicurezza e completo controllo. Sta al potere come Tiziano alla pittura.<\/p>\n<p><strong>Nona sala.<\/strong><br \/>\nA sinistra la <em>Danae<\/em> (1545), a destra <em>Venere che Benda amore<\/em> (1565). Gambe aperte Danae e spuma d\u2019oro a sublimare un orgasmo chiss\u00e0 se solo pittorico. Del cielo sopra Venere non c\u2019\u00e8 bisogno di dire, non si capisce se \u00e8 pittura che si fa luce o viceversa (ma la luce di Tiziano non \u00e8 solo luce, \u00e8 intrisa di tutto, dall&#8217;oro al sangue).<br \/>\n<strong><br \/>\nDecima sala.<\/strong><br \/>\nUna parete impedisce la vista di un quadro che chiude la mostra e che avrebbe disseminato sgomento, Lo scorticamento di Marsia, che viene da Kromeric, repubblica Ceca. Un quadro degli anni estremi (tra 1570 e 76), un capolavoro tragico, di un bruno  mono-tono, di corpi che si fanno bosco, cortecce sfibrate. \u00c8 un quadro feroce, di una brutalit\u00e0 che conosce pochi paragoni (Tiziano non ci risparmia niente, neanche il cagnolino che si abbevera nel rivolo di sangue di Marsia: apice del politicamente scorretto&#8230;). Ma nonostante tutto, si sente sotto la pelle della pittura il tambureggiare insistente della gloria. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tiziano alle Scuderie del Quirinale<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[1011,507],"class_list":["post-2968","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-mostre","tag-scuderie-del-quirinale","tag-tiziano"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2968","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2968"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2968\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2973,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2968\/revisions\/2973"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}