{"id":2619,"date":"2012-08-15T06:46:59","date_gmt":"2012-08-15T06:46:59","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=2619"},"modified":"2012-08-15T13:15:58","modified_gmt":"2012-08-15T13:15:58","slug":"germania-ragionamento-sulle-citta-azzerate","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=2619","title":{"rendered":"Germania, ragionamento sulle citt\u00e0 azzerate"},"content":{"rendered":"<p>Tra le tappe della galoppata agostana <strong>c&#8217;\u00e8 stata anche Hildesheim.<\/strong> Una citt\u00e0 a met\u00e0 strada tra Kassel e Amburgo, che nei ricordi di studente \u00e8 legata alle immagini <strong>del magnifico portale di bronzo dell&#8217;anno mille<\/strong>, della chiesa di San Michele, gi\u00e0 abbazia benedettina, un edificio importante per la storia tedesca. L&#8217;arrivo ad Hildesheim ha qualcosa di traumatico. <strong>Si entra in una citt\u00e0 azzerata,<\/strong> fatta di piccoli edifici, dall&#8217;aspetto modesto e un po&#8217; depresso. Una citt\u00e0 con 1300 anni di storia ridotta all&#8217;aspetto di una new town. \u00c8 la costante delle citt\u00e0 tedesche<\/p>\n<ul> <\/ul>\n<p>, passate al terribile setaccio dei bombardamenti alleati tra 1943 e 1945. Ad Hildesheim tocc\u00f2 il 22 febbraio del 1945. <strong>L&#8217;87% del centro storico and\u00f2 distrutto, <\/strong>si perse il patrimonio delle 1500 case a graticcio che costituivano un patrimonio storico oltre a dare l&#8217;aspetto fisico alla citt\u00e0. Ne resta una oggi, <strong>la Knochenhaueramtshaus, alta 26 metri, con la facciata a sbalzo, che in alto sporge di oltre due metri rispetto alla base.<\/strong> Non \u00e8 ovviamente l&#8217;originale costruito all\u2019inizio 1500 dalla Gilda dei macellai, ma \u00e8 la copia che la cittadinanza volle rimettere insieme, con una raccolta pubblica di finanziamenti, a met\u00e0 degli anni 80. Anche San Michele and\u00f2 gi\u00f9 al 90% ed \u00e8 stata ricostruita fedele nei particolari, ma ovviamente con il sapore di falso nell\u2019insieme. Per fortuna il portale, nella mia memoria leggendario, si \u00e8 salvato ed \u00e8 oggi ricoverato nel museo locale, in attesa di tornare al suo posto a sistemazione completata. Su un\u2019anta scorre la storia della creazione e del peccato originale, con le figure che sbalzano spesso a pieno rilievo sul piano lasciato libero: lo stile \u00e8 di un\u2019energia sintetica che, con elementi radi, riesce a raccontare tutto. Sull\u2019altra anta c\u2019\u00e8 la sequenza della nativit\u00e0, cio\u00e9 la storia del riscatto. E l\u2019artista propone un legante commovente tra i due momenti: <strong>Eva nella prima anta, viene rappresentata mentre allatta il primo figlio Abele, con una prefigurazione chiara alla Madonna con il Bambino.<\/strong>. Oggi il portale \u00e8 custodito nel locale museo, in attesa di tornare al suo posto a dicembre 2013.<\/p>\n<p>Tornando al tema delle citt\u00e0, ogni volta che si entra in una citt\u00e0 tedesca si sente il peso di questo annientamento subito e di questa riduzione drastica del passato: mi piacerebbe studiare quale dibattito si fosse innescato sul tema immane delle ricostruzione, negli anni del dopoguerra. Ma penso, a vederne gli esiti, che si sia andati avanti in ordine sparso, nella Germania per altro divisa in due. Certo mi vengono alcune riflessioni \u201ca pelle\u201d, confontando Amburgo e Francoforte.<br \/>\n<strong>Amburgo, la citt\u00e0 divorata dalle tempeste di fuoco<\/strong> raccontate nel libro impressionante di Sebald, <em>Storia naturale della distruzione<\/em> (luglio 1943, 74% della citt\u00e0 distrutta, 40mila morti tra i civili), \u00e8 oggi una citt\u00e0 magnifica, rimessa in piedi dando fiato anche a quell\u2019enfasi che ne aveva fatto nella storia citt\u00e0 ricca e potente. Quando si arriva in auto, si passano i grandi ponti sull\u2019Elba e ci si immette in strade tagliate tra sequenze di palazzi forti, alti, mai casuali. Sono costruzioni che tramettono energia e anche solennit\u00e0. Spesso ho notato come siano palazzi che allungano le loro facciate anche per oltre cento metri. Poi, la citt\u00e0 prende fiato nella zona del lago per  trasformarsi in dedali quasi napoletani appena ci si inoltra all\u2019interno.<br \/>\n<strong>Francoforte \u00e8 tutta l\u2019opposto.<\/strong> Le carte se le gioca  con lo skyline dei suoi grattacieli visibili a 20 km di distanza arrivando con l\u2019autostrada da nord. Quando si entra in citt\u00e0 l\u2019effetto \u00e8 brutalmente sciatto. I grattacieli sono delle fortezze (bancarie) costruite quasi tutte  male, solo per dare uno sfoggio egemonico. Sono sovraccarichi di elementi, di una ridondanza un po\u2019 lasvegasiana. Ma qui \u00e8 tutto cemento e pietra, niente cartapesta. Anche Foster che ha progettato il grattacielo della Commerzbank, finisce macinato. Il resto della citt\u00e0 (distrutta al 70% nel 1943; centro storico azzerato) \u00e8 di un\u2019architettura minimale e depressa, tutta obbediente alle funzoni e svuotata da ogni tentativo di conferire una chiave simbolica a ci\u00f2 che si stava per costruire. Si vede un po\u2019 di cultura rimediata dal Bauhaus. Ma a ciascuno il suo: e io al Bauhaus non affiderei mai la ricostruzione del centro (cio\u00e9 del cuore) di una citt\u00e0.<br \/>\n<div id=\"attachment_2621\" style=\"width: 425px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/amburgo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2621\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/amburgo.jpg\" alt=\"\" title=\"amburgo\" width=\"415\" height=\"280\" class=\"size-full wp-image-2621\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/amburgo.jpg 415w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/amburgo-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 415px) 100vw, 415px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2621\" class=\"wp-caption-text\">Amburgo<\/p><\/div><\/p>\n<div id=\"attachment_2625\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/frankfurt1-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2625\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/frankfurt1-1-300x225.jpg\" alt=\"\" title=\"frankfurt1-1\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-2625\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/frankfurt1-1-300x225.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/frankfurt1-1.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2625\" class=\"wp-caption-text\">Francoforte<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le tappe della galoppata agostana c&#8217;\u00e8 stata anche Hildesheim. 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