{"id":239,"date":"2008-11-04T00:04:23","date_gmt":"2008-11-03T22:04:23","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.wordpress.com\/?p=239"},"modified":"2008-11-04T00:04:23","modified_gmt":"2008-11-03T22:04:23","slug":"caravaggio-questione-di-sguardi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=239","title":{"rendered":"Caravaggio, questione di sguardi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/ecce_homo-400.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-240\" title=\"ecce_homo-400\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/ecce_homo-400.jpg\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"400\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/ecce_homo-400.jpg 315w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/ecce_homo-400-236x300.jpg 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dopo tanti anni di nuovo a Genova, a Palazzo Bianco, davanti all&#8217;<em>Ecce Homo<\/em> di Caravaggio. Dell&#8217;allestimento delicato e perfetto di Franco Albini restano solo poche reliquie, ma una di queste tocca proprio al capolavoro: la parete con lastre di granito che gli fa da sfondo. Dobbiamo a Roberto Longhi e a Caterina Marcenaro, la mitica direttrice delle Bella Arti a Genova, la riemersione di quest&#8217;opera abbandonata tra uffici, magazzini e sottotetti e tenuta in condizioni penose sino al 1954. La Marcenaro si accorse che non era un quadro qualunque. Longhi la pubblic\u00f2, senza incertezze sull&#8217;autografia caravaggesca, su <em>Paragone<\/em> nel febbraio 1954. Il quadro ha un&#8217;evidenza clamorosa nella sua semplicit\u00e0: tre personaggi, su tre piani, dietro a una balaustra. C&#8217;\u00e8 un Pilato senza tentennamenti che mostra al popolo (che siamo noi, aldiqua della balaustra), un Cristo di struggente dolcezza e remissivit\u00e0. Dietro lo sbirro regge il mantello e guarda la vittima con l&#8217;abitudinario disprezzo. Ma basta una lettura epidermica del quadro per accorgersi come Caravaggio condensi genialmente la scena nel gioco degli sguardi. C&#8217;\u00e8 lo sguardo di Pilato, sgranato, potente, aggressivo. Lo sguardo di uno che sa quel che vuole e che ruba la scena (nel senso letterale, perch\u00e9 a differenza dell&#8217;iconografia tradizionale conquista il primo piano). E c&#8217;\u00e8 il non-sguardo di Cristo. Che sta con la testa china e le palpebre abbassate, un passo indietro. Non li vediamo gli occhi di Cristo, emblema di innocenza. E a memoria non ricordo un&#8217;immagine simile. La voracit\u00e0 di Pilato contro il silenzio denso d&#8217;obbedienza di Cristo. Non si poteva pensare nulla che potesse restituire con pi\u00f9 definitivit\u00e0 l&#8217;<em>Ecce Homo.<\/em><\/p>\n<p>Longhi poi aggiunse un&#8217;altra ipotesi tremendamente suggestiva. Pens\u00f2 che nel Pilato Caravaggio si fosse rappresentato, e port\u00f2 una serie di credibili analogie somatiche con effigi note del pittore (\u00abla somiglianza profonda delle orbite incassate, delle palpebre spesse come di cuoio, delle sopracciglia rialzate quasi per orrore fisso&#8230;\u00bb). Port\u00f2 allo scoperto un altro particolare che poteva confermare la sua ipotesi: le mani di Pilato sono nella posizione di un pittore che si fa un autoritratto, la sinistra che tiene la tavolozza, la destra che con il pennello s&#8217;appresta a dipingere il \u00abtorso di Cristo che sboccia intatto e virginale, come dal mallo, una scultura arcaica\u00bb. Il tutto senza una briciola di compiacimento. Chiude Longhi: \u00abAnche per noi oggi, \u00e8 pur questa l&#8217;iilusione di realt\u00e0 intrepida e straziante che promana dall&#8217;<em>Ecce Homo<\/em> ritrovato a Genova\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo tanti anni di nuovo a Genova, a Palazzo Bianco, davanti all&#8217;Ecce Homo di Caravaggio. Dell&#8217;allestimento delicato e perfetto di Franco Albini restano solo poche reliquie, ma una di queste tocca proprio al capolavoro: la parete con lastre di granito che gli fa da sfondo. 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