{"id":2274,"date":"2012-02-06T22:51:52","date_gmt":"2012-02-06T22:51:52","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=2274"},"modified":"2012-02-07T12:15:54","modified_gmt":"2012-02-07T12:15:54","slug":"la-partita-sempre-aperta-dei-giocatori-di-cezanne","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=2274","title":{"rendered":"I Giocatori di carte di C\u00e9zanne: una partita interessante. Anzi decisiva"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2277\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/35-Cezanne-Giocatori-di-carte1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2277\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/35-Cezanne-Giocatori-di-carte1-300x239.jpg\" alt=\"\" title=\"35 Cezanne-Giocatori di carte\" width=\"300\" height=\"239\" class=\"size-medium wp-image-2277\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/35-Cezanne-Giocatori-di-carte1-300x239.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/35-Cezanne-Giocatori-di-carte1.jpg 749w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2277\" class=\"wp-caption-text\">La versione dei Giocatori di carte di C\u00e9zanne ora di propriet\u00e0 dei reali del Qatar<\/p><\/div>\n<p>Ha fatto bene l\u2019amico <a href=\"http:\/\/noname.associazionetestori.it\/2012\/02\/non-e-un-caso-se-il-qatar-cala-lasso-per-cezanne.html\" target=\"_blank\">No Name<\/a> a mettere in fila le cinque versioni dei <em>Giocatori di Carte<\/em> di C\u00e9zanne, per meglio far capire l\u2019importanza del quadro che \u00e8 stato comperato dalla famiglia reale del Qatar, per 250milioni di dollari, record assoluto mai pagato per un quadro.<br \/>\nSiamo agli inizi degli anni 90: C\u00e9zanne, alle soglie della sua ultima grandiosa stagione, inizia a pensare rigorosamente per motivi, che di studio in studio vuole portare sempre pi\u00f9 vicini all\u2019immagine che ha in testa. <em>I Giocatori di Carte<\/em> sono uno di questi motivi a cui lavora nella prima met\u00e0 del decennio. Il percorso \u00e8 lineare: <strong>si parte dalla versione pi\u00f9 grande, quella conservata alla Barnes di Filadelfia<\/strong> in cui l\u2019ambiente \u00e8 quello  riconoscibile dell\u2019atelier con il grande tendone e le pipe appese al muro; i giocatori sono tre, cui si aggiungono un uomo e una ragazza che assistono al gioco. La seconda versione \u00e8 quella del Metropolitan: le dimensioni si riducono, sparisce la ragazza, l\u2019interno si spoglia di alcuni elementi occasionali. <strong>Lo stacco delle tre successive versioni \u00e8 invece netto:<\/strong> a partire da quella Courtauld non restano che due giocatori e la funzione compositiva che veniva svolta dal giocatore frontale, viene assegnata da Cezanne a una bottiglia di vino, messa al centro. Il fatto che sul tavolo non ci siano bicchieri toglie ogni dubbio sul senso di quella bottiglia. Stessa costruzione per l\u2019esemplare finito in Qatar e per l\u2019ultima versione oggi al Mus\u00e9e d\u2019Orsay.<br \/>\nMa la vera differenza tra queste due serie \u00e8 pi\u00f9 profonda e radicale. Nei primi esemplari il punto da cui C\u00e9zanne sta guardando la scena \u00e8 chiaro e tranquillo: come qualcuno ha detto giustamente \u00e8 un C\u00e9zanne che ha un punto di vista ancora \u201ccourbettiano\u201d.<br \/>\nCon le ultime tre versioni invece avviene un vero terremoto dello sguardo; il punto di vista ormai \u00e8 destabilizzato: \u00e8 frontale ma nello stesso tempo anche dall\u2019alto. La linea del tavolo non \u00e8 pi\u00f9 orizzontale ma viene intaccata da quel senso \u201cobliquo\u201d che \u00e8 la cifra dell\u2019ultimo C\u00e9zanne. La costruzione tanto pi\u00f9 si mostra capace di concepirsi solida (le curve \u201cgiottesche\u201d delle schiene dei due giocatori, collaudate in alcuni straordinari disegni, ne sono la testimonianza) tanto pi\u00f9 si trova a rischiare una precariet\u00e0 degli equilibri, a sperimentare l\u2019ansia del quadro che non si chiude mai in una forma raggiunta. <strong>\u00c8 come se una grandiosa e drammatica incrinatura avesse spalancato le immagini.<\/strong> Ma \u00e8 proprio qui la grandezza dell\u2019ultimo C\u00e9zanne, pittore \u201caperto\u201d, magistrale nel concepire  geometrie ma destinato a non poterle mai poggiare su terreni che tengano. Il percorso dei Giocatori di Carte da questo punto di vista \u00e8 di un\u2019esemplarit\u00e0 quasi didascalica.<\/p>\n<p><strong>PS: una curiosit\u00e0.<\/strong> Ci si \u00e8 chiesti in quale gioco siano impegnati i paesani di C\u00e9zanne (il contadino P\u00e9re Alexander, a sinistra, e il giardiniere Paulin Paulet a destra). Visto che i giochi da fare in due non sono molti c\u2019\u00e8 chi ha pensato ad una specie di gin rummy (per altro inventato qualche anno dopo). La cosa pi\u00f9 verosimile \u00e8 quella suggerita da Meyer Shapiro: \u00abSono impegnati in un solitario collettivo\u00bb. Del resto \u00e8 provato che C\u00e9zanne facesse posare i suoi modelli uno alla volta. Quindi uno giocava la partita solo con se stesso. Proprio come il genio che stava al cavalletto\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha fatto bene l\u2019amico No Name a mettere in fila le cinque versioni dei Giocatori di Carte di C\u00e9zanne, per meglio far capire l\u2019importanza del quadro che \u00e8 stato comperato dalla famiglia reale del Qatar, per 250milioni di dollari, record assoluto mai pagato per un quadro. 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