{"id":132,"date":"2008-10-03T23:58:55","date_gmt":"2008-10-03T21:58:55","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.wordpress.com\/?p=132"},"modified":"2008-10-03T23:58:55","modified_gmt":"2008-10-03T21:58:55","slug":"giotto-francesco-e-dio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=132","title":{"rendered":"Giotto, Francesco e Dio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/ea34b0d7e8cba7af344ef82e1890c7c71.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-133\" title=\"ea34b0d7e8cba7af344ef82e1890c7c71\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/ea34b0d7e8cba7af344ef82e1890c7c71.jpg?w=266\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/ea34b0d7e8cba7af344ef82e1890c7c71.jpg 444w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/ea34b0d7e8cba7af344ef82e1890c7c71-266x300.jpg 266w\" sizes=\"auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><\/a>4 ottobre, San Francesco. Dire Francesco \u00e8 dire Giotto, anche se l&#8217;attribuzione degli affreschi di Assisi \u00e8 ancora al centro di una controversia frontale. Ma il libro recente (bellissimo: un lettura aristotelica di Giotto) di Serena Romano ha messo un bel punto fermo. Questa le genealogia di Assisi: prima le due scene con le storie di Isacco, poi la regia del cantiere con le storie di Francesco. Trait d&#8217;union tra le une e le altre sono alcuni elementi compositivi che vengono sul dal profondo di una personalit\u00e0 che \u00e8 evidentemente la stessa. Tra i punti di contatto uno \u00e8 importante perch\u00e9 svela, oltre che Giotto, anche Francesco. Scrive la Romano: \u00ab\u00c8 un elemento di strategia narrativa e anche strettamente compositiva: \u00e8 il modo di rappresentare il punto emozionalmente clou della storia, che ne riassume il significato e si esprime <em>in un unico gesto<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Il gesto dunque. Passate in rassegna gli affreschi di Assisi. Le scene in cui Giotto era senz&#8217;altro alla regia sono incardinate attorno a un gesto. Sempre reso manifesto dalla mano. Portato a galla con un certo clamore, perch\u00e9 spesso stagliato sul fondo nudo e azzurro. \u00c8 la tecnica di un narratore sicuro, che non conosce pentimenti, che tiene con saldezza in mano i fili della composizione. Nella scena della Rinuncia dei beni, una delle pi\u00f9 belle, sintesi del Giotto pi\u00f9 nitido, la centralit\u00e0 del gesto ha un&#8217;esplicitezza persin didascalica. Le mani giunte di Francesco rimasto nudo (e coperto solo dal mantello provvidenzialmente allungato dal vescovo di Assisi) sono tese verso l&#8217;altra mano, quella di Dio che sbuca dall&#8217;alto, stagliata sullo stesso fondo blu. Tutto il resto \u00e8 contorno. L&#8217;occhio fruga, ma tutti gli altri, protagonisti sino a un istante prima, sono diventati comparse. Impallidiscono. C&#8217;\u00e8 da credere che se potessero, si eclisserebbero. Invece devono stare. E vedere.<\/p>\n<p>La strategia narrativa si ripete in tante scene: la Predica agli uccelli, il Miracolo della sorgente, la Scacciata dei diavoli da Arezzo, la Visione dei troni celesti&#8230; Sempre le mani alzate dal corpo, allungate, tese. Mani che domandano.. E chi se non uno della grandezza di Giotto poteva generare una soluzione di questa forza e di questa semplicit\u00e0?<\/p>\n<p>(L&#8217;alleanza tra Giotto e Francesco dura poi nel tempo. Nella cappella Bardi a Firenze, il pittore ormai vecchio, lascia quel capolavoro tutto ocra che sono le Esequie del santo. Tra gli astanti, il frate estatico sulla sinistra, ha una forza icastica degna del frontone del Partenone.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>4 ottobre, San Francesco. Dire Francesco \u00e8 dire Giotto, anche se l&#8217;attribuzione degli affreschi di Assisi \u00e8 ancora al centro di una controversia frontale. 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