{"id":2726,"date":"2012-10-05T15:06:05","date_gmt":"2012-10-05T15:06:05","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=2726"},"modified":"2012-10-05T15:37:01","modified_gmt":"2012-10-05T15:37:01","slug":"correte-a-vedere-bramantino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=2726","title":{"rendered":"Correte a vedere Bramantino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/ranocchione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/ranocchione-300x242.jpg\" alt=\"Il rospo-Lucifero nella pala (gi\u00e0 trittico) dell&#039;Ambrosiana\" title=\"ranocchione\" width=\"300\" height=\"242\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-2727\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/ranocchione-300x242.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/ranocchione.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Domani <a href=\"http:\/\/www.associazionetestori.it\/news.php?idn=988\" target=\"_blank\">ultima visita guidata con Giovanni Agosti<\/a> alla mostra di Bramantino. Da non perdere.<br \/>\n\u00c8 una mostra che \u00e8 destinata a lasciare un segno per almeno tre motivi che mi sono molto chiari.<br \/>\n<strong>La prima: ha fatto riemergere un grande artista lombardo<\/strong> (il pi\u00f9 grande scrive Agosti in catalogo) con un\u2019operazione che non \u00e8 solo di recupero storico culturale, ma posizionandolo in modo interessante rispetto all\u2019oggi. Lo sperimentalismo di Bramantino, quella sua vena eclettica son fattori che lo rendono molto leggibile da uno sguardo cinetmporaneo. Il grande manifesto con il rospo a gambe all\u2019aria (che sta per Lucifero) dell\u2019(ex) trittico dell\u2019Ambrosiana (immagine qui sopra) \u00e8 un un po\u2019 l\u2019emblema di quel che volevo dire. Un po\u2019 bizzarro, un po\u2019 inquietante, figlio di una struttura mentale che oggi avrebbe amato frequentare i terreni della fantasy. (E Bramantino \u00e8 contemporaneo anche per quelle sue ossessioni architettoniche che ne fanno creatore di topos ideali per Aldo Rossi).<br \/>\n<strong>Secondo: \u00e8 una mostra che ha portato a riscoprire due lughi straordinari del Castello,<\/strong> la Sala del Tesoro dove l\u2019Argo Bramantiniano vegliava sulle montagne di oro di Ludovico il Moro e la sala della Balla, liberata dall\u2019assedio delle vetrine e con gli arazzi sistemati in una prospettiva spettacolare (lasciando piena visibilit\u00e0 alle stramberie della fantasia bramantiniana).<br \/>\n<strong>Terzo: la mostra ci lascia in mano uno dei migliori e pi\u00f9 chiari cataloghi che abbia mai visto.<\/strong> Agile (anche nel prezzo), chiarissimo, completo senza mai essere pedante; con una qualit\u00e0 di immagini rara, anche per la scelta orami purtroppo desuete di fare una campagna fotografica nuova per le opere esposte: lo stesso occhio (quello di xcxcxc) le guarda tutte, garantendo un\u2019omogeneit\u00e0 a cui non siamo pi\u00f9 abituati. Un catalogo che davvero \u00e8 un caso scuola, per la qualit\u00e0, ma in particolare per l\u2019attenzione al \u201cpubblico\u201d con cui \u00e8 stato pensato: basti guardare le schede che sono in due corpi differenti, corpo grande per la parte che affronta l\u2019opera nel suo insieme e corpo pi\u00f9 piccolo per tutta la vicenda critica, ad usum degli specialisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domani ultima visita guidata con Giovanni Agosti alla mostra di Bramantino. Da non perdere. \u00c8 una mostra che \u00e8 destinata a lasciare un segno per almeno tre motivi che mi sono molto chiari. 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