{"id":1149,"date":"2010-03-01T15:38:48","date_gmt":"2010-03-01T14:38:48","guid":{"rendered":"http:\/\/robedachiodi.wordpress.com\/?p=1149"},"modified":"2010-03-01T15:38:48","modified_gmt":"2010-03-01T14:38:48","slug":"1149","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/?p=1149","title":{"rendered":"Cattelan o Viola? Io non ho dubbi"},"content":{"rendered":"<p>Ieri, per una coincidenza, i due maggior quotidiani italiani hanno pubblicato due interviste a due star dell\u2019arte mondiale: il <em>Corriere<\/em>, Maurizio Cattelan e <em>Repubblica<\/em>, Bill Viola. Io sono di parte, e tra i due non esito a stare dalla parte di Cattelan: pi\u00f9 netto, pi\u00f9 trasparente, pi\u00f9 aperto al mondo. Comunque il confronto mi sembra interessante e emblematico, perch\u00e9 propongono due modi di mettersi davanti all\u2019arte opposti. Cattelan \u00e8 centrifugo, Viola \u00e8 centripeto. Cattelan cerca un pieno, Viola insegue un vuoto. Cattelan \u00e8 alla luce del sole, Viola gioca sull\u2019oscurit\u00e0. Per dirla tutta: le parole di Viola non aggiungono quasi nulla a quello che sappiamo e abbiamo capito di lui. Quelle di Cattelan invece svelano una fatica per capire il senso del proprio fare. In questo senso umanamente sono molto pi\u00f9 interessanti. Anche la provocazione dei bambini impiccati all\u2019albero di 24 maggio, dalle parole di Cattelan viene restitutio in maniera diversa e comprensibile. Ecco una breve antologia perch\u00e9 anche voi possiate giudicare (anche se il ritratto di Cattelan firmato da Francesca Bonazzoli \u00e8 bello da leggeer in integrale).<\/p>\n<p><strong>Maurizio Cattelan dixit<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/cattelan_class_home.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1154\" title=\"cattelan_class_HOME\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/cattelan_class_home.jpg?w=255\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/cattelan_class_home.jpg 340w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/cattelan_class_home-255x300.jpg 255w\" sizes=\"auto, (max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a>\u00abMa io non provoco! La mia aspirazione \u00e8 fare lavori che siano il massimo della sintesi: il libro perfetto dovrebbe avere sole cinque pagine e allo stesso modo io voglio fare lavori che parlino alla gente e per\u00f2 non siano popolari. Un&#8217; opera funziona se ti attira e poi quando sei vicino e disarmato ti tira un cazzotto. Per esempio nello scoiattolo suicida, il sangue non si vede: alla prima occhiata pu\u00f2 sembrare una fiaba, ma poi ti d\u00e0 il cazzotto. Cos\u00ec per i bambini impiccati. La forza di quel lavoro stava proprio nel fatto che era esposto in una piazza. Insomma \u00e8 importante quello che riesci a smuovere nelle persone, ma io non mi dico mai: adesso devo inventare una provocazione. Una volta esposta l&#8217; opera, io stesso divento uno spettatore incosciente di come le altre persone l&#8217;accoglieranno. Sono un tramite di qualcosa che non \u00e8 sotto il mio controllo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abFar\u00f2 un monumento di marmo contro tutte le ideologie e sar\u00e0 l&#8217; occasione per confrontarmi con un tema classico della storia dell&#8217; arte, cos\u00ec come gi\u00e0 ho fatto con le statue del cavallo e del papa. Mi interessa mettermi in relazione con questi micromovimenti della storia; il provocatore, al contrario ti aspetta con la sua aggressivit\u00e0 per tirarti gi\u00f9, ma io non ho quel progetto\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abVedo gli amici soprattutto col computer, via Skype: sono per lo pi\u00f9 persone disordinate, squilibrate come me. Qui a New York incontro un artista che \u00e8 veramente fuori di testa; di recente sono stato all&#8217; Outsider fair, una fiera di sconosciuti al sistema dell&#8217; arte. Molti di loro sono geniali e mi piace sostenere i loro lavori, ma spesso non ce l&#8217; hanno fatta perch\u00e9 hanno dietro storie di malattie mentali e alcuni sono morti in ospedali psichiatrici\u00bb.<\/p>\n<p><em>Che cosa vorrebbe dunque ancora dalla vita? <\/em>\u00abTrovare la serenit\u00e0 dentro di me. L&#8217; unica cosa con la quale te ne vai da questo mondo. Pi\u00f9 invecchi pi\u00f9 ti rendi conto che le cose non ti proteggono: possono indurti a credere che ti aiutino, ma non ti salvano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Bill Viola dixit<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/bill_viola_narrowweb__300x3870.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1155\" title=\"bill_viola_narrowweb__300x387,0\" src=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/bill_viola_narrowweb__300x3870.jpg?w=232\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/bill_viola_narrowweb__300x3870.jpg 300w, http:\/\/robedachiodi.casatestori.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/bill_viola_narrowweb__300x3870-232x300.jpg 232w\" sizes=\"auto, (max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a>\u00abCerco di portare in superficie qualcosa che esiste gi\u00e0. \u00c8 gi\u00e0 l\u00ec. Solo che non la vediamo. L&#8217; arte per me\u00e8 rivelazione\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAnche se non lavoro con il pennello ma con il video, mi sento un pittore che realizza immagini\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abL&#8217; idea \u00e8 nata quando ho visitato la Cappella degli Scrovegni a Padova, sono rimasto folgorato. Giotto \u00e8 uno dei miei eroi. Penso abbia fatto il primo dipinto virtuale. Quando ho visto lo spazio sono rimasto sopraffatto. Dopo il primo impatto, quando mi sono ripreso, ho riflettuto sul fatto che ogni superficie era affrescata, \u00e8 stato come entrare in una realt\u00e0 virtuale. Cos\u00ec ho iniziato a progettare un grande ciclo di immagini, connesse ma indipendenti. Quello che mi ha affascinato era entrare in uno spazio e camminare dentro le immagini. \u00c8 quello che ho fatto in Go Forth by Day. Entri in un luogo illuminato solo dai bagliori delle proiezioni per camminare, come in un sentiero, in questa lunga stanza e attraversare il ciclo eterno della vita e della morte, della creazione e della distruzione. Il titolo deriva dal Libro dei Morti dell&#8217; antico Egitto, e si riferisce al momento del trapasso in cui dal buio si passa nella luce. \u00c8 incredibile osservare come l&#8217; idea della luce intesa come rivelazione sia presente indistintamente in tutte le tradizioni religiose\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abErano gli anni della guerra del Vietnam e della contestazione\u00bb, ricorda Bill Viola, \u00abin America la cultura e la religione orientale erano un simbolo. Volevamo andare a vedere di persona. Quel viaggio ci ha cambiato la vita. Siamo rimasti in Giappone diciotto mesi, fra il 1980 e il 1981, e abbiamo avuto la fortuna di incontrare un maestro zen straordinario: Tanaka Daisen. Praticavamo con lui quasi tutti i giorni, eccetto quando lui viaggiava. Era un uomo magico. Mi diceva &#8220;devi imparare a essere vuoto&#8221;. Se lo immagina? Avevo studiato anni per imparare a essere pieno, di idee, progetti, immagini, e ora quest&#8217; uomo mi diceva che dovevo essere vuoto, e perso, e imparare a lavorare da una posizione di fragilit\u00e0. Era pazzesco, ma aveva ragione\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri, per una coincidenza, i due maggior quotidiani italiani hanno pubblicato due interviste a due star dell\u2019arte mondiale: il Corriere, Maurizio Cattelan e Repubblica, Bill Viola. Io sono di parte, e tra i due non esito a stare dalla parte di Cattelan: pi\u00f9 netto, pi\u00f9 trasparente, pi\u00f9 aperto al mondo. 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