{"id":1190,"date":"2010-03-28T14:23:27","date_gmt":"2010-03-28T13:23:27","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.wordpress.com\/?p=1190"},"modified":"2010-03-28T14:23:27","modified_gmt":"2010-03-28T13:23:27","slug":"il-non-museo-del-design-quanto-e-viva-milano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=1190","title":{"rendered":"Viva il non-museo del design"},"content":{"rendered":"<p>Il Museo del Design, alla Triennale di Milano, si \u00e8 rinnovato per la terza volta, come accade ogni anno in vista del Salone del Mobile: un&#8217;idea giusta e azzeccata di Davide Rampello, perch\u00e9 il design se museificato \u00e8 finito (il Moma da questo punto di vista ha solo da imparare&#8230;). Il design \u00e8 un organismo vivo e anche quando viene storicizzato resta con quelle caratteristiche. E non basta una semplice turnazione degli oggetti, ci vuole un&#8217;idea espositiva su misura. La Triennale ha pensato alla formula di affidare ogni anno un museo \u201ceffimero&#8221; a grandi nomi del design: quest&#8217;anno \u00e8 toccato ad Alessandro Mendini.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/immagine-11.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1194\" title=\"Immagine 1\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/immagine-11.png?w=255\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/immagine-11.png 469w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/immagine-11-255x300.png 255w\" sizes=\"auto, (max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a>Mendini ha ruotato il suo museo sull&#8217;idea di presentare 800 oggetti che hanno fatto la storia e il vissuto del nostro quotidiano dal dopoguerra a noi. Un&#8217;idea semplice, molto orizzontale, che elimina l&#8217;alto e il basso, le differenze tra oggetti di serie A e di serie B. Con il design questo si pu\u00f2 fare, senza fare nessuna demagogia: perch\u00e9 la genialit\u00e0 di un oggetto pu\u00f2 scendere dall&#8217;intelligenza del suo creatore, ma pu\u00f2 anche salire dal\u00a0 basso per l&#8217;energia anche estetica che gli ha dato una consuetudine condivisa. Il percorso segue la meravigliosa struttura del palazzo di Muzio, e gli oggetti sono appoggiati a in basso come su delle isole in cui sono stati raccolti e radunati secondo un flusso impercettibile ma ben ragionato (le didascalie sono su leggii ai quattro angoli di ciascuna isola e sono l&#8217;unico\u00a0 elemento difficoltoso dell&#8217;allestimento di Pierre Charpin: un semplice volantino ai visitatori non sarebbe stato meglio?). Si inizia con la poesia di Catullo in cui \u00e8 la nave del poeta a raccontare ci\u00f2 di cui \u00e8 fatta (primo testo di critica del design della storia: cos\u00ec viene presenatata). E si finisce con l&#8217;Italia alla rovescia, icona di Fabro. In mezzo un flusso di 800 oggetti che si richiamano l&#8217;un l&#8217;altro. La serie di statue di Sant&#8217;Antonio con il Bambino, realizzate dal miglior laboratorio artigianale, \u00e8 affiancata ad una serie parallela di cavatappi Lagostina, in piedi e abraccia aperte. \u00abQuali cose siamo\u00bb \u00e8 il titolo che Mendini ha dato al suo \u201cmuseo&#8221;. Ed \u00e8 un titolo azzecatissimo (c&#8217;\u00e8 il vestito dentro il quale navigava Tot\u00f2, ma c&#8217;\u00e8 pure il bastone del pastore Guglielmo, bergamasco&#8230;). Viva il design orizzontale. E viva questa Milano sempre viva&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.triennaledesignmuseum.it\/#\">Sito in allestimento del Museo<\/a><\/p>\n<p>E qui invece una <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/teoverycrock\/4424850517\/sizes\/o\/\">sorprendente Babele<\/a>, idea con cui si chiude la mostra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Museo del Design, alla Triennale di Milano, si \u00e8 rinnovato per la terza volta, come accade ogni anno in vista del Salone del Mobile: un&#8217;idea giusta e azzeccata di Davide Rampello, perch\u00e9 il design se museificato \u00e8 finito (il Moma da questo punto di vista ha solo da imparare&#8230;). 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