{"id":2805,"date":"2012-11-25T23:00:12","date_gmt":"2012-11-25T23:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=2805"},"modified":"2012-11-27T12:43:02","modified_gmt":"2012-11-27T12:43:02","slug":"corbu-vermeer-guttuso-bellezze-romane","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=2805","title":{"rendered":"Corbu, Vermeer, Guttuso. Bellezze romane"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2814\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/LC_1-sito_20.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2814\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/LC_1-sito_20-300x206.jpg\" alt=\"\" title=\"LC_1-sito_20\" width=\"300\" height=\"206\" class=\"size-medium wp-image-2814\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/LC_1-sito_20-300x206.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/LC_1-sito_20-1024x703.jpg 1024w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/LC_1-sito_20.jpg 1311w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2814\" class=\"wp-caption-text\">Le Corbusier, uno dei fogli-lavagna con gli schemi fatti nel corso della lezione milanese del 1934. (cliccando si ingrandisce)<\/p><\/div>\n<p><strong>Al Maxxi mostra di Le Corbusier e l&#8217;Italia.<\/strong> Spiccano quei cinque meravigliosi fogli- lavagna <a href=\"http:\/\/bottoni.dpa.polimi.it\/eng\/archive\/english_lecorbusier.htm\" target=\"_blank\">conservati all&#8217;archivio Bottoni<\/a> del Politecnico di Milano, relativi a una lezione di LC a Milano del 1934. Il tema \u00e8 l&#8217;abitare e la citt\u00e0. Lo sguardo di LC \u00e8 di un&#8217;ampiezza attentissima per\u00f2 al particolare minuto della vita, \u00e8 uno sguardo palesemente dettato da un amore verso l&#8217;oggetto che sta affrontando. L&#8217;abitare in citt\u00e0 non \u00e8 vissuto come un problema da risolvere, ma come un patrimonio di vita da conoscere, innanzitutto, e poi da custodire e far crescere sano. LC non ha uno sguardo superiore dell&#8217;esperto, ma \u00e8 uno della partita: lo si vede dall&#8217;amore che muove i pastelli colorati sui grandi fogli di carta, in cui mostra come l&#8217;architettura debba sempre pensarsi a partire dal dato della vita. Sono fogli da cui si capisce che cosa significhi avere davanti un maestro nel senso completo della parola.  e naturale. Riferendosi alle sue conferenze LC disse: &#8220;Esse con tutta la modestia, hanno aperto porte e finestre. Sono illustrate da schizzi, fatti sotto gli occhi del pubblico. Hanno permesso al loro autore di veder chiaro dentro se stesso, d\u2019essere ingenuo una volta di pi\u00f9, nel contentarsi di porre i problemi e di dar loro la risposta pi\u00f9 naturale\u201d. <\/p>\n<p><strong>La Mostra di Vermeer alle Scuderie del Quirinale<\/strong> conferma un&#8217;impressione gi\u00e0 avuta scorrendo il catalogo: che il dato di contesto \u00e8 una bella palla al piede per un gigante come lui. Non che le decine di opere che accompagnano le otto opere di Vermeer non c&#8217;entrino. Ed \u00e8 difficile pensare modalit\u00e0 alternative per esporre un pittore con 36 opere certe in catalogo. Ma l&#8217;impressione di modestia di tutto ci\u00f2 che avveniva attorno a lui resta. Vermeer \u00e8 un genio pulviscolare, visto da vicino ci si accorge che ogni millimetro di superficie dipinta \u00e8 superficie non definita ma sempre in divenire. Pi\u00f9 ti porta dentro il quadro pi\u00f9 lui sfugge, perch\u00e9 concepisce l&#8217;esattezza come una vibrazione, non come un dato perimetrabile. Nella stradina di Delft impressiona il modo con cui ha dipinto il glicine sulla sinistra, non inseguendone le forme ma intercettandone il respiro, le intermittenze luminose. \u00c8 certamente il modo con cui, senza muoversi e senza infrangere canoni, scappa via dalle prospettive anguste della sua Delft&#8230;<\/p>\n<p><strong>C&#8217;era molta voglia di riveder Guttuso,<\/strong> come dimostra la quantit\u00e0 di gente che affolla le sale del Vittoriano (se sale si possono chiamare questa sequenza di corridoi e di balconate: sede disgraziatissima). La mostra, che \u00e8 quella del centenario con un anno di ritardo, \u00e8 fatta senza molta testa, e certo non aiuta un grande artista generoso che ultimamente nin ha conosciuto grande fortuna. Sarebbe stato meglio fare una mostra con un taglio pi\u00f9 ragionato e  ambizioso, ad esempio su Guttuso e Roma, visto che Roma continua ad amarlo. Cos\u00ec si vedono alcuni quadri meravigliosi (il ritratto in rosso di Mimise, l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/gallerie\/online\/spettacoli_e_cultura\/ricerca\/5.html\" target=\"_blank\">Antonio Santangelo<\/a>, uno dei pi\u00f9 bei ritratti del secondo 900), ci si chiede perch\u00e9 ne manchino alcuni fondamentali, come In spes contra spem. I disegni vengono &#8220;massacrati&#8221; in due salette anguste, ci sono un paio di pareti messe insieme come se fossimo ad un&#8217;asta di provincia. Eppure Guttuso dimostra di tenere e che la marginalit\u00e0 a cui \u00e8 stato relegato (uno solo dei quadri esposti viene da fuori Italia&#8230;) \u00e8 un destino del tutto immeritato. \u00c8 un artista pieno di uno slancio che oggi sembra cos\u00ec raro tra suoi colleghi troppo calcolatori e cerebrali. \u00c8 uno che vive la pittura senza riserve e senza complessi, pagando il dazio di tante cadute per mancanza di calcolo e di lucidit\u00e0. Bellissimo a rivederlo, il grande funerale di Togliatti, con la soluzione pop dei fiori ritagliati su carta attorno al volto del defunto. Un quadro baldanzoso, un quadro di lotta ma soprattutto di amicizia, con quelle bandiere rosse, ancora piene di sogni e di ideali. Su un muro si rilegge una sua frase famosa: &#8220;Se io potessi, per un&#8217;attenzione del Padreterno, scegliere un momento della storia e un mestiere, sceglierei questo momento e questo mestiere&#8221;. C&#8217;\u00e8 da amarlo anche solo per questa frase&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Maxxi mostra di Le Corbusier e l&#8217;Italia. Spiccano quei cinque meravigliosi fogli- lavagna conservati all&#8217;archivio Bottoni del Politecnico di Milano, relativi a una lezione di LC a Milano del 1934. Il tema \u00e8 l&#8217;abitare e la citt\u00e0. 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