{"id":1341,"date":"2010-07-21T06:09:34","date_gmt":"2010-07-21T06:09:34","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/?p=1341"},"modified":"2010-07-21T06:13:21","modified_gmt":"2010-07-21T06:13:21","slug":"la-frontalita-di-giacometti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=1341","title":{"rendered":"La frontalit\u00e0 di Giacometti"},"content":{"rendered":"<p>Sono stato a Vence alla mostra dedicata al rapporto tra Giacometti e Maeght. Non c&#8217;erano cose che non si fossero mai viste (tolte un paio, vi dir\u00f2 pi\u00f9 avanti), ma Giacometti ti fa sempre l&#8217;effetto di non averlo mai visto prima. Ragionandoci, mi sono dato una risposta: \u00e8 la frontalit\u00e0 come regola ferrea a cui lui sottosta. Le sue figure sono sempre prese in faccia. non guardano altro che lui mentre dipingeva e te che sei l\u00ec come visitatore. Ti guardano, e l&#8217;intensit\u00e0 della loro posa \u00e8 tale che lo sguardo sembra proprio per te. \u00c8 come essere arrivati finalmente ad un appuntamento da cui non si pu\u00f2 scantonare. Non sono sguardi che abbiano pretese; ma accadono nell&#8217;istante in cui tu li incroci. Per questo in Giacometti non c&#8217;\u00e8 mai l&#8217;effetto di cose gi\u00e0 viste.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/giacometti_jean_genet.5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1342\" title=\"giacometti_jean_genet.5\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/giacometti_jean_genet.5-249x300.jpg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/giacometti_jean_genet.5-249x300.jpg 249w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/giacometti_jean_genet.5.jpg 374w\" sizes=\"auto, (max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><\/a>Cosa rechino quegli sguardi, poi sarebbe la vera faccenda da esplorare. Per me sono tesi a un punto ben preciso, che non \u00e8 affatto vuoto come una lettura sciattamente esistenzialista vorrebbe far credere. Non sono tesi a un vuoto, a un non so che lontano. Dovessi dirla in breve, proverei cos\u00ec. Sono sguardi regolati non da un riferimento spaziale, ma temporale. Un tempo in cui gioca in realt\u00e0 qualcosa che ha a che fare con l&#8217;eterno. E l&#8217;eterno con il destino.<\/p>\n<p>Per questo la frontalit\u00e0 \u00e8 condizione sine qua non. Proprio come per i bizantini. Non vedi quello che guardano, ma intuisci verso cosa guardano. Cos\u00ec Giacometti. Che nei quadri (che meraviglia la sala dei ritratti a Vence! <em>Nella foto<\/em> quello a Jean Genet, 1955) tiene due punti fermi. Verso i margini riquadra lo spazio della tela, come fosse uno spazio protetto, ritagliato, in un certo senso sacralizzato. Secondo punto, intorno alla testa delle sue figure spalma sempre un alone anche disordinato di colore. in genere pi\u00f9 scuro. Come volesse proteggere il magnetismo intenso che lo sguardo genera. Oppure come fosse un effetto di ritorno, restituito da ci\u00f2 che si \u00e8 guardato. Un po&#8217; com&#8217;era accaduto a Mos\u00e8 che si era trovato il volto acceso dall&#8217;oggetto del suo sguardo.<\/p>\n<p>Ps: le cose che non ricordavo di aver mai visto. Un gruppo di stupefacenti disegni del 1918 (a 17 anni, e gi\u00e0 c&#8217;\u00e8 lo schema del riquadro\u00a0 lungo i margini del foglio); e la <em>Maison Blanche<\/em>, paesaggio parigino\u00a0 \u201cvuoto\u201d del 1958.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono stato a Vence alla mostra dedicata al rapporto tra Giacometti e Maeght. Non c&#8217;erano cose che non si fossero mai viste (tolte un paio, vi dir\u00f2 pi\u00f9 avanti), ma Giacometti ti fa sempre l&#8217;effetto di non averlo mai visto prima. Ragionandoci, mi sono dato una risposta: \u00e8 la frontalit\u00e0 come regola ferrea a cui [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[27,551,550],"class_list":["post-1341","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-moderni","tag-alberto-giacometti","tag-jean-genet","tag-maeght"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1341","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1341"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1341\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1344,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1341\/revisions\/1344"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1341"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1341"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1341"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}